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Il codardo bluff degli Stati Uniti sulla Siria

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Adesso la vogliono far passare come una “vittoria della diplomazia” quando in realtà altro non è che la certificazione universale della codardia degli Stati Uniti, una codardia che vuol dire debolezza, un insulto alla sola idea di democrazia che rappresentano gli Stati Uniti.

Sulla Siria ci vogliono far credere che la diplomazia ha vinto sulla guerra quando in effetti è stata la violenza omicida di Assad a vincere sia sulla diplomazia che sulla guerra intesa come “preventiva”.

L’accordo raggiunto oggi a Ginevra tra John Kerry e Serghiei Lavrov è una vittoria russa perché sembra imporre precise condizioni ad Assad ma in effetti gli lascia sterminati spazi di manovra. Imporre ad Assad di fornire la lista delle sostanze chimiche in suo possesso entro una settimana senza che nessuno sia sul posto a controllare che veramente quella lista sia veritiera è semplicemente una presa per i fondelli. E’ la via d’uscita che cercava Obama dopo essersi esposto per un intervento militare USA in Siria.

E qui torniamo alla codardia degli Stati Uniti. Ho detto più volte di essere contrario a un intervento limitato degli Stati Uniti in Siria, ma da qui a dare mano libera ad Assad e a correre il rischio (più che concreto) che quelle armi chimiche finiscano in mano a Hezbollah, ce ne corre. Perché è questo che cercherà di fare Assad, consegnare parte del suo arsenale chimico a Hezbollah.

Politicamente per gli Stati Uniti è una Caporetto, una figura barbina che li rende ridicoli di fronte a tutto il mondo e che indirettamente va a pesare terribilmente sull’altra questione importante, forse la più importante, quella del nucleare iraniano. Come possono essere credibili gli Stati Uniti, questi Stati Uniti di Obama, quando lanciano minacce contro l’Iran e il suo programma nucleare se alla resa dei conti non hanno il coraggio di mettere in pratica le loro minacce? Praticamente non sono credibili ed è una cosa che prima non era mai successa nella gloriosa storia degli Stati Uniti come difensori e rappresentati della democrazia.

Rassegniamoci, Barack Obama non ha le palle per fare il Presidente degli Stati Uniti. Non è questione di incompetenza o di sbagliare una valutazione (che ci può anche stare), qui è questione di attributi e di vigliaccheria. Di attributi Obama ne ha davvero pochi, invece di codardia ne ha da vendere.