Giordania, Amman –Venerdì scorso si è svolta nella capitale giordana una grande manifestazione organizzata dalla Fratellanza Musulmana  che aveva come obbietto ufficiale quello di chiedere a Re Abdullah una serie di riforme che non necessariamente portano alla democratizzazione del Paese.

In realtà l’obbiettivo dei Fratelli Musulmani giordani è ben più ambizioso dell’ottenere alcune riforme democratiche. Loro puntano a far cadere Re Abdullah e a instaurare un regime di tipo egiziano anche in Giordania. La scusa è la stessa usata in Egitto: riforme democratiche, lotta ai governanti corrotti e cambiamento democratico. A dare sostegno ai Fratelli Musulmani anche diversi palestinesi.

A smascherare però il vero intento della Fratellanza Musulmana ci ha pensato uno dei suoi leader il quale ha pensato bene di rilasciare alcune interviste nelle quali spiega con dovizia di particolari l’obbiettivo reale dei Fratelli Musulmani egiziani, cioè quello di abbattere il Re e di instaurare un regime islamico sul modello di quello egiziano. Zaki Bani Rsheid, vice-capo della Fratellanza Musulmana non ha lasciato dubbi agli interlocutori: «Noi non vogliamo riformare il Paese, vogliamo un totale cambio di regime» ha detto con molta chiarezza  Rsheid agli esterrefatti reporter che lo intervistavano a margine della manifestazione. «Re Abdullah ha fallito quindi deve lasciare il potere– ha continuato il leader dei Fratelli Musulmani – Ha promesso di fare le riforme sei mesi fa e non solo non le ha fatte ma ha sciolto il Parlamento e adesso siamo anche in una grave crisi politica». Zaki Bani Rsheid ha poi detto che i cambiamenti avvenuti nei Paesi della cosiddetta “primavera araba” sono esattamente quello che loro (la Fratellanza Musulmana n.d.r.) vogliono per la Giordania. Più chiaro di così……

Tuttavia va detto che ancora la Fratellanza Musulmana giordana non è in grado di impensierire Re Abdullah. Le opposizioni, di cui i Fratelli Musulmani sono una componente, sono divise e il Re può contare sull’appoggio delle popolazioni delle zone rurali. Ma non deve essere fatto l’errore di sottovalutare il segnale lanciato venerdì scorso dai Fratelli Musulmani. Ormai si sono mossi e, soprattutto, sono usciti allo scoperto potendo contare, oltretutto, sul formidabile appoggio dei loro “fratelli” egiziani.

Re Abdullah, che ha appena sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni, tempo fa aveva detto di temere che il prossimo obbiettivo della Fratellanza Musulmana sarebbe stata la Giordania aggiungendo che non avrebbe permesso al suo paese di fare un balzo indietro nel tempo. Tuttavia è ben conscio che servono alcune riforme, specie nel settore economico . Per questo conta molto sul nuovo Parlamento..ammesso che la Fratellanza Musulmana gli dia il tempo di farle……. le riforme.

Noemi Cabitza

3 Comments

  1. Non vedo cosa ci sia di strano nel dire apertamente che si vuole cacciare un tiranno e far votare la gente, se non che si sa già che l’esito del voto non ci sarebbe gradito.
    A questo punto c’è un’evoluzione concettuale, democratico non è un governo che ottiene il potere attraverso il consenso della maggioranza della popolazione, democratico è un governo che fa una politica gradita a usa e israele, che si voti o meno conta poco, infatti gli esportatori della democrazia considerano “progressiste e moderne” tutte le dittature alleate, dalla Giordania all’Arabia Saudita (vero goal dei fratelli, che se ottenessero il potere anche li potrebbero contare moltissimo nel mondo).
    La politica dei fratelli musulmani può piacere o meno, ma non c’è dubbio che, in base ai nostri principi occidentali, se questa politica viene scelta dalla maggioranza della popolazione sono pienamente legittimati a farla. Invece quando non gli conviene quelli che pensano che in iraq o siria o iran la democrazia vada portata con le bombe, per quanto è preziosa, altrove sia un bene di lusso non indispensabile.

  2. Tatrizia Simonetti

    diddolo – ci vuole un coraggio da leoni a sostenere che la fratellanza musulmana sia un movimento democratico

  3. Diddolo

    Solo se prendiamo la nostra democrazia come metro di giudizio di ogni democrazia. Per adesso i fratelli musulmani vanno al potere ovunque grazie all’appoggio della stragrande maggioranza della popolazione che appoggia le loro politiche. Le democrazie occidentali sono caratterizzate dalla laicità, già il caso di Israele é piu complesso, ma non é detto che gli islamici non possano conciliare le due cose. E in ogni caso se non é possibile applicare li la nostra democrazia penso che sia preferibile una dittatura, come quella dei fratelli, che é appoggiata e voluta dalla popolazione che una come quella di mubarack, odiato dal suo popolo.