Medio Oriente: rassegna stampa di sabato 29 dicembre 2018

Da oggi riprendiamo una nostra vecchia abitudine di dedicare il sabato a una breve ma indicativa rassegna stampa riguardante il Medio Oriente anche perché ci sembra utile analizzare le notizie provenienti da diverse fonti e paragonarle tra di loro.

Morte di Amos Oz – La stampa mediorientale, soprattutto quella israeliana, dedica molto spazio alla morte di Amos Oz, lo scrittore pluripremiato noto, tra le altre cose, per le sue posizioni a favore della soluzione a due Stati, motivo per cui i giudizi sul grande scrittore israeliano sono divergenti da una testata all’altra e non mancano i soliti toni polemici attira-like. Noi in tutta onestà non ci sentiamo adeguati ad esprimere giudizi né sulla persona né sulle sue idee. Alcune sue idee le condividiamo, altre un po’ di meno. Rimane il fatto che era uno scrittore e un personaggio di primaria importanza a prescindere dal fatto che si possa essere stati d’accordo o meno con le sue idee e riteniamo che nel giorno della sua morte ogni polemica sia fuori luogo. Che la terra gli sia lieve.

Missile lanciato da Gaza verso Israele e reazione israeliana – Il Times of Israel riporta la notizia di un attacco israeliano contro una postazione di Hamas dopo che nella notte scorsa un missile lanciato da Gaza ha colpito Israele per fortuna senza provocare danni a cose o persone. E’ il primo lancio di missili da Gaza dopo il grande attacco di novembre.

Intervento siriano nel Kurdistan – Molte testate mediorientali dedicano ampio spazio all’ingresso delle truppe siriane nel Kurdistan siriano e in particolare nella città di Manbij. La mossa ha colto di sorpresa i turchi che stavano ammassando truppe per invadere il Kurdistan siriano. Tuttavia secondo il sito web russo RT.COM il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan, sarebbe scettico e a parole la Turchia rimane intenzionata a invadere questa regione della Siria. Per oggi è previsto un incontro di alto livello a Mosca tra la Turchia e la Russia per discutere proprio del Kurdistan siriano. Putin è apertamente contrario all’intervento armato turco e non è un ostacolo da poco.

Ritiro americano dalla Siria – Continua a tenere banco tra la stampa mediorientale l’annunciato ritiro americano dalla Siria. Il quotidiano arabo con sede a Londra, Asharq al-Awsat, critica fortemente la decisione del Presidente Trump accusandolo di abbandonare la regione nella mani della Russia e dell’Iran. Critica anche l’annuncio fatto sempre da Trump sulla “sconfitta dell’ISIS” affermando che l’ISIS non è affatto sconfitto.

Rafforzamento dei rapporti tra Iran e Hamas – L’agenzia di Stampa iraniana IRNA questa mattina riporta del rafforzamento dei rapporti tra Iran e Hamas. Secondo Mohammed Nazzal, membro dell’ufficio politico di Hamas, i rapporti con l’Iran sono diventati “di stretta collaborazione” anche a livello politico oltre che a livello militare.

Unione Europea, Francia e Regno Unito considerano illegali gli insediamenti israeliani – «La posizione dell’Unione europea sulla costruzione di insediamenti israeliani e le attività connesse è chiara e rimane invariata: tutte le attività di insediamento sono illegali secondo il diritto internazionale». E’ quanto si legge in una dichiarazione diffusa in mattinata dalla UE e ripresa da diversi media mediorientali con riferimento alla recente approvazione da parte israeliana di un piano di costruzione di 1.159 unità abitative in Giudea e Samaria.

Attentato ISIS in Egitto contro turisti e reazione egiziana – I media mediorientali riportano tutti dell’attentato avvenuto ieri in Egitto e rivendicato dall’ISIS nel quale sono morte quattro persone e sono rimaste ferite oltre 10 persone. L’attentato, avvenuto nei pressi di Gisa, mirava a colpire una della maggiori fonti di reddito dell’Egitto, il turismo. Secondo molti media immediatamente dopo l’attentato l’esercito egiziano ha dato il via a una operazione che ha portato all’uccisione di almeno 40 terroristi che stavano pianificando attentati contro chiese cristiane e contro obiettivi frequentati dai turisti.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia