Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti e un po’ tutti gli “addetti ai lavori” lo sapevano, ma un articolo del Times ha fatto scoppiare una vera e propria bufera diplomatica tra Iran e il confinante Azerbaijan. Secondo il giornale inglese, che afferma di aver intervistato un agente del Mossad, da diversi mesi il servizio segreto israeliano sarebbe massicciamente presente nel piccolo Stato caucasico e da li starebbe coordinando le azioni segrete in Iran.

Ieri il Ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore dell’Azerbaijan a Teheran per chiedere spiegazioni e per ammonire (minacciare) il piccolo Stato caucasico “invitandolo” a non offrire supporto a Israele o ai suoi servizi segreti. La minaccia è stata fatta in maniera esplicita e non ha escluso “gravissime ritorsioni militari” nei confronti dell’Azerbaijan.

Secondo l’articolo del Times anche gli assassini dei tecnici nucleari iraniani sarebbero prima entrati e poi fuggiti dall’Iran usando l’Azerbaijan come base operativa. La cosa ha fatto particolarmente infuriare Teheran che ha minacciato l’espulsione dell’ambasciatore azero, Javanshir Akhundov, dal suo territorio. Il Times afferma di aver intervistato un agente del Mossad qualificatosi come “Shimon” il quale avrebbe raccontato alcuni retroscena sia in merito agli omicidi dei tecnici nucleari iraniani, sia in merito al conflitto sotterraneo tra il Mossad e il servizio segreto iraniano che da mesi si sta combattendo nella regione caucasica.

In effetti il presunto “scoop” del Times racconta il segreto di Pulcinella anche se va oltre quando sostiene (e conferma) che ad ucciderei i tecnici iraniani siano stati agenti del Mossad. Che l’Azerbaijan sia uno Stato profondamente amico di Israele lo sanno tutti ed è quindi plausibile che lo Stato ebraico usi quel territorio per monitorare le attività iraniane così come l’Iran usa il Libano del sud nelle mani degli Hezbollah. Tuttavia la paura iraniana non è tanto quella che il Mossad possa usare il territorio azero come base operativa avanzata, quanto piuttosto che in caso di attacco l’Azerbaijan offra a Israele le sue basi aeree, fatto questo che permetterebbe ai cacciabombardieri israeliani di essere sul cielo di Teheran in pochi minuti.

Secondo alcune fonti israeliane l’Azerbaijan sarebbe il “Ground Zero” della guerra tra i servizi segreti israeliano e iraniano. Una fonte del Mossad ieri ha reso noto che alcuni agenti del Mossad sono effettivamente presenti a Baku ma che gli agenti iraniani sarebbero centinaia e che anche nei mesi scorsi avrebbero organizzato un attentato (poi sventato) contro l’ambasciata israeliana. Una inchiesta interna del Mossad è stata avviata per identificare chi sia il famigerato “Shimon” che ha rilasciato l’intervista al Times rischiando di compromettere le azioni del servizio israeliano in Azerbaijan.

Sarah F.

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