Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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3 Comments

  • Perché non partire dall’idea che Obama una politica estera in M.O ce l’ha e che questa politica estera ha subito dei rovesci , ma ha pur tuttavia una sua logica, che continua ad ispirare il Presidente USA?Con ogni probabilità Obama pensava che la Fratellanza musulmana fosse dal punto di vista culturale il soggetto più adatto a governare i paesi sunniti e a questo principio si è attenuto durante le pseudo primavere.E’ un principio comodo , perché mette la vela in conformità a dove dovrebbe tirare il vento.La sua idea non sembra abbia avuto grandi riscontri -Arabia Saudita e Egitto hanno messo fuori legge la Fratellanza – ma l’errore in fondo può essere almeno in parte perdonato.Nessuna intelligence può davvero prevedere il futuro, men che meno quello inaspettato.Anche le più accurate ricerche sociologiche possono prendere degli apparenti granchi, come capitò prima del 68 ad una indagine sugli atteggiamenti “pacifici” dei giovani italiani nel biennio 66-67, condotta da un valente sociologo come Alessandro Pizzorno. L’indagine era con ogni probabilità giusta, ma non poteva prevedere il ruolo ” terremotante” di certe minoranze che danno vita ai movimenti.Nel nostro caso invece l’intelligence obamiana ha probabilmente ponderato male i vari interessi in gioco.Una seconda linea di politica estera di Obama è sicuramente quella basata su un accordo da fare con l’iran senza nessun intervento o confronto militare e per di più alleggerendo le sanzioni.Il Presidente ritiene che l’iran possa divenire un Paese non minaccioso per gli USA e quindi va bene l’accordo, anche se questo rafforza gli Ayatollah e li dota dell’atomica.Terza linea : Israele non è più un alleato strategico degli USA.Questa alleanza Obama l’ha ereditata, ma la considera indigesta e in conflitto con le prime due linee di politica estera esposte prima.Prova ne sia l’insistenza perfino fastidiosa e grottesca per arrivare attraverso un finto accordo negoziale alla creazione di uno stato terrorista da piazzare al fianco ad Israele.Queste mi sembrano le direttrici della politica obamiana , che ha però avuto il torto di sottovalutare l’incompatibilità millenaria tra sciiti e sunniti e al contempo ha sopravvalutato la sua capacità di rassicurare i sunniti allarmati dalla crescente influenza dell’Iran.Il risultato indiretto più eclatante di questa politica filomusulmana é la nascita dell’ ISI.Di fronte agli imprevisti il Presidente USA sembra davvero poco preparato ed é questo il suo maggior difetto, ma probabilmente penserà che prima o poi – come spesso accade- le cose ” si aggiusteranno”.Tanto più che gli USA grazie alle scisti bituminose hanno ormai raggiunto l’indipendenza energetica e secondo alcuni potranno divenire il più grande esportatore di petrolio nei prossimi anni.D’altro canto per tutta risposta l’Arabia Saudita ha fatto scendere il prezzo del petrolio al di sotto dei limiti di convenienza economica per l’estrazione del petrolio dalle scisti.Se Obama pensava che non avrebbe provocato delle reazioni ostative alla sua politica certamente si sbagliava.Tutto questo ginepraio ci induce anche a domandarci se esiste una politica ” giusta” da imbastire con i paesi musulmani.Se esiste, sembra però che Obama non la possa scoprire da solo. Forse dovrebbe andate a scuola a Gerusalemme, a meno che non voglia abbandonare del tutto il medio oriente.Intanto per il momento aspettiamo a vedere chi vincerà le prossime elezioni in Israele.

    • Caro Milano, una analisi come sempre puntuale sulla quale concordo in massima parte. Aggiungerei che con l’Iran Obama non cerca solo un accordo ma che abbia dato per “acquisito” che si facciano l’atomica ma che in qualche modo vadano ritardati e “limitati”. Alla lunga questo sarà l’errore più madornale perché scatenerà una corsa al riarmo in Medio Oriente da far impallidire i tempi della guerra fredda

      • Caro Londei, siamo d’accordo anche sul fatto che Obama vuole consentire l’atomica all’Iran.E penso che siamo d’accordo su un pessimismo di fondo, sia per il M.O. che per la situazione europea.Se permette vorrei allargare il discorso all’Europa per un altro aspetto, che magari sarebbe più in tema in qualche altro suo recente articolo.L’errore di base che connota il dibattito sui rischi che corriamo in un’ Europa con trentacinque milioni di musulmani deriva dall’esigenza di tranquillizzare le popolazioni europee. Si presentano all’uopo casi « esemplari « di pseudointegrazione rappresentati da ragazze spigliate e velate o da giovanotti più o meno barbuti- che si appellano ai diritti costituzionali- la cui barba avrebbe lo stesso valore simbolico della barbetta di Civati, come sembra credere lui stesso.Ma quand’anche una indagine statistica attestasse il carattere pacifico della stragrande maggioranza degli islamici europei, questa stessa indagine avrebbe un carattere prognostico pari a zero virgola qualcosa.Come si sa il carattere pacifico e tollerante di una persona si dimostra in modo più convincente nel caso in cui a questa persona qualcuno dovesse pestare i piedi o così dovesse credere lui.La domanda da farsi a questo proposito é piuttosto questa:Se cioé delle popolazioni che tendono a chiudersi in forma di comunità che pratica valori divergenti da quelli del contesto esterno – consacrati dall’uso e da una educazione affettiva primaria o ritenuti addirittura di origine divina – siano solubili e quindi assimilabili in una società liquida come la nostra, un tempo definita dall’espressione «folla solitaria».A questo proposito io non ho mai visto l’olio sciogliersi nell’acqua.Una seconda domanda concerne una previsione molto elementare:Chi potrà mai assumere la guida di queste comunità nel caso di un conflitto identitario giocato tra usanze arcaiche e leggi dello stato laico? Non è difficile prevedere che all’occorrenza l’unica leadership di rappresentanza sarebbe comunque costituita da integralisti, così come già é accaduto finora, anche per le più spicciole esigenze.Infatti, quale trasmissione culturale riferita ai simboli identitari avviene attraverso l’educazione affettiva nelle famiglie di queste persone?Chi potrà rappresentarli al meglio se non i più zelanti, quelli che secondo Papa Bergoglio sono più attaccati alla «mamma»?In fondo voler bene alla mamma é un fatto naturale e nello stesso tempo un dovere.Nessuno può fare profezie (tranne i profeti) e , come si sa , neanche la scienza fa profezie.Ma in questo caso non é necessario essere profeti e nemmeno scienziati.Speriamo bene.

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