Che dire, dalla notizia che mancano i soldi per pagare le cooperative che si prendono cura di profughi e migranti ne viene fuori finalmente una verità incontrovertibile, anzi due. La prima è che a pagare le spese per i migranti siamo noi italiani e non l’Europa che al massimo ci concede qualche dilazione sullo sforamento di bilancio (e non gratis). La seconda è che se le cooperative che si prendono amorevolmente cura dei migranti non vedono un soldo tutta l’umanità con cui ci hanno fracassato le palle in questi mesi si va a far benedire.

Detto questo e dando per scontato che un paese civile non lascia morire affogati i migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo, il problema rimane. Come è possibile che un Paese come l’Italia con gravissimi problemi economici, con un sistema sanitario sempre più oneroso per i cittadini, una scuola con strutture fatiscenti, un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa e un debito pubblico vertiginoso possa pensare di dedicare centinaia di milioni di euro alla accoglienza dei migranti? Come si fa a non capirlo? Come si fa a non capire che questo business delle cooperative e dei trafficanti di esserei umani lo paga il Paese? E purtroppo non lo paga solo economicamente ma anche socialmente con un aumento incredibile della intolleranza verso gli immigrati e con tutte le conseguenze che derivano dall’avere nel Paese centinaia di migliaia di persone senza nessuna prospettiva per il futuro e quindi abbandonate a loro stesse, facili prede della criminalità e della delinquenza.

Possibile che in tanti mesi l’Italia non sia riuscita a concludere un solo accordo di rimpatrio con i paesi di partenza dei migranti? Lasciamo perdere eventuali accordi con la Libia che non è certo nelle condizione di fare accordi con chicchessia, ma i paesi sub-sahariani da dove partono o transitano i migranti possono fare ogni accordo che vogliono. Perché non sono stati fatti? E i rimpatri, perché non vengono attuati? Non sto parlando di decreti di espulsione che allo stato attuale consistono nella intimazione al clandestino di uscire dal territorio nazionale senza però controllare che lo faccia veramente. Sto parlando di rimpatri veri.

Qui si sta facendo troppa confusione tra profughi che hanno Diritto ad essere protetti e migranti clandestini che per far fare business alle cooperative si travestono da rifugiati. Non è una situazione che può andare avanti ancora per molto. Non si tratta di essere buonisti o populisti, si tratta di usare un minimo di buon senso.

4 comments
    1. Temo anch’io che sia questa la ragione. In una trasmissione televisiva a un esponente del Pd è scappata questa ammissione e cioè che è difficile fare accordi. Forse proprio perchè i numerosi fancazzisti che delinquono qui hanno già iniziato a farlo nel loro paese? Altro motivo può essere che sono degli incapaci in politica estera e infine che se rimandano indietro chi non ha diritto a restare tutto il business crolla. Altra cosa che nessuno ha mai pensato di spiegare è come possono tutti questi clandestini disporre di somme di denaro non indifferenti. Mai sentita una spiegazione.

  1. Aggiungo un altro commento o meglio una domanda: vorrei capire la differenza tra protezione umanitaria e sussidiaria e in che cosa le due differiscono dall’asilo. Ho letto la definizione ma non mi è chiaro a quali situazioni concrete si applicano. Inoltre mi chiedo chi le abbia istituite, e se non sono un escamotage per consentire a una quota di clandestini di restare in Europa, visto che il diritto di asilo è riconosciuto a pochissimi

    1. la questione della attribuzione dello status di rifugiato è molto complessa e ha molti lati interpretabili, per cui se uno non ha il diritto allo status di rifugiato in un modo ce l’ha nell’altro, magari temporaneamente (sussidiaria). La questione di base è stabilire una volta per tutte quali paesi di provenienza prendere in considerazione perché come fanno adesso che prendono tutti i paesi senza distinzione è un suicidio. Basta dichiararsi gay per avere la protezione sussidiaria

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