Sono anni che, a livello internazionale, si sta discutendo se Israele sia da considerare come entità occupante in merito alla Striscia di Gaza oppure non lo è più nel momento nel quale le sue truppe hanno lasciato la Striscia e i coloni sono stati sgombrati.

Alcuni, tra i quali le due maggiori organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani (Amnesty International e Human Rights Watch) ritengono che, dato che Israele controlla i confini (anche marittimi) e che vi è di fatto una sorta di embargo su diversi prodotti, la Striscia di Gaza debba essere considerata come “terra occupata da Israele”. Le due organizzazione sostengono, a riprova della loro tesi, che la Striscia di Gaza non è di fatto controllata da nessuno Stato, cioè che nessuno Stato o entità eserciti su quel territorio alcun controllo o imponga alcuna legge, per cui in base alle convenzioni dell’Aja del 1899 e 1907 e alla quarta Convenzione di Ginevra le quali disciplinano le leggi di guerra e quelle riguardanti i territori occupati militarmente, la Striscia di Gaza rientrerebbe nello “status di terra occupata militarmente da Israele”.

Questa “interpretazione” viene fatta propria anche dalle Nazioni Unite a da un po’ tutto il mondo filo-palestinese e anti-israeliano (che non sono la stessa cosa). Infatti l’Onu, anche in maniera provocatoria, continua a tenere aperto nella Striscia di Gaza quello che chiama “ufficio per gli affari umanitari dei territori occupati”, una sorta di rappresentanza diplomatica che l’Onu ha in tutti i territori militarmente occupati (ma che non ha per esempio in Tibet oppure a Cipro, solo per citare due casi). Dal canto loro i filo-palestinesi e gli anti-israeliani continuano a chiedere (pretendere) a Israele un impegno “umanitario” in quanto ritengono Gerusalemme “entità occupante” e quindi responsabile anche delle condizioni di vita e umanitarie della popolazione residente nella Striscia di Gaza.

Ora, è molto probabile che questi signori si siano persi qualcosa e che non abbiano fatto caso alla situazione politica, militare e umanitaria che sta vivendo la Striscia di Gaza, magari perché troppo presi a puntare il dito su Israele piuttosto che sui veri responsabili di questa situazione. No perché la Striscia di Gaza è governata, politicamente e militarmente, da una entità che si chiama Hamas, un gruppo considerato terrorista da quasi tutta la comunità internazionale che, con un vero e proprio putsch, nel 2007 ha sottratto il controllo della Striscia di Gaza ad Al Fatah, controllo che il partito palestinese aveva ricevuto da Israele il lontano 22 agosto 2005. Non so se sono stata chiara, ma cercherò di esserlo ancora di più: nel 2005 Israele cede il controllo della Striscia di Gaza ad Al Fatah, il quale lo perde nel 2007 a favore di Hamas. L’occupazione israeliana della Striscia di Gaza è finita quindi nel 2005. Dopo sono solo questioni interne ai palestinesi e niente altro.

Ora vorrei puntare il dito sul concetto di “occupazione militare” riprendendo la definizione che ne da Wikipedia la quale recita: “per occupazione militare s’intende, in diritto internazionale, la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in una misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato”. Ora, qualcuno mi sa dire quali siano le uniche forze armate presenti nella Striscia di Gaza? Che io sappia le uniche forze armate presenti a Gaza sono quelle di Hamas con qualche piccola eccezione per alcuni gruppi terroristi minori e per qualche gruppo di istruttori iraniani (ma questo è un altro discorso). Bene, stante la definizione di “occupazione militare” così come riportata dal Diritto Internazionale e tenendo conto che Hamas ha scalzato militarmente (con l’uso della forza) le forze armate di Al Fatah che avevano preso il controllo del territorio ceduto da Israele, chi è l’entità occupante? E’ vero, lo ammetto, qualche purista del Diritto Internazionale vorrà affermare che Hamas non può considerarsi “una forza armata straniera”, ma il fatto resta ed è verificabile in qualsiasi momento.

Bene, perché tratto oggi questo argomento? Perché nei mesi scorsi Secondo Protocollo ha condotto una indagine molto dettagliata e ricca di testimonianze indipendenti sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, indagine che ha prodotto un rapporto che i giorni scorsi è stato inviato in forma integrale alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e ai Paesi donatori e che verrà diffuso a tutti, in forma non integrale, nei prossimi giorni (il tempo di scremare le informazioni sensibili quali i nomi dei testimoni e delle Ong operanti a Gaza che hanno partecipato alla stesura del rapporto). Dal rapporto si evince chiaramente che la Striscia di Gaza non solo non può considerarsi “territorio occupato da Israele” ma che è sotto il totale controllo di Hamas. E quando dico “totale controllo” intendo un controllo capillare di qualsiasi attività, a partire da quelle umanitarie fino a quelle commerciali, economiche, sanitarie e/o di sviluppo del territorio, il tutto attraverso un meccanismo tipico di uno Stato vero e proprio, certo uno Stato dittatoriale, sicuramente terrorista e controllato militarmente, ma pur sempre uno Stato.

Il fatto quindi che Israele consideri la Striscia di Gaza come una “entità ostile” e che quindi agisca di conseguenza, è perfettamente in linea con il Diritto Internazionale. L’embargo di merci che potrebbero essere usate per scopi militari, il controllo delle attività marittime oltre una certa distanza, la chiusura delle frontiere, rientrano nel Diritto all’autodifesa sancito dal Diritto Internazionale.

Certo, noi siamo una piccola (microscopica) organizzazione per la difesa del Diritto e non abbiamo i mezzi per mantenere gli uffici stampa che hanno le “grandi organizzazioni”, quindi qualcuno potrà dire: chi siete voi per smentire i “big” del settore? Beh, forse non saremo nessuno, ma questi sono i fatti e se i cosiddetti big vorranno smentirli portando altrettanti fatti lo possono fare in qualsiasi momento, ma intanto questa è la realtà.

Una ampia parte del rapporto è dedicata alla situazione umanitaria della Striscia di Gaza e sulle responsabilità che di tale situazione hanno Hamas e alcune “organizzazioni” che sarebbero deputate alla distribuzione dei beni di prima necessità alla popolazione e alla implementazione di progetti di sviluppo. Quello che ne viene fuori è raccapricciante. Chissà se qualcuno, magari dotato di una sana integrità morale, vorrà rivedere la posizione di Hamas.

Miriam Bolaffi

3 Comments

  1. Sharon Levi

    grande Miriam, articolo illuminante

  2. simonetta

    davvero, brava Miriam come sempre precisa e “velenosa” (in senso buono) Una vera PANTERA 😉

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