Egitto: il ruolo della donna secondo i Fratelli Musulmani

Egitto, il Cairo – “Le donne sono buone per fare le mogli, per allevare figli e per accudire i mariti, non per fare le dirigenti o per fare politica”. A pronunciare questa frase durante un convegno di giovani egiziani al Cairo non è stato uno qualsiasi, ma Osama Abou Salama, uno dei maggiori rappresentanti dei Fratelli Musulmani.

E’ questo il concetto che hanno i Fratelli Musulmani del ruolo della donna nella società egiziana? Sembrerebbe di si. Le poche parole espresse da Salama, che per altro non hanno visto alcuna reazione da parte delle numerose ragazze presenti al convegno, sono indicative del pensiero misogino della Fratellanza Musulmana.

E a peggiorare ulteriormente il quadro già fosco per i Diritti delle donne egiziane c’è una proposta avanzata da diversi parlamentari appartenenti ai Fratelli Musulmani per imporre un “codice etico” alle donne egiziane, un codice che comprenda oltre alle linee da seguire in termini di abbigliamento anche alcune linee comportamentali tra le quali il divieto per le donne di girare da sole (non accompagnate da un uomo della famiglia), di guidare senza la presenza di un uomo al loro fianco, il divieto di accesso ad alcuni locali e tante altre belle cosette. La proposta prevede anche l’istituzione di una “polizia morale” del tipo di quella che c’è in Iran o in Arabia Saudita, un corpo che avrà il compito di perseguire ed eventualmente arrestare le donne che non si atterranno alle linee guida in termini di abbigliamento (che deve essere castigato e naturalmente prevede il velo) o che non rispetteranno il codice etico in termini di comportamento in pubblico.

“La donna ha il piacere di essere al servizio del marito e di seguirlo obbediente” ha detto ancora Osama Abou Salama durante il convegno, tante volte non si fosse capito bene come la pensasse. E infine ha toccato il fondo quando ha detto che “la donna non può prendere nessuna decisione in modo autonomo perché le decisioni le deve prendere l’uomo. Allah ha voluto così (che la donna fosse inferiore all’uomo). Una nave non può avere due capitani”.

E’ chiaro il tentativo da parte dei Fratelli Musulmani di mettere la donna egiziana in posizione subalterna all’uomo, di fare regredire i loro Diritti a una posizione medioevale. E’ questo che ci si aspettava dalla “primavera egiziana”? E’ questo il cambiamento che chiedevano i giovani egiziani in Piazza Tahrir? A giudicare dalle reazioni, sostanzialmente inesistenti, sembrerebbe di si.

A provare ad uscire dal coro di silenzi ci sono solo poche e coraggiose donne non ancora coordinate in un unico gruppo ma molto attive. Tra loro Aliaa Elmahdy che divenne famosa per alcune foto che la ritraevano provocatoriamente nuda o per la campagna “imponiamo il velo gli uomini”. “In Egitto il sessismo è sempre stato molto forte” dice Aliaa Elmahdy “ ma da quando a governare sono i Fratelli Musulmani stiamo toccando picchi sauditi”. E poi conclude con una affermazione che deve far riflettere: “c’è una chiara volontà da parte del Governo di Mohammed Morsi di trasformare l’Egitto in un regime islamico, non in una democrazia islamica. Non era questo che noi giovani volevamo”.

Amina A.

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