Iran: per il Times è Neda Soltan il “personaggio dell’anno”

Il Times ha conferito il prestigioso riconoscimento di “personaggio dell’anno” a Neda Soltan, la giovane iraniana uccisa durante le prime manifestazioni post-elettorali in Iran le cui immagini della morte in diretta hanno fatto il giro del mondo.

“Anche se una pallottola passa attraverso il mio cuore non è importante. Quello per cui stiamo combattendo è molto più importante. Quando si tratta di pretendere i nostri diritti rubati non dobbiamo esitare. Ognuno è responsabile. Ogni persona che lascia una impronta in questo mondo lo è”. Neda Soltan al fidanzato Caspian Makan poco prima di essere barbaramente uccisa da un miliziano basji.

Il prestigioso riconoscimento del Times, generalmente riservato ai politici, questa volta viene quindi assegnato ad un semplice ragazza la cui morte filmata in diretta ha suscitato sgomento e impressione in tutto il mondo. Politici del calibro di Barack Obama, Gordon Brown e tanti altri hanno evocato il suo nome per condannare la durissima repressione del regime iraniano. Davanti alle ambasciate di tutto il mondo la gente ha indossato T-shirts con la sua immagine, decine di fiaccolate sono state dedicate a lei mentre persino il prestigioso “The Queen’s College” di Oxford ha istituito una borsa di studio a suo nome scatenando le ire del governo iraniano.

Rimangono purtroppo indelebili anche le squallide polemiche seguite alla diffusione delle immagini della sua morte, polemiche che miravano a demolire o a minimizzare la rivolta iraniana e innescate da ambienti antagonisti, di estrema sinistra e anarchici vicini ad Ahmadinejad, non tanto in quanto feroce dittatore ma in quanto nemico dichiarato di Israele. Davvero uno degli episodi più bassi che la storia ricordi. Per non parlare poi della demonizzazione delle rivoluzioni colorate, oltretutto da sempre baglio proprio della sinistra. In particolare va ricordato il tentativo di demonizzazione della rivoluzione verde iraniana, a detta di molti organizzata da improbabili entità straniere. Beh, gli ultimi mesi hanno dimostrato come la rivoluzione verde iraniana non sia stata organizzata da nessuna entità straniera ma che sia un semplice movimento spontaneo di liberazione dalla tirannia che va avanti nonostante migliaia di morti, migliaia di persone incarcerate arbitrariamente e una durissima repressione ad ogni manifestazione pacifica. Non sarebbe male se coloro che hanno denigrato la morte di Neda sostenendo che fosse un falso oggi facessero un mea culpa. Ma chiaramente è impossibile pretendere tanto da questa gente che arriva a sostenere un dittatore sanguinario come Ahmadinejad solo per ragioni che esulano completamente dal contesto iraniano.

Fatto sta che la rivoluzione colorata iraniana prosegue (sono segnalate manifestazioni anche questa mattina), una rivoluzione che non usa altre armi se non quelle della piazza e della pacifica contestazione ad un regime sanguinario e pazzoide che rischia di trascinare il mondo in una guerra di cui non si conoscono le conseguenze ma che saranno con ogni probabilità di grandissimo impatto.

Noi siamo fieri di sostenere attivamente la rivoluzione verde iraniana, siamo fieri di stare al fianco (seppur non fisicamente) di questi giovani iraniani che vogliono un Paese moderno e rispettoso dei Diritti. Siamo fieri di “fomentare e alimentare” questa rivoluzione colorata, siamo fieri di essere considerati “nemici di Ahmadinejad e del suo regime” siamo fieri di essere considerati “nemici dell’Ayatollah Khamenei” e siamo fieri di “fomentare e alimentare ogni rivoluzione colorata di questo mondo” da quella “arancione” dei monaci tibetani in Birmania fino a quella “rosa” delle donne islamiche sottomesse da assurde regole in tutto il mondo islamico.

Ringraziamo il Times per il grande riconoscimento conferito a Neda Soltan e invitiamo tutti i media a dare il giusto risalto alla rivolta iraniana perché, come diceva Neda, “ quando si tratta di pretendere i nostri diritti rubati non dobbiamo esitare”.

Articolo scritto da Miriam Bolaffi