Finalmente arriva un po’ di chiarezza sui presunti rifugiati palestinesi e, a sorpresa, arriva dagli USA dove un emendamento al vaglio del Senato demolisce il falso mito della UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees) e dei “milioni di rifugiati palestinesi”.

L’emendamento, proposto dal senatore repubblicano dell’Illinois, Mark Kirk, punta a fare (giustamente) distinzione tra “veri profughi” così come li intende l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu (UNHCR) e i “finti profughi” che comprendono anche i discendenti di quelli originali, fatto unico in tutto il mondo. Secondo lo studio allegato all’emendamento i veri profughi palestinesi sarebbero solo 30.000 in luogo dei 5/6 milioni propagandati dalla ANP e dalla UNRWA.  Lo scopo dell’emendamento è quello di devolvere gli stanziamenti del Senato Americano unicamente a chi ne ha Diritto, cioè ai veri profughi e non a quelli che illegalmente hanno acquisito questo “diritto” alla nascita.

Già in passato Secondo Protocollo aveva affrontato il problema dei numeri dei profughi palestinesi e avevamo spiegato come detto numero invece di diminuire nel corso degli anni, come avviene in qualsiasi altra parte del mondo, sia in effetti lievitato a dismisura proprio a causa del “diritto acquisito alla nascita” di essere considerati rifugiati da parte dei palestinesi. Una anomalia che ha fatto fallire decine di colloqui di pace con Israele a causa della assurda pretesa da parte dei palestinesi di far rientrare tutti questi milioni di individui che nulla hanno a che fare con i veri profughi se non per il fatto di essere loro discendenti.

L’emendamento promosso al Senato USA ha scatenato, com’era prevedibile, la violenta reazione dei palestinesi che sono arrivati a minacciare “gravissime conseguenze” e una “sollevazione di massa” da parte dei finti profughi con il rischio di destabilizzare i Paesi che gli ospitano. Secondo Ghaith Al-Omari, ex consigliere della politica estera di Abu Mazen, affossa definitivamente qualsiasi tentativo di riprendere i colloqui di pace con Israele.

In realtà, facendo finalmente e ufficialmente chiarezza, si dovrebbe togliere di mezzo uno dei cavalli di battaglia palestinesi che fino ad oggi ha di fatto impedito che si arrivasse a qualsiasi accordo di pace con Israele. Solo che per i palestinesi vorrebbe dire non solo perdere una montagna di soldi, ma soprattutto la demolizione del mito della UNRWA e di quello dei profughi che fino ad oggi ha permesso loro di impantanare la nascita di due Stati per due popoli, concetto che sebbene le dichiarazioni a favore, non è mai piaciuto agli arabi che invece vorrebbero uno Stato binazionale anche se non lo ammettono. Non solo, per gli Stati che ospitano attualmente i finti profughi palestinesi vorrebbe dire essere messi davanti alla necessità di dare a questa gente uno status legale se non addirittura una cittadinanza e questo nesusno lo vuole anche perché memori dei problemi che proprio i palestinesi hanno dato in passato (Libano e Giordania per tutti). Fino ad oggi, con la scusa che sono “rifugiati”, nessuno degli Stati ospitanti ha riconosciuto ai palestinesi alcuno status giuridico nella speranza di poterli appioppare a Israele, ma se passerà finalmente il concetto legale che si attua da ogni altra parte del mondo, il problema si porrà in tutta la sua devastante drammaticità. Solo che il problema è di competenza araba e non israeliana, questo deve essere chiaro una volta per tutte. Solo così si potrà arrivare finalmente alla pace con Israele, sempre che sia questo l’obbiettivo arabo (anche se ne dubitiamo assai).

Sharon Levi

8 Comments

  1. Emanuela

    Era ora che qualcuno dagli U.S.A. alzasse un dito… in realtà gli Stati Uniti sono il MAGGIOR FINANZIATORE dell’UNRWA, ecco perché è importante che i cittadini sappiano che con le loro tasse finanziano i finti profughi palestinesi.
    Ben venga ogni novità in questo senso!

  2. Emanuela

    Era ora che qualcuno dagli U.S.A. alzasse un dito… in realtà gli Stati Uniti sono il MAGGIOR FINANZIATORE dell’UNRWA, ecco perché è importante che i cittadini sappiano che con le loro tasse finanziano i finti profughi palestinesi.
    Ben venga ogni novità in questo senso!

  3. massimo

    @Emanuela anche io son felice di questa notizia, sotto casa mia vedo spesso alcuni operatori dell’UNRWA che chiedono “sostegno” economico. MAI PIACIUTI e troppo faziosi. Ma la gente non credo VOGLIA capire.

  4. massimo

    @Emanuela anche io son felice di questa notizia, sotto casa mia vedo spesso alcuni operatori dell’UNRWA che chiedono “sostegno” economico. MAI PIACIUTI e troppo faziosi. Ma la gente non credo VOGLIA capire.

  5. Goffredo

    Il Congresso Usa è notoriamente al soldo della lobby sionista, Aipac in primo luogo. Lo dicono fior di commentatori non prezzolati. Per lo stesso motivo gli usa pompano qualcosa come 5/6 miliardi di dollari l’anno al socio mediorientale, altro che noccioline date all’Unrwa! Non ho ancora capito se siete più disinformati o in malafede, propendo per la seconda ipotesi.

  6. Goffredo

    Il Congresso Usa è notoriamente al soldo della lobby sionista, Aipac in primo luogo. Lo dicono fior di commentatori non prezzolati. Per lo stesso motivo gli usa pompano qualcosa come 5/6 miliardi di dollari l’anno al socio mediorientale, altro che noccioline date all’Unrwa! Non ho ancora capito se siete più disinformati o in malafede, propendo per la seconda ipotesi.

  7. massimo

    @goffredo
    Ma si può parlare con uno che parla di Lobby!
    perchè come le hanno giustamente consigliato, non si crea un suo blog dove “se la canta e se la suona da solo”.
    lei ha la visione del mondo a senso unico.
    Anche i palestinesi fanno accordi con gli stati e gli sceicchi finanziano associazioni e quant’altro.
    ESISTONO TANTE ALTRE LOBBY come dice lei, si occupi ANCHE DI QUELLE.
    MI parla addirittura della bibbia!? lo sa che esiste la parità dei diritti?
    che la donna può votare? La bibbia va bene (sempre se gli si da la giusta interpretazione e non come lei che parte da un vizio di fondo) ma di libri ne hanno fatti tanti altri che parlano anche della dignità e dei diritti che OGGI hanno le persone di colore. A parte gli atti di razzismo che purtroppo ancora esistono.

  8. massimo

    @goffredo
    Ma si può parlare con uno che parla di Lobby!
    perchè come le hanno giustamente consigliato, non si crea un suo blog dove “se la canta e se la suona da solo”.
    lei ha la visione del mondo a senso unico.
    Anche i palestinesi fanno accordi con gli stati e gli sceicchi finanziano associazioni e quant’altro.
    ESISTONO TANTE ALTRE LOBBY come dice lei, si occupi ANCHE DI QUELLE.
    MI parla addirittura della bibbia!? lo sa che esiste la parità dei diritti?
    che la donna può votare? La bibbia va bene (sempre se gli si da la giusta interpretazione e non come lei che parte da un vizio di fondo) ma di libri ne hanno fatti tanti altri che parlano anche della dignità e dei diritti che OGGI hanno le persone di colore. A parte gli atti di razzismo che purtroppo ancora esistono.