Medio Oriente

La Russia incontra i curdi siriani. La collera di Erdogan

Questa mattina il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha confermato che si è svolto a Mosca un incontro tra una delegazione del Consiglio democratico siriano (DSC) a guida curda e un partito siriano filo-Mosca, il “Partito della volontà popolare” ( PWP).

Oggetto dell’incontro, mediato da Mosca, la firma di un memorandum d’intesa per includere i curdi siriani nelle discussioni politiche sul futuro della Siria.

Tra le cose discusse anche l’inclusione delle Forze Democratiche Siriane (SDF) nell’ambito delle forze armate di Damasco, un accordo sin qui mai raggiunto a causa della richiesta da parte delle SDF di un certo grado di autonomia del Kurdistan siriano, autonomia che Assad non vorrebbe concedere puntando invece sulla totale riunificazione della Siria.

Lavrov insieme ai rappresentanti curdo-siriani

Ora però, con la mediazione di Mosca, qualcosa si sta muovendo nonostante la forte opposizione da parte della Turchia (che occupa parte del territorio siriano) la quale considera le forze curde del SDF alla stregua di un gruppo terrorista.

Il memorandum congiunto SDC-PWP firmato a Mosca con la supervisione russa ha sottolineato che le forze democratiche siriane (SDF) hanno svolto un ruolo importante nella guerra contro il terrorismo riconoscendo loro un ruolo di primissimo piano, tuttavia ha affermato che le SDF dovrebbero essere integrate nell’esercito siriano, anche se non è chiaro se dovrebbero essere sciolte oppure formare una “forza d’elite” relativamente indipendente.

Recentemente, le tensioni tra le SDF e il regime sono aumentate a seguito delle notizie secondo cui era stato firmato un accordo petrolifero tra le forze a guida curda in Siria e una compagnia statunitense.

Russia, Turchia e Iran hanno subito condannato l’accordo petrolifero in una dichiarazione congiunta il 25 agosto, in cui hanno anche sottolineato il loro impegno per “l’integrità territoriale della Siria”.

Ora questa visita del Consiglio democratico siriano (DSC) a Mosca, che parla sicuramente anche per le SDF cambia tutte le carte in tavola e riporta tutta la mediazione in mano russa.

Furiosi i turchi che hanno a loro volta inviato una delegazione a Mosca guidata dal vice ministro degli esteri Sedat Onal, delegazione che ha espresso la ferma opposizione turca alla visita del DSC in Russia e l’assoluta contrarietà di Ankara all’inclusione delle SDF in qualsiasi trattativa riguardante la Siria.

Putin non sembra tuttavia seguire le “preoccupazioni turche”. Ha investito troppo sulla Siria per lasciare ad altri decisioni riguardanti parti del territorio siriano. E questo vale per i turchi come per i curdi.

Per questo punterebbe a riconoscere il ruolo centrale delle SDF nella guerra all’ISIS cercando allo stesso tempo di trovare una soluzione per l’inclusione delle forze curde in quelle siriane, il tutto senza concedere “troppa” autonomia al Kurdistan siriano.

Non è una cosa semplice, specie perché Erdogan difficilmente mollerà i territori siriani conquistati, ma Putin e soprattutto Lavrov ci hanno stupiti più di una volta.