Secondo Protocollo

I ragazzi iraniani incarcerati e torturati ringraziano Nokia e Siemens per l’aiuto dato al regime

L’onda Verde iraniana ringrazia sentitamente Nokia e Siemens per la tecnologia repressiva fornita al regime in occasione delle manifestazioni contro la dittatura le quali hanno permesso ai torturatori di individuare migliaia di ragazzi e attivisti, di incarcerarli e di torturarli.

Si chiama “Deep Packet Inspection” il software messo a punto dalla joint-venture formata da Nokia e Siemens denominata appunto “Nokia Siemens Network”, che ha permesso alle autorità iraniane di individuare e arrestare centinaia di giovani che attraverso internet denunciavano al mondo quanto avveniva in Iran.

Deep Packet Inspection” non è un software qualsiasi di monitoraggio, esso non solo permette alle autorità iraniane di bloccare le comunicazioni ma consente loro di monitorare approfonditamente lo scambio di comunicazione tra utenti, individuandoli e raccogliendo informazioni approfondite sulle singole persone e sulle loro comunicazioni.

Secondo quanto riferito da una fonte anonima della società formata dai due colossi delle telecomunicazioni, il centro di controllo del “Deep Packet Inspection” sarebbe all’interno del Ministero delle telecomunicazioni.

Ma non finisce qui, fonti ben informate e attendibili ci hanno fatto sapere che il contratto firmato dalla Nokia Siemens Network con il Governo iraniano prevederebbe anche l’implementazione di nuove reti cellulari da “agganciare” al Deep Packet Inspection in modo da avere continuamente sotto controllo l’intero sistema di comunicazioni del paese.

Sarà un caso che subito dopo aver firmato il contratto milionario con la Nokia Siemens Network i Pasdaran hanno acquistato, attraverso alcune società a loro collegate, oltre il 60% della compagnia telefonica iraniana, la TCI (Telecommunication Conpany of Iran) attraverso la quale sono praticamente padroni incontrastati sia dei flussi di SMS che dei collegamenti a internet oltre naturalmente a tutto il traffico telefonico mobile e fisso. A moltissimi degli arrestati di recente è stato contesto il fatto di aver diffuso attraverso internet e attraverso i telefoni cellulari immagini contro il regime. Per tutti le prove fornite erano inoppugnabili e il regime le aveva potute avere attraverso il “Deep Packet Inspection”.

A nulla sono valse le proteste da parte di tutto il mondo contro la Nokia Siemens Network e le richieste di non fornire più assistenza al regime iraniano. Come risposta negli ultimi mesi sono stati ulteriormente implementate e migliorate le funzioni del “Deep Packet Inspection” e oggi il regime di Teheran ha praticamente il totale controllo su tutte le comunicazioni che avvengono nel Paese.

Ora pensateci bene quando andrete ad acquistare un qualsiasi prodotto elettronico, pensate che se comprate un prodotto Siemens o Nokia state finanziando con i vostri soldi quelle società che li usano per pagare tecnici che studiano programmi come il “Deep Packet Inspection”, programmi che servono ai regimi totalitari (ma non solo) per tenere sotto controllo le dissidenze e che contribuiscono efficacemente ad eliminarle.

Bianca B.

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