Onu fortemente preoccupato per Hamas. Da quando gli egiziani hanno chiuso quasi tutti i tunnel sotterranei che univano l’Egitto alla Striscia di Gaza, Hamas non riesce a fare contrabbando e, soprattutto, non riceve più armi. Di qui l’aggravamento della situazione umanitaria a Gaza.
Ora, cosa c’entri il contrabbando gestito da Hamas con la situazione umanitaria a Gaza all’ONU non lo spiegano, ma il rapporto di Robert Serry, inviato delle Nazioni Unite in Medio Oriente, a tal riguardo è piuttosto ambiguo.
Secondo Serry il blocco dei tunnel di contrabbando da parte dell’esercito egiziano ha tagliato dell’80% il mercato nero gestito da Hamas con gravi conseguenze sull’economia di Gaza. Ci sarebbe carenza di benzina e di materiali per costruzione. I prezzi dei prodotti sono saliti alle stelle. E poi non arrivano più armi e questo potrebbe indebolire Hamas.
Quello che Robert Serry non dice è che gli aiuti umanitari entrano (eccome se entrano) a giorni alterni da Israele, compresa la benzina e i materiali da costruzione, solo che a gestire tutta questa enorme massa di materiali è Hamas che si guarda bene dal distribuirli gratuitamente come dovrebbe essere per gli aiuti umanitari, ma li vende facendoli pagare a caro prezzo. Ieri, per esempio, da Israele sono entrati a Gaza 280 camion con 7.897 tonnellate di viveri comprese 280 tonnellate di frutta. Il 22 luglio erano entrati da Israele 223 camion con 6.035 tonnellate di viveri e altro materiale di cui 1.520 tonnellate di materiale da costruzione (fonte portavoce del IDF, su Twitter @IDFSpokesperson). Da quando poi gli egiziani hanno blindato la Striscia di Gaza con l’obbiettivo di bloccare i miliziani di Hamas che intendono correre in soccorso della Fratellanza Musulmana, gli aiuti umanitari da Israele sono ulteriormente aumentati. Il problema, come detto, è che una volta che gli aiuti entrano a Gaza a gestirli è Hamas e di certo non li distribuisce gratuitamente.
Secondo Robert Serry questa situazione rischia di degenerare e Hamas potrebbe perdere il predominio sulla Striscia di Gaza a favore della Jihad Islamica che sembra sempre più forte, ma di censurare Hamas per l’uso criminale degli aiuti umanitari non se ne parla.
E allora cosa propone Robert Serry? Semplice: Israele ed Egitto devono aprire tutti i valichi e smetterla di controllare persone e merci. Se poi entrano armi poco male, sempre meglio che a controllare Gaza sia Hamas piuttosto che la Jihad Islamica. Per finire una nota diffusa da Ala Al-Rafati, il ministro dell’economia di Hamas: secondo Al-Rafati in un mese la chiusura dei tunnel è costata ad Hamas la bellezza di 230 milioni di dollari. Alla faccia della missione umanitaria.
Sarah F.

poverini, che pena.
Riapriamo tutti i valichi, togliamo i check point, lasciamo spazio ai terroristi
tanto quelli ammazzano gli Ebrei.
230 milioni di dollari.
alla faccia mia!
alla faccia nostra!!
Quanta ipocrisia del momdo occidentale radical chic, qusto finto umanitarismo a senso unico ê ributtante