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Quei mattacchioni di Hamas e i loro amici dell’Onu

Ma che mattacchioni i terroristi di Hamas, sparano per mesi e mesi i loro missili sulle teste dei cittadini israeliani e credono che a Gerusalemme prendano il tutto come se fosse uno scherzo. Poi quando giustamente gli israeliani si incazzano e reagiscono, mettono in scena la solita tiritera vista già decine di altre volte dove improvvisamente il carnefice diventa la vittima.

Ieri la Commissione per i Diritti Umani dell’Onu (UNHRC) ha emesso il tanto atteso rapporto sulla operazione Margine Protettivo, una guerra chiaramente difensiva alla quale Israele è stato costretto dopo che per mesi i cittadini del sud di Israele erano rimasti sotto un diluvio di missili lanciati da Gaza. Come al solito la UNHRC, ormai totalmente nelle mani dei peggiori regimi mondiali, ha emesso una vera e propria porcata. Ma troverete tutto su Rights Reporter e non è mia intenzione tornare sull’argomento né parlare di numeri, che pure sono importanti. No, quello che voglio analizzare oggi è l’impatto in termini di Diritto Internazionale e anche a livello globale che può avere la pubblicazione di un rapporto del genere.

La Commissione dell’Onu per i Diritti Umani dovrebbe avere come faro guida il Diritto Internazionale, che non è affatto fumoso o interpretabile come alcuni sostengono. Il Diritto Internazionale al contrario è chiarissimo e pone molta attenzione nei casi di conflitto nel distinguere gli aggressori dagli aggrediti. Ora, qualsiasi giurista internazionale (anche di livello bassissimo) sarebbe in grado di stabilire chi tra Hamas e Israele è l’aggressore e chi è l’aggredito. Se Hamas spara per mesi centinaia di missili verso Israele senza che lo stesso Israele abbia effettuato alcuna azione ostile, gli aggressori sono i terroristi di Hamas e non Israele. E’ chiaro, lampante persino per un neonato. Perché insisto così tanto su di chi sia la responsabilità dell’inizio del conflitto? Perché chi inizia un conflitto è anche responsabile delle conseguenze, quindi delle distruzioni e dei morti. Non lo dico io, lo dice il Diritto Internazionale.

Ebbene, la Commissione Onu sulla guerra di Gaza non ha minimamente tenuto conto di questa che non è una semplice premessa ma un dato fondamentale da considerare nel momento in cui si va a stabilire chi ha fatto cosa e perché. Non è insomma un dettaglio da nulla perché per stabilire colpe e peccati occorre prima di tutto partire da una base che non può prescindere dai fondamentali del Diritto Internazionale. Invece in questo caso si è allegramente sorvolato proprio sul punto più importante.

Dispiace vedere che ci sono stati tanti morti anche se è tutto da stabilire quanti siano civili e quanti terroristi, ma è la guerra, quella stessa guerra che in Siria ha ucciso oltre 200.000 persone e che in ogni parte del mondo produce vittime e distruzione (a proposito, nemmeno un rapporto o una denuncia da parte della UNHRC sulla macelleria siriana). Per questo il Diritto Internazionale prevede di individuare chi siano i responsabili prima ancora di andare ad analizzare le conseguenze di un conflitto.

Qui non siamo di fronte a un gruppo di mattacchioni che sparano missili in maniera goliardica, qui siamo di fronte a uno dei peggiori gruppi terroristici islamici del panorama mondiale che per mesi hanno cercato in tutti i modi di uccidere civili israeliani e che hanno deliberatamente scatenato una guerra ben sapendo che il mondo avrebbe accusato Israele invece che loro. Questo doveva stabilire prima di tutto la Commissione ONU per i Diritti Umani e solo poi andare a vedere quali sono state le conseguenze, certamente nefaste e impressionanti, ma logiche e prevedibili in un contesto come quello di Gaza. Prevedibili soprattutto da Hamas.

Ed è proprio questo il punto che su cui mi ci arrovello e che mi fa pensare che la Commissione Onu sappia esattamente quello che fa. Tutti sanno che Hamas voleva quella guerra, che ne aveva bisogno. Tutti sanno quanto a lungo hanno lavorato i terroristi per scatenarla ben sapendo le conseguenze che avrebbe avuto. E perché allora non se ne tiene conto in una analisi così complessa? Ho l’impressione che questo atteggiamento finisca per spingere Hamas a cercare il prossimo conflitto, tanto nessuno gli darà mai la colpa di nulla, anzi, lo proteggeranno come hanno fatto fino ad oggi.