Nei giorni scorsi un gruppo di cosiddetti “attivisti per la pace” hanno potuto fare una visita turistica nella Striscia di Gaza portando con se anche un certo quantitativo di materiale umanitario. Tra loro vi era una nutrita delegazione di turchi che hanno approfittato per visitare le basi della Jihad Islamica facendosi fotografare in posa armati di tutto punto.

Le fotografie sono apparse per alcune ore sul sito web delle Brigate al-Quds dove si esaltava il fatto che gli “attivisti per la pace” di Viva Palestina fossero in effetti molto più interessati alle tecniche dei terroristi piuttosto che alle condizioni della gente dii Gaza. Poi qualcuno ha pensato di togliere quelle fotografie perché magari potevano sollevare dubbi sul reale intento della “missione umanitaria”. Peccato che già in molti le avessero scaricate per mostrare al mondo quanto fossero “umanitari” e “pacifisti” gli attivisti di Viva Palestina.

Sempre il sito web delle Brigate al-Quds ha riportato anche alcune affermazione fatte dagli “attivisti per la pace” turchi. Tra queste la più indicativa è quella che un “pacifista turco” (tra i principali organizzatore della “missione umanitaria”) che, rivolto ai suoi fratelli di Hamas e imbracciando un mitra, ha detto: “siete un motivo di orgoglio per tutte le persone oneste del mondo arabo e musulmano. Siete la prima linea nella guerra contro i sionisti”. Non c’è che dire, un pacifista vero. Un altro invece, sempre rivolto agli uomini di Hamas, ha detto: “sono orgoglioso di essere qui con voi che vi state sacrificando e state lottando per la nazione musulmana. Tutti gli arabi e i musulmani pregano per la vostra vittoria finale che sarà la fine di Israele e faremo di tutto per aiutarvi in questa santa missione”. Anche in questo caso le parole trasudano pacifismo.

E mentre gli “attivisti per la pace” di Viva Palestina raccontano con drammaticità delle condizioni di vita a gaza, anche se viene il dubbio che le abbiano veramente viste dato che erano così impegnati nel “Jihad tour” offerto loro da Hamas, il rappresentante europeo presso la UNRWA, Christian Berger, persona vicinissima alla rappresentante europea per gli esteri, Catherine Ashton, è costretto suo malgrado ad ammettere che a Gaza c’è ogni ben di Dio, solo che non tutta la popolazione lo può comprare. Solo qualche mese fa, lui e la Ashton affermavano il contrario mentre alle loro spalle si inaugurava un modernissimo centro commerciale. E’ logico che non potevano portare avanti la storia per tanto tempo visto che tutto il mondo poteva vedere quale fosse realmente la situazione a Gaza.

E così anche il tour turistico nei santuari della Jihad islamica organizzato da Viva Palestina è finito. Gli intrepidi “attivisti per la pace” sono stati costretti a tornare a casa con molta nostalgia per quelle divise verdi di Hamas e, soprattutto, per quelle bellissime armi che hanno potuto tenere in mano sognando almeno per un momento di essere anche loro eroi della Jihad. Ma torneranno presto con altri doni e, sperano, con altre armi. Si sa, alla Jihad non deve mancare niente.

Miriam Bolaffi

Un "pacifista turco" posa tra gli amici di Hamas. Missione VIVA PALESTINA dal sito web delle Brigate al-Quds