Nichi Vendola si faccia un viaggio nella Striscia di Gaza

Una premessa: non ho assolutamente niente contro gli omosessuali, anzi, ne difendo continuamente i Diritti sia con la mia associazione che personalmente. Evitiamo quindi di prendere quanto sto per scrivere come un “attacco ai gay”. Non lo è nel modo più assoluto.

Ciò premesso, ho letto ieri le dichiarazioni di Nichi Vendola, notoriamente e dichiaratamente omosessuale che chiedeva la Governo italiano di “reagire” ai raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Testualmente il buon Nichi ha detto: «mi  auguro che il Governo faccia sentire la sua voce nei prossimi minuti contro le uccisioni di palestinesi». Ora, a parte che Israele ha reagito legittimamente ad un susseguirsi impressionante di lanci di missili dalla Striscia di Gaza e ha colpito solo ed esclusivamente terroristi palestinesi (c’è una certa differenza nell’aggiungere il termine “terrorista” alla parola “palestinese”). Ma poi, come fa uno come Nichi Vendola a difendere chi, se lo avesse a portata di mano, lo attaccherebbe volentieri per il collo al pennone più alto per il semplice fatto che è omosessuale?

Per questo inviterei Nichi Vendola a farsi un bel giretto in quel della Striscia di Gaza, magari portando con se il proprio partner, poi vediamo cosa succede e se avrà ancor voglia di difendere quei criminali barbuti. Al contrario, se il buon Vendola andasse con il partner in Israele verrebbe accolto come una coppia con tutti i Diritti, troverebbe locali dedicati e nessuno si scandalizzerebbe di niente. Di certo non verrebbe appeso per il collo.

E’ questa, caro Vendola, la differenza che c’è tra Israele e un qualsiasi Paese arabo e in particolare quel lembo di terra tenuto in ostaggio dai criminali di Hamas. Certo, lo so, quando voi di sinistra sentite il termine “palestinese” avete istantaneamente una sorta di eccitazione e tendete subito a difendere i poveri palestinesi che però non esiterebbero un secondo a farvi la pelle se per caso doveste andare contro le loro convinzioni. Hanno ammazzato persino un cooperante italiano da anni a Gaza e strenuo anti-sionista solo perché ha provato a parlare di “Diritti”, figurati cosa farebbero a uno come te.

E  allora finitela di sparare cazzate a raffica quando parlate di palestinesi. Quelli che voi difendete con tanto ardore se potessero vi metterebbero una corda al collo e vi appenderebbero da qualche parte. Non ci credete? Andateci a Gaza e fate quello che fate qua o che potreste fare in Israele. Poi vediamo cosa succede.

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