Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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4 Comments

  • Dietro ogni critica che si sente proferire nei confronti di Israele e i suoi rappresentanti, c’è lui, Obama. Dietro ogni atteggiamento antisionista e antisemita c’è sempre lui, che come Iago dell’Otello sussurra parole di diffamazione e distruzione. In questo caso, del piccolo Stato ebraico.
    Lui non ce la fa più: non vede l’ora di vederlo scomparire dalla faccia della terra.
    L’Iran ha di fatto spostato l’epicentro del conflitto (non dichiarato) con Israele dalle centrali nucleari in Iran alla guerra in Siria con enormi benefici per il suo programma nucleare e con l’immenso vantaggio di aver portato la sua minaccia a Israele fino ai confini con lo Stato ebraico come mai prima era riuscito a fare.
    In questa situazione, gli unici a trarne un concreto vantaggio strategico sono gli iraniani che guadagnano tempo prezioso per la costruzione della loro bomba atomica. Con Israele che ha la necessità di disinnescare la minaccia che si trova alle sue porte (SIRIA) pensano che gli israeliani non si impegneranno anche sul fronte iraniano.
    Per questo un serio intervento americano avrebbe consentito a Israele di concentrarsi sull’Iran e sul suo programma nucleare. Solo che la sostanziale immobilità di Re “Tentenna” Obama è legata al fatto che un intervento nel conflitto siriano aprirebbe le porte a un intervento Israeliano dei siti nucleari iraniani.
    Una cosa, questa, che Obama è da anni che sta cercando di evitare nonostante tutti siano perfettamente consci del pericolo che ne deriverebbe da un Iran nuclearizzato.Cosa farà Israele in questa complessa situazione che vede il suo principale alleato in una posizione sostanzialmente immobile e -anzi – ora addirittura in veste di criticatore ufficiale senza veli?
    Nessuno nega il fatto che mai come ora il pericolo è stato così concreto per l’esistenza del piccolo Stato ebraico. Israele ha i mezzi per difendersi da solo, ma un piccolo aiuto dall’alleato americano sarebbe fondamentale in questo momento così difficile e complicato.
    Se Obama avesse avuto gli attributi non si sarebbe mai arrivati a questa situazione, ma il Presidente americano ne è evidentemente privo, per cui una soluzione dovrà essere trovata a Gerusalemme, con buona pace dei piani iraniani.

    • Non è che Obama sia solo privo di attributi; è proprio in malafede, anche se non può dirlo apertamente. Quindi si avvale del “politicamente corretto”.

  • Mi sarei aspettato in fondo all’articolo una frase del tipo “Invece non é vero, Netanyahu non é affatto un codardo e lo ha dimostrato quando/perchè …”. Invece niente. Certo, si può dire (per quanto valga) “ma guarda un pò da che pulpito viene la predica”, ma questo lo sapevamo già.
    Ora Netanyahu si é impuntato sulla questione di Gerusalemme est, anche mettendo a rischio la sicurezza e l’incolumità dei cittadini israeliani. Si può dire che questo sia un atto di coraggio? Secondo me una risposta potrebbe essere: “si, ma solo se riuscirà a portare a casa un risultato significativo; no, se la cosa si dimostrerà una bolla di sapone o, peggio, una bolla immobiliare alimentata dal sangue dei cittadini israeliani”.

  • Se continua ancora così, Obama porterà gli USA in rovina…
    ma quelli che pagheranno di più saranno proprio gli americani, i quali, purtroppo, gli hanno dato e gli daranno i loro voti.

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