Cisgiordania, dove le Ong possono lavorare (a differenza di Gaza)

La differenza tra Gaza, tenuta in ostaggio da Hamas, e la Cisgiordania si evidenzia soprattutto in due fattori fondamentali: il primo è la sostanziale libertà di cui possono godere gli abitanti della Cisgiordania non oppressi, come i loro fratelli di Gaza, da Hamas. La seconda sono i progetti di sviluppo e di emergenza che le Ong sono libere di implementare a differenza di Gaza.

Un esempio è il progetto implementato dalla Ong americana “Action Against Hunger” nei comuni di Masafer Bani Naim e Adb Dhahriya per fornire alla popolazione l’accesso all’acqua potabile. Il progetto, implementato in collaborazione con il Rural Center for Sustainable Development (RCSD) e finanziato da ECHO (Humanitarian Aid Department of the European Commission ), vuole garantire la disponibilità di acqua potabile alla popolazione dei due comuni della Cisgiordania, particolarmente colpiti dalla gravissima siccità degli ultimi tempi.

Action Against Hunger ha costruito acquedotti, tubature, riabilitato pozzi, costruito condotte per l’irrigazione dei campi e installato potabilizzatori. In totale ha fornito l’accesso all’acqua potabile a oltre 5.000 persone e garantito i benefici futuri dell’accesso all’acqua a oltre 20.000 abitanti della Cisgiordania. Ha poi costruito cisterne per la raccolta di acqua piovana da destinare ad altri usi con benefici immediati per 2.000 persone. Oltre 5.500 pastori potranno abbeverare il loro bestiame mentre è stato organizzato un corso per sensibilizzare 4.300 donne e studenti sull’uso corretto dell’acqua. Nel progetto è incluso un corso di formazione per la gestione delle risorse idriche dedicato a ingegneri e tecnici provenienti da sei comuni della West Bank. Un progetto a parte è stato dedicato alla installazione di servizi igenici per 144 famiglie di beduini che vivono in zone remote. Sempre per queste famiglie sono stati costruiti rifugi igienicamente all’avanguardia dove le stesse possono trovare ricovero senza rischi per la salute nei periodi freddi.

Quello di Action Against Hunger è soltanto uno degli innumerevoli progetti di sviluppo implementati in Cisgiordania dalle molte Ong presenti nella regione palestinese sotto controllo della ANP (Autorità Nazionale Palestinese), ma rende l’idea della enorme differenza che esiste tra la gestione del territorio sotto controllo della ANP e quella sotto controllo del gruppo terroristico di Hamas. A Gaza il progetto implementato da Action Against Hunger non sarebbe potuto nemmeno partire, così come centinaia di altri progetti fermi da quando Hamas ha preso il potere. Questo semplicemente perché Hamas non permette alle Ong non controllate dal gruppo terrorista di implementare alcun tipo di progetto di sviluppo o di emergenza. Tutti gli aiuti umanitari devono essere controllati da Hamas e, se ciò non avviene, le Ong non possono semplicemente operare. Alla base non c’è solo lo sfruttamento economico da parte di Hamas degli aiuti umanitari, ma c’è anche la volontà da parte del gruppo terrorista di mantenere la popolazione in condizione di estrema povertà per suscitare nel mondo lo sdegno e quindi la condanna verso coloro che sono ritenuti erroneamente colpevoli dell’isolamento della Striscia di Gaza, gli israeliani.

Come si può vedere invece non è affatto così e gli unici veri colpevoli dell’isolamento della Striscia di Gaza sono da ritenersi unicamente i terroristi di Hamas. Non si spiegherebbe altrimenti come si possibile che nei territori non occupati da Hamas la popolazione non solo può vivere con ogni tipo di libertà ma la Comunità Internazionale e le Ong possono aiutare i palestinesi ad evolvere e a svilupparsi. Si facciano un esame di coscienza tutti quei speudo-pacifisti che con il loro comportamento sostengono Hamas, un gruppo terrorista che da quattro anni tiene in ostaggio 1,5 milioni di palestinesi.

Sharon Levi