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Manlio Di Stefano e le mirabolanti avventure in Palestina

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Come tutti (o quasi) sapranno in questi giorni l’On. Manlio Di Stefano insieme ad altri colleghi del Movimento 5 Stelle si trova in Israele. I Grillini (o grullini, a seconda delle interpretazioni) sono accompagnati nella loro “missione” da niente po’ po’ di meno che dalla sig.ra Luisa Morgantini, una garanzia solida di bieco antisionismo.

Ma quale’è la missione del prode gruppo grullino? Capire la situazione in Medio Oriente e possibilmente diventare parte fondamentale del possibile processo di pace. Lo dicono loro stessi sostenendo che il M5S diventerà decisivo nel processo di pace in Medio Oriente (su Facebook c’è una collezione di dichiarazione da far crepare dalle risate).

E va bene, apprezziamo la volontà di “capire” dei grullini e anche quella di diventare parte fondamentale del processo di pace in Medio Oriente. Apprezziamo anche la fenomenale capacità di capire un problema che da oltre 60 anni attanaglia la mente dei più grandi statisti e analisti del mondo, mentre a loro sono bastate solo poche ore per dipanare la matassa. Bisogna ammetterlo, l’Ayatollah Beppe Grillo gli ha tirati su proprio bene questi fenomeni.

E che cosa hanno capito i grullini di così importante tanto da diventare fondamentali per il processo di pace in Medio Oriente? Analizziamo la cosa con fredda calma perché la scoperta è epocale. Prima di tutto hanno capito – in particolare Manlio Di Stefano che sembra il più sveglio e preparato del gruppo – che le scritte in ebraico che si vedono a Gerusalemme sono in effetti scritte in arabo travestite. C’è voluto un softaware di Casaleggio per decriptare l’inganno. Questi sionisti le studiano tutte. Volevano far credere che Gerusalemme fosse una città israeliana invece che araba. Ma Manlio Di Stefano li ha sgamati subito. Che dire poi della scoperta che Israele in effetti non si chiama Israele, ma Palestina. La scoperta è davvero epocale perché conferma tutto quello che i terroristi di Hamas, i loro adepti, tutto il mondo arabo e persino Ahmadinejad vanno dicendo da tempo, cioè che Israele non esiste. E’ solo una invenzione sionista appoggiata da un occidente succube del complotto pluto-giudaico-massonico. Che fenomeno questo Manlio Di Stefano, è atterrato a Tel Aviv e ha capito subito che si trovava in Palestina.

Ora però un dubbio sorge spontaneo: chi glielo va a dire all’Onu che per oltre 60 anni ha trattato con la Palestina credendo di trattare con Israele? Chi glielo dice a 7,9 milioni di cittadini israeliani che non sono affatto israeliani ma che sono palestinesi? Come gli spieghiamo che quelle scritte in ebraico sono in effetti scritte in arabo mascherate? E come spieghiamo il fatto che uno stato che esiste (Israele) in effetti non esiste e che uno Stato che non esiste (la Palestina) in effetti esiste?

Accidenti a Manlio Di Stefano e al gruppo dei grullini. Non potevano rimanere a casa e magari cercare di scoprire che l’Italia in effetti non è l’Italia ma una colonia tedesca? Non poteva sgamare la Merkel e il suo complotto per la conquista dell’Europa? Non potevano interessarsi delle scie chimiche o dei microchip che gli americani installano a tutti? No sono andati a scoprire gli altarini del complotto sionista.

E adesso la domanda delle domande? Ma questi qui, per fare queste cose, sono pagati? E li paghiamo noi?