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E’ Israele a volere la guerra. Non deve stare dov’è adesso in mezzo ai paesi islamici

Certo che questi ebrei sono proprio dei fetenti. Come si permettono di creare il loro Stato in mezzo a tanti Paesi islamici? E poi, come si permettono di volerlo anche difendere dagli attacchi dei gloriosi mujaidin islamici che chiaramente (e giustamente) vorrebbero ricacciare tutti gli ebrei in mare?

Proprio non c’è più religione. E’ chiaro che, stando così le cose, è Israele a volere la guerra e non i vari gruppi e Stati terroristi che da oltre 60 anni cercano di  distruggere lo Stato ebraico. Non è accettabile che nel cuore del mondo islamico ci sia uno staterello democratico che si ostini a voler sopravvivere e, con la sua democrazia, a fermare l’avanzata dell’Islam verso l’occidente.

Sono gli ebrei a volere la guerra, si è visto proprio qualche giorno fa quando Israele ha reagito al giusto attacco portato dai gloriosi terroristi della Jihad Islamica. Ma come si permettono di reagire? Devono beccarsi i missili e stare zitti. Lo dicono anche i pacifisti che di queste cose se ne intendono. E poi, vogliamo parlare dell’Iran? Gli Ayatollah, sia gloria a loro, vogliono cancellare Israele dalla faccia della terra e loro, gli ebrei, si oppongono strenuamente a questo disegno iniziato anni e anni fa da un certo Adolf Hitler. Capirete, cari amici, che non è possibile sopportare un affronto del genere.

Insomma, diciamolo chiaramente, Israele con la sua volontà di sopravvivere, con la sua strenua resistenza alla espansione dell’Islam, con la sua democrazia compiuta che stona così tanto in mezzo a tanti regimi islamici, favorisce le guerre in Medio Oriente. Se solo Israele e gli ebrei si decidessero una buona volta ad accettare di essere annientati, così come voleva a suo tempo Hitler e oggi Ahmadinejad, i Mullah e tutti gli islamici del mondo, non ci sarebbero più guerre in Medio Oriente e anche i pacifisti potrebbero essere contenti e non perdere più tutto quel tempo a trovare qualcosa da contestare a Israele. Pensate, magari potrebbero anche andare a lavorare.

Noemi Cabitza