Il pragmatismo di Gentiloni e la cecità del mondo sull’Iran

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Sulla politica in Medio Oriente ho sempre pensato di essere un pragmatico, cioè, se per esempio vengo a sapere che gli israeliani parlano sottobanco con Hamas non mi scandalizzo più di tanto. Se Israele si accorda con l’Arabia Saudita in configurazione anti-Iran per me ci può stare. In Medio Oriente nulla è quello che appare, questo l’ho sempre saputo. Ma di recente il mio (auto-presunto) pragmatismo è andato a farsi benedire, demolito letteralmente dalla brutale realtà della nuova politica mediorientale.

Facciamo un esempio terra/terra. Ieri il Ministro degli Esteri italiano, Poalo Gentiloni, si è recato in visita ufficiale in Iran per partecipare alla corsa ad accaparrarsi affari con Teheran dopo l’accordo sul nucleare iraniano e la conseguente revoca delle sanzioni contro l’Iran. Lo ha fatto a pochi giorni dalla presentazione del nuovo libro del Grande Ayatollah Ali Khamenei nel quale la guida suprema iraniana ha spiegato come e perché è necessario distruggere Israele. Ebbene, sapete cosa ha dichiarato Gentiloni? «Sappiamo che ci sono preoccupazioni da diverse parti sulle conseguenze dell’accordo sul nucleare iraniano ma l’Italia è convinta che le potenzialità di questa intesa siano di gran lunga superiori alle preoccupazioni» (fonte Ansa). Come dire, sappiamo che quell’accordo è una schifezza ma “business is business” e quell’accordo suicida ci farà fare un sacco di buoni affari con gli Ayatollah e se per fare affari dobbiamo sacrificare la sicurezza di Israele pazienza. Chissenefrega. Qualche parola su quel libro? Nessuna, nemmeno una sillaba, come se a scriverlo non fosse stato il personaggio più potente e influente dell’Iran ascoltato e idolatrato da milioni di persone, ma fosse opera di Paperoga.

Quello di Gentiloni è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che vanno ben oltre il semplice pragmatismo politico. Prima di lui ci sono importanti personaggi a partire da Obama per finire ai francesi, che pure si erano opposti fino alla fine all’accordo sul nucleare iraniano.

Parliamoci chiaro, l’accordo sul nucleare iraniano non serve a rendere il mondo più sicuro, anzi, serve all’esatto contrario, ma di fronte a miliardi di dollari in affari la sicurezza del mondo passa in secondo piano. Almeno Gentiloni ha avuto il coraggio (o l’arroganza) di farlo capire.