«L’Iran può assemblare la prima bomba atomica entro un anno». A dirlo in una intervista alla CBS è il Segretario della Difesa statunitense Leon Panetta che finalmente ammette e prende atto dell’estrema pericolosità di Teheran.

«Nonostante gli sforzi per interrompere il programma nucleare iraniano, Teheran ha raggiunto un punto in cui può assemblare una boma entro un anno e potenzialmente addirittura di meno – ha detto Panetta alla CBS – specialmente se, come si sospetta, hanno una struttura nascosta da qualche parte».

«Gli Stati Uniti non vogliono che l’Iran abbia la bomba atomica – ha continuato Panetta – quella è una linea rossa che non permetteremo a Teheran di superare». A quel punto l’intervistatore chiede a Panetta quali misure intendono prendere gli  Stati Uniti per fermare lo sviluppo nucleare militare iraniano. Il Segretario alla Difesa americano è stato categorico: «se verrà confermato con estrema certezza che entro il 2012 Teheran si doterà di armi nucleari, prenderemo tutte le misure necessarie ad impedirlo». E’ un chiaro e  inequivocabile riferimento ad un intervento militare anche se ammette che «al momento non ci sono opzioni sul tavolo». Panetta poi ha ammesso che Israele è vittima di un “isolamento internazionale” non imputabile a Gerusalemme e che questo isolamento ha indubbiamente favorito l’Iran e i suoi alleati regionali.

Ed è proprio su questo punto che gli americani dovrebbero fare un mea culpa senza se e senza ma, perché se Israele si trova in una situazione di isolamento internazionale e con i suoi vecchi alleati regionali (Turchia ed Egitto) che sembrano essersi allontanati, molta della colpa è del Presidente Obama e della sua ridicola “politica della mano tesa” che unita ad una incredibile miopia verso le cosiddette “primavere arabe” ha fatto si di consegnare Paesi importanti come l’Egitto, la Libia e la Tunisia all’integralismo islamico e permettere così agli iraniani di proseguire indisturbati nella loro corsa verso l’arma atomica mentre il mondo era distratto dagli eventi arabi. Pensare che incredibilmente la richiesta più forte di un intervento armato contro l’Iran arriva proprio dai più importanti Paesi arabi, Arabia Saudita e Paesi del Golfo in testa.

Arrivati a questo punto le vie diplomatiche sono praticamente esaurite e anche un irrigidimento delle sanzioni verso Teheran non potranno sortire alcun risultato in un tempo limitato come quello prospettato da Panetta. D’altro canto, permettere a Teheran di dotarsi di armi nucleari significa da un lato mettere seriamente in pericolo l’esistenza di Israele, mentre dall’altro vuol dire dare il via ad una corsa al nucleare che non potrà non coinvolgere Arabia Saudita, Egitto e Turchia che non potranno non voler bilanciare lo strapotere iraniano nell’area derivato dal possesso di armi nucleari. Rimangono quindi pochissime opzioni che, arrivati a questo punto, nemmeno la miopia di Obama non potrà non vedere. L’Iran va fermata ad ogni costo e in Israele sono anni che lo dicono. Ora il tempo è scaduto e i discorsi stanno a zero. Occorre agire e occorre farlo subito. Tra poco sarà troppo tardi.

Sharon Levi

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