Di recente abbiamo espresso forti dubbi sulla energia prodotta attraverso l’utilizzo di pannelli fotovoltaici. Questo perché in assenza di un protocollo che regolamenti il mercato del coltan e visto che le nuove celle fotovoltaiche fanno largo uso di questo prezioso minerale, riteniamo che non si possa parlare di energia pulita quando il minerale usato per produrre tale energia è sporco del sangue di migliaia di persone e, soprattutto, di bambini.

Per fortuna ci viene incontro un nuovo progetto implementato dall’Enel che potrebbe realmente aprire una porta verso la produzione di energia pulita al 100% e, soprattutto, senza l’utilizzo di coltan. Il progetto si chiama “Archimede” e prevede l’utilizzo di una nuova tecnologia che sfrutta l’energia solare in modo alternativo chiamata “solare termodinamico”.

Voluto dal premio Nobel Carlo Rubbia, il progetto Archimede altro non è che una centrale termodinamica a energia solare, non fotovoltaica, per la produzione di energia elettrica implementata dall’Enel con brevetto dell’Enea nel comune di Priolo, in Sicilia.

Il sistema è all’apparenza abbastanza semplice (vedi schema in coda all’articolo). Detto in maniera molto sommaria, sfruttando un sistema già collaudato in Spagna, si posizionano una serie di specchi che convogliano i raggi solari su un “tubo ricevitore” dove scorre un liquido che all’origine era acqua (poi vedremo che il brevetto Enea prevede un altro liquido). L’acqua si riscalda fino a 550 gradi e confluisce attraverso un sistema di condutture in un serbatoio di stoccaggio dove produce vapore da inviare alle turbine che generano elettricità. La novità del brevetto dell’Enea sta nel fatto che l’acqua viene sostituita da un liquido a base di sali minerali (nitrati di sodio e di potassio) in grado di raggiungere temperature molto più elevate dell’acqua e quindi di generare molto più vapore. Non solo, il fluido brevettato dall’Enea è in grado, una volta raffreddato, di rigenerarsi e di ricominciare il ciclo da zero.

La centrale termodinamica di Priolo dovrebbe essere in grado, nonostante la sua limitata grandezza, di produrre 5 megawatt (quindi un impianto molto piccolo) però sarà un vero e proprio banco di prova per questa nuova e innovativa tecnica di produzione di energia elettrica che, in breve tempo, potrebbe letteralmente rivoluzionare i sistemi di produzione di energia elettrica andando a sostituire sia gli impianti fotovoltaici che, quelli molto più potenti, di produzione con altre tecniche (nucleare, idroelettrico, eolico ecc. ecc.), il tutto con un impatto ambientale davvero risibile.

Per questo motivo stiamo seguendo con molta attenzione l’evolvere del “progetto Archimede”, perché se i risultati saranno quelli che ci si aspetta si potrebbero implementare decine e decine di “progetti Archimede” sia in occidente che, soprattutto, nei paesi in via di sviluppo dove la produzione di energia elettrica è purtroppo sempre legata a immani catastrofi ambientali. Ne è un esempio lampante la diga sul Lago Turkana, in Etiopia, che per la sua costruzione sta mettendo in pericolo la vita di oltre 500.000 persone.

Noi siamo sicuri che il termodinamico sarà la fonte di energia del futuro per questo chiediamo al Governo italiano di investire maggiori fondi su questa fonte di energia pulita ed ecologicamente compatibile con l’ambiente, magari lasciando perdere improbabili progetti legati all’energia nucleare. Più specchi e zero scorie.

Elisa Arduini

Schema centrale termodinamica

2 COMMENTS

  1. Qualche domanda … ma di notte con un impianto simile è possibile continuare a produrre energia, e se si come? Oppure durante le giornate di pioggia, o di tempo nuvoloso ci sarà la stessa rendita di energia? Se le risposte sono positive allora possiamo dire che è una valida alternativa al nucleare, se così non è allora sarei cauto a parlare di valide alternative..
    la mia non vuole essere una polemica …ma una sana curiosità su una materia che mi affascina…
    Alessandro

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