Islam in Europa: il fallimento della politica di integrazione francese che deve far riflettere

islam-europa-franciaL’arresto dell’attentatore di Bruxelles conferma, se ce ne fosse bisogno, che la Francia è il fulcro pulsante del nuovo jihadismo europeo. Ancora un francese di origine magrebina che si rende responsabile di un attacco contro la comunità ebraica, un nuovo Mohammed Merah francese di terza generazione che se ne sbatte della integrazione e passa alla Jihad islamica.

Il caso francese ci deve far riflettere sulla immigrazione islamica in Europa, deve far riflettere quel nutrito esercito di buonisti a tutti i costi che ancora quando parlano di immigrazione islamica pensano a una loro integrazione in Europa. Proprio la Francia sta pagando a duro prezzo questa folle idea.

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di alcuni casi isolati, che si parla di un gran numero di ragazzi nati e cresciuti in Europa che si guardano bene dal recepire la nostra cultura democratica, i nostri valori di uguaglianza. In tanti pensavano che i musulmani di terza generazione sarebbero stati la base fondante di un nuovo islam moderato e tollerante. Invece sono peggio dei padri, sono diventati la base del moderno jihadismo intollerante e antisemita.

La Francia è un caso emblematico. Per anni è stata tollerante con la massiccia immigrazione dai paesi del nord Africa, anche per ragioni coloniali, e ora si ritrova una enorme quantità di potenziali Mohammed Merah, gente all’apparenza normale e integrata, ma che cova il germe dell’odio verso tutto quello che è occidentale o verso tutto quello che è ebraico.

Tutto questo dovrebbe farci riflettere, specie in un momento in cui in Italia di gente come questa ne arriva a migliaia ogni giorno. Qui non si tratta di parlare di flussi migratori (anche se ce ne sarebbe bisogno) qui si tratta di comprendere chi ci mettiamo in casa e quante possibilità ci sono che questa gente si integri con i nostri valori e non che pretenda che sia la nostra cultura a integrarsi con la loro.

E guardate, non sto dicendo che l’Italia dovrebbe affondare i barconi invece di fare da traghetto (no perché sono convinto che i soliti imbecilli diranno che sto dicendo questo), sto solo analizzando quello che a mio parere è un pericolo concreto. Dobbiamo porci alcune domande sulla possibilità che ha questa gente di integrarsi con i nostri valori e capire se ci mettiamo in casa un potenziale elemento di stabilità oppure ci mettiamo in casa un pericolo mortale. Personalmente propendo a pensare e a temere che alla fine sia buona la seconda.

Soluzioni non ne ho e non spetta certo a me fornirle, mi preme però far riflettere tutto quel mondo di buonisti a tutti i costi su quello che stiamo rischiando mettendoci in casa centinaia di migliaia di persone islamiche che non si integreranno mai con la nostra cultura. La Francia è li a fare da monito.

2 commenti su “Islam in Europa: il fallimento della politica di integrazione francese che deve far riflettere”

  1. Grazie a Dio…Che non si integrano…Forse c’e’ ancora speranza di rimandarli a casa loro… Se ne hanno ancora una. Tengo a precisare che neanche io sono razzista.- Gesu’ e’ grande!!!

  2. Resto dell’avviso che certe categorie di esseri viventi trovino idonea integrazione solo nel terreno.
    Come concime.

I commenti sono chiusi.