Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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3 Comments

  • Moltissime generazioni di studenti, sono cresciuti con la Kefiah al collo…Lungimiranza della propaganda…Molti di loro sono diventati giornalisti.- Saluti

  • Verissimo quanto dice Ettore.
    Il problema storico politico-culturale italiano é dato dall’influenza sulla formazione nelle scuole e negli spazi giovanili del defunto partito comunista e successori e in una certa formazione cattolica che guardava a sinistra.
    Quelli cioé che si muovevano gramscianamente nel campo dell’educazione, con relativo appoggio degli intellettuali organici.
    Nessun altro soggetto si é mosso in questi decenni nel campo dell’educazione e della cultura diffusa, tranne rare eccezioni e la televisione con le sue logiche commerciali e le sue lottizzazioni.
    Non si é creato un fronte alternativo che si proponesse la promozione di un’educazione che collegasse inscindibilmente dei valori universali alla propria identità e tradizione storica, che poi é la tradizione che ha creato quei valori.
    L’unica parziale sconfitta del progetto culturale dominante é stato il cosiddetto berlusconismo, che comunque non é un buon esempio.
    Oggi, grazie a questa educazione cattocomunista chi sostiene i Palestinesi si sente buono e giusto.
    Questo tipo di educazione bolla come razzismo il legittimo giudizio critico sulle civilizzazioni culturali o culture altre che dir si voglia, considera il sofistico relativismo culturale come un sistema di valori etici indiscutibili.
    E non si rende conto che il relativismo culturale é solo uno strumento metodologico degli etnologi per capire le culture altre e niente di più.
    Non ha nulla a che vedere con la funzione orientativa nelle scelte etiche responsabili, cioé basate sull’etica della responsabilità.
    Accade così che non ci si avvede – perché é vietato vedere- che organizzazioni come Hamas e la cultura araba e islamica in genere non hanno come priorità il rispetto della vita e della persona, ma usano questi valori come cavalli di Troia per vincere delle guerre cruente e “incruente”- cioé tendenziali- la cui posta in gioco é proprio l’affermazione di “valori” contrari nonché del loro potere.
    Altri si avvedono del fenomeno, ma, usando contorsioni mentali stupefacenti, arrivano ad appoggiare comunque tali soggetti.
    Sostenengono infatti che costoro possono legittimamente avere altre priorità “etiche”, anche se queste priorità confliggono con i valori per i quali devono essere appoggiati.
    Ma non confliggono evidentemente con gli interessi e le pulsioni dei presunti portatori di questi valori.
    Magari confliggeranno con i legittimi interessi degli ebrei, così come accade in medio oriente.
    Ma non importa.
    Si vede che gli ebrei non posssono avere legittimi interessi.
    L’idealizzazione del “buon selvaggio” a cui si concede che possa avere valori incompatibili con quelli che vengono proclamati per difenderne le ragioni e il mito dell’umanitarismo ci porteranno ad un mondo in cui saremo dominati.
    E questo é perfino considerato da alcuni giusto e perequativo.
    Oppure certamente irrilevante perché considerato irreale e frutto di islamofobia!

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