Capisco perfettamente chi oggi attacca Israele dopo i fatti di ieri lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

Capisco che chi critica Israele avrebbe voluto che quei 20.000 scalmanati entrassero liberamente nel territorio dello Stato Ebraico e che magari, giusto per fare qualcosa, si mettessero pure ad ammazzare qualche ebreo.

Capisco che il concetto di “difesa del confine” possa essere un concetto astratto per chi non sa più cosa sia la difesa del confine.

Capisco la rabbia di chi vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra e invece è costretto ad assistere alla sua (r)esistenza, alla sua ferma volontà di non farsi cancellare.

Capisco chi oggi attacca Israele ma è stato zitto e continua a tacere su come Hamas ha ridotto la Striscia di Gaza. Lo capisco perché dev’essere difficile ammettere che invece di aiutare la povera gente Hamas ha fatto sparire nel nulla centinaia di milioni di dollari o li ha usati per costruire tunnel e comprare armi. Dev’essere shoccante scoprire che gli unici che fanno entrare aiuti umanitari a Gaza sono gli israeliani, cosa che per esempio non fanno gli egiziani.

Capisco chi si indigna per i morti palestinesi, morti sulle quali la responsabilità di Hamas è pesante come un macigno. Li capisco anche se mi sfugge il motivo per cui non si sono indignati quando a massacrare i palestinesi era Assad o perché non si sono indignati quando l’Egitto ha distrutto le case palestinesi lungo il confine per costruire una zona di sicurezza, o quando ha allagato i tunnel costruiti da Hamas, o quando ha chiuso il proprio confine blindandolo e sparando addosso a chiunque cercasse di passarlo.

Vedete, io la capisco questa gente, capisco le loro motivazioni, capisco che solo l’esistenza o solo il pronunciare la parola Israele li fa infuriare. Non è mica una novità? Negli ultimi 70 anni si è fatto di tutto per cancellare lo Stato Ebraico per poi scoprire, soprattutto gli arabi, che proprio quello Stato Ebraico è l’unico in grado di difenderli dai loro veri nemici. Dev’essere davvero frustrante.

E guardate, vi dirò di più, capisco anche la stampa italiana che mette gli scontri di ieri in prima pagina senza provare nemmeno a spiegare quello che è veramente successo incolpando Israele a prescindere dopo che non hanno scritto una parola su quello che sta facendo Erdogan o su quello che fa ancora Assad. Dopo tanto tempo che non potevano incolpare Israele di nulla non gli è sembrato il vero di affondare i denti un una storia così facilmente manipolabile. Che diamine, devono campare anche loro.

Detto questo, 20.000 esaltati che tirano bombe molotov e pietre contro i militari israeliani e che tentano di passare il confine con Israele non sono una manifestazione pacifica. La si può definire in tanti modi, ma non una manifestazione pacifica. Ecco, questa è l’unica cosa che non capisco.

14 Comments

  1. Lorenzo

    Il mondo è fazioso da sempre.
    Se un giorno (D-o non lo volesse mai) Israele divesse scomparire allora il mondo capirebbe quale argine di democrazia è per tutti.
    Anche per gli arabi.

    Ps. Non sono ebreo na la penso così lo stesso.

  2. Anch’io ” Capisco” !!!!!! O cerco di capire ,ma no capisco !!!!!!

  3. Giuseppe Finzi

    Ma quei “quattro” ragazzi che facevano di male? Come? Tiravano pietre da un kg l’una e bombe molotov? E non erano quattro ma quattromila? O ancor di più? Ma son ragazzi… o no?

  4. Gino Franchetti

    Era quello che immaginavo, grazie per la precisione delle informazioni. Purtroppo per ora va di moda così. Spero soltanto che i Paesi cosiddetti civili si accorgano prima o poi che il vero grosso ostacolo alla pace in Palestina oggi come oggi è Hamas.

  5. alberto

    Che la manifestazione non sarebbe stata pacifica era chiaro. Anche per i morti. Ma lei riesce a percepire quale carica di odio ,quanta infelicità quanta disperazione stia fomentando Israele ( con la fattiva collaborazione dell’oscena dirigenza palestinese) per portare centinaia , migliaia di persone a rischiare la vita ? Penso,come molti miei correligionari israeliani che l’unica soluzione sia la formazione-il prima possibile-di uno stato autonomo palestinese con la restituzione almeno parziale dei territori occupati . Sono persone come lei (nel suo caso non saprei se in buona fede o per desiderio di protagonismo) che portano a sicura sconfitta la causa che difendono. Col massimo della disistima Alberto Frilli .
    P:S. Vedo che sulla sua pagina facebook non si possono liberamente commentare i suoi post. Combattente coraggioso !!

    • franco

      La mia pagina Facebook come il mio profilo sono aperti e chiunque può commentare

  6. Io non so chi sia questo Frilli che da quello che ho capito dice di essere ebreo. Ma dove ha vissuto fino ad oggi? Di cosa sta mai parlando “signore” quanto parla di creazione di uno stato autonomo palestinese? Magari lo facessero. Se non ricordo male proprio il dott. Londei si augurava questo per poi spiegarci perché i palestinesi non avrebbero mai fatto un loro stato. Dove vive il sig. Frilli, nel mondo della fantasia? Sono 70 anni che rifiutano qualsiasi accordo perché semplicemente non vogliono l’esistenza di Israele.
    Caro sig. Frilli, sono i traditori della propria gente come lei che pagherebbero per vedere Israele distrutta che mi fanno schifo, vomitevoli vermi senza palle pronti a vendersi al nemico per 30 denari.
    W Israele

    • alberto

      è strano .sulla sua pagina mi appare solo il-mi piace- e il-condividi. -. Avrei senz’altro commentato su facebook-

    • franco

      sbagli Aaron a rivolgerti così al sig. Alberto, ti abbassi al suo livello. L’insulto è tipico di chi non ha altri argomenti e non di rado pecca di ignoranza (e tu non lo sei). Lascia stare, dammi retta, è tutto tempo perso

    • alberto

      Questo Frilli è ebreo quanto lei , carissimo signor Aaron conosce la storia di Israele almeno quanto lei, è preoccupato per la sorte di Israele quanto,penso,lo sia lei . L’unica differenza è che è solo infinitamente più educato e pieno di dubbi di lei.

      • Lei è tutto tranne che educato. Avrei capito una contestazione nel merito dell’articolo invece arriva con fantasiose ipotesi fallite per 70 anni e si permette il lusso di insultare una persona per bene. E lei sarebbe educato? Mi faccia il piacere.
        Ha ragione lei Londei, se vuole cancellare il mio commento precedente lo capirò perfettamente e le chiedo scusa, ma non posso vedere gente come questo signore che sputa sentenze alla cieca

  7. Ci sono state guerre in questi 70 anni. Gli stati arabi hanno attaccato più volte Israele per cancellarlo. Invece hanno sempre perso. Israele invece di cacciare tutti i palestinesi come fece la Giordania li ha lasciati vivere nella striscia di Gaza e si è ritirato unilateralmente. I palestinesi se vogliono uno stato comincino a dimostrare che possono vivere in pace vicino a Israele senza lanciare continuamente missili kassam e scavare tunnel per ammazzare civili israeliani.

  8. Patrizia

    Concordo, Franco. Il mondo tace su Siriani, Curdi e altri popoli davvero perseguitati ma appena entrano in scena i palestinesi santo cielo potere vittime! Ipocrisia!

  9. Credo che la politica di Netanyau,ottusa e subalterna ai fanatici, sia corresponsabile della situazione, ma di sicuro i palestinesi dovrebbero prima ribellarsi af Hamas e alla loro classe dirigente incapace, corrotta e irresponsabile.
    E lo sanno benissimo quale sia la risposta di Israele al lancio di razzi (non se ne parla più?) o a iniziative deliranti come quella dei giorni scorsi.