Una rondine non fa primavera (araba): l’avanzata dei fondamentalisti e la morte dei Diritti

Ora che il cerchio è chiuso lo possiamo dire senza timore di essere smentiti: i fondamentalisti islamici hanno approfittato delle cosiddette “primavere arabe” per prendere il potere in ognuno degli Stati protagonista delle rivolte: Tunisia, Marocco, Libia e adesso Egitto. Quello che ai più era sembrato un movimento di giovani arabi volto ad ottenere più Diritti si è rivelato una sorta di cavallo di Troia del fondamentalismo.

L’ultimo atto è in corso in Egitto dove la Fratellanza Musulmana sembra essere il primo partito e il gruppo dei  salafiti il secondo, un exploit del fondamentalismo che obbiettivamente nessuno in occidente si aspettava confidando invece in un ruolo importante del gruppo dei moderati e laici.

Questo cambia notevolmente le cose in Medio Oriente e affossa definitivamente ogni speranza dei giovani arabi di avere un maggior accesso ai Diritti fondamentali, ragione per cui erano scesi in piazza e per la quel erano stati duramente perseguitati dai regimi autoritari che detenevano il potere. Ora quei regimi non ci sono più ma è verosimile che le cose non miglioreranno, anzi, già in Egitto si sta parlando di introdurre la sharia e di imporre l’uso del velo islamico alle donne. In Libia la prima misura presa dal nuovo Governo è stata quella di introdurre la sharia mentre in Tunisia il partito islamista Ennahda (definito moderato) ha fatto sapere i giorni scorsi che interromperà qualsiasi relazione con Israele. E siamo solo all’inizio.

Con molta probabilità sarà però proprio l’Egitto a sconvolgere i fragili equilibri medio-orientali. La vittoria dei fondamentalisti islamici, salutata ieri da Hamas come una grande benedizione, sancirà quasi sicuramente la fine del lungo periodo di pace con Israele, un periodo che durava dal 1979 e che aveva garantito ai due Paesi pace, serenità e reciproca collaborazione in tanti campi. Ora quell’accordo di pace verrà certamente messo in discussione dall’Egitto così come, con molta probabilità, cambierà l’atteggiamento egiziano verso Hamas che potrà beneficiare dell’apertura incontrollata delle frontiere egiziane e così importare tutte le armi che vorrà.

In sostanza sta avvenendo quello che purtroppo in molti (noi compresi) temevano: le “primavere arabe” si stanno rivelando un mezzo di conquista e avanzata del fondamentalismo islamico che non aspettava altro che poter emergere con i suoi pericolosi tentacoli. Hanno approfittato della buona fede e della ingenuità dei giovani arabi che chiedevano più Diritti per insinuarsi nella società e riemergere da quell’oblio dove li avevano cacciati quelli che i più definiscono “dittatori” ma che avevano capito che il pericolo era proprio quello di consegnare l loro Paesi al fondamentalismo islamico.

Paradossalmente è stato proprio l’occidente, altrettanto ingenuo, a favorire l’avvento dei fondamentalisti e lo ha fatto con un appoggio incondizionato alla lotta contro i cosiddetti “dittatori” finendo per far passare milioni di giovani arabi dalla padella alla brace con il risultato di rendere il Medio Oriente ancora più instabile di quanto non lo fosse prima.

Ora vedremo quali saranno le prime scelte dei Fratelli Musulmani in Egitto, ma non aspettiamoci niente di buono da questa situazione. Intanto Israele ha disposto che dopo tanti anni i militari dell’IDF tornino ad addestrarsi per la guerra nel deserto (qui la notizia). Questo perché è presumibile che una delle prime cose che faranno i Fratelli Musulmani sarà proprio quella di rompere con lo Stato Ebraico e di tornare ad essere minacciosi nei suoi confronti, per cui il Sinai tornerà ad essere uno spazio strategico. Poi vedremo quali saranno le scelte di Diritto che faranno gli estremisti islamici, ma è presumibile che sceglieranno la via della sharia il che allontanerà definitivamente la terra dei Faraoni da qualsiasi ipotesi di un miglioramento della situazione in termini di Diritto.

Un vecchio e saggio proverbio dice che “una rondine non fa primavera”. Mai proverbio è stato più adatto a quelle che in tanti frettolosamente hanno chiamato “primavere arabe”. Si sono fatti abbindolare da una rondine quando poco più in alto giravano i falchi pronti a gettarsi proprio sulle povere rondini. I falchi stanno vincendo e di primavera non se ne vede più ombra.

Noemi Cabitza

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