Un ramoscello d’ulivo è stato lanciato dal Presidente sudanese, Omar al-Bashir, alle opposizioni che hanno boicottato le elezioni i Sudan, elezioni che si stanno chiudendo e che, secondo i sondaggi, vedrebbero in vantaggio il National Congress Party (NCP) di Bashir.

Secondo quanto si apprende da ambienti vicini alla dirigenza del National Congress Party il Presidente Bashir avrebbe offerto alle opposizioni alcuni posti di governo per “superare le divergenze interne in un momento molto delicato del Paese in cui c’è bisogno di unità”. Molti partiti dell’opposizione avevano deciso di boicottare le elezioni denunciando brogli sistematici da parte del NCP e temendo che queste elezioni servissero solo a Bashir per legittimare la sua leadership di fronte alle accuse di crimini di guerra mosse contro di lui dal Tribunale Penale Internazionale (TPI).

Ghazi Salaheddin, uno dei leader del National Congress Party, ieri ha detto che “se, come sembra, vinceremo le elezioni proporremo agli altri partiti, anche a quelli che non hanno partecipato alle elezioni, di far parte del Governo che dovrà guidare la Nazione sudanese in un difficile momento di transizione che nei prossimi mesi potrebbe portare alla divisione del Paese”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al prossimo referendum per l’autodeterminazione del Sud Sudan che si terrà nel gennaio 2011.

Le opposizioni hanno reagito alla proposta del National Congress Party in maniera diffidente. Innanzi tutto Salaheddin non ha specificato a quali incarichi di governo si riferisce e poi c’è la questione del diverso peso politico che i partiti dell’opposizione rivestono se presi separatamente. Il timore è che Bashir voglia frammentare i movimenti di opposizione. In ogni caso la questione è al vaglio dei vari dirigenti.

L’affluenza alle elezioni, secondo i dati diffusi da Khartoum, è stata massiccia al Nord mentre nel Sudan Meridionale l’astensionismo sembra essere stato addirittura più alto del previsto, a dimostrazione che agli abitanti del Sud Sudan non interessano le elezioni sudanesi ma che sono concentrati sul referendum per l’autodeterminazione. Il voto si concluderà oggi.

Intanto arrivano brutte notizie dal Darfur dove quattro peacekeepers sudafricani della forza di pace dell’Unione Africana (UNAMID) sono stati rapiti. Sono due uomini e due donne che sono scomparsi nei pressi di Nyala. Ancora nessuna notizia dai rapitori che, si presume, chiederanno un riscatto in denaro. Il business dei rapimenti a scopo di estorsione è molto fiorente nel Darfur Meridionale dove, solo lo scorso anno, sono stati rapiti e rilasciati dietro pagamento di un riscatto, una ventina di cooperanti stranieri.

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