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Il pragmatismo di Gentiloni e la cecità del mondo sull’Iran

Ago 5, 2015

Il pragmatismo di Gentiloni e la cecità del mondo sull’Iran

Sulla politica in Medio Oriente ho sempre pensato di essere un pragmatico, cioè, se per esempio vengo a sapere che gli israeliani parlano sottobanco con Hamas non mi scandalizzo più di tanto. Se Israele si accorda con l’Arabia Saudita in configurazione anti-Iran per me ci può stare. In Medio Oriente nulla è quello che appare, questo l’ho sempre saputo. Ma di recente il mio (auto-presunto) pragmatismo è andato a farsi benedire, demolito letteralmente dalla brutale realtà della nuova politica mediorientale.

Facciamo un esempio terra/terra. Ieri il Ministro degli Esteri italiano, Poalo Gentiloni, si è recato in visita ufficiale in Iran per partecipare alla corsa ad accaparrarsi affari con Teheran dopo l’accordo sul nucleare iraniano e la conseguente revoca delle sanzioni contro l’Iran. Lo ha fatto a pochi giorni dalla presentazione del nuovo libro del Grande Ayatollah Ali Khamenei nel quale la guida suprema iraniana ha spiegato come e perché è necessario distruggere Israele. Ebbene, sapete cosa ha dichiarato Gentiloni? «Sappiamo che ci sono preoccupazioni da diverse parti sulle conseguenze dell’accordo sul nucleare iraniano ma l’Italia è convinta che le potenzialità di questa intesa siano di gran lunga superiori alle preoccupazioni» (fonte Ansa). Come dire, sappiamo che quell’accordo è una schifezza ma “business is business” e quell’accordo suicida ci farà fare un sacco di buoni affari con gli Ayatollah e se per fare affari dobbiamo sacrificare la sicurezza di Israele pazienza. Chissenefrega. Qualche parola su quel libro? Nessuna, nemmeno una sillaba, come se a scriverlo non fosse stato il personaggio più potente e influente dell’Iran ascoltato e idolatrato da milioni di persone, ma fosse opera di Paperoga.

Quello di Gentiloni è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi che vanno ben oltre il semplice pragmatismo politico. Prima di lui ci sono importanti personaggi a partire da Obama per finire ai francesi, che pure si erano opposti fino alla fine all’accordo sul nucleare iraniano.

Parliamoci chiaro, l’accordo sul nucleare iraniano non serve a rendere il mondo più sicuro, anzi, serve all’esatto contrario, ma di fronte a miliardi di dollari in affari la sicurezza del mondo passa in secondo piano. Almeno Gentiloni ha avuto il coraggio (o l’arroganza) di farlo capire.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia
2 Comments
  1. gianni centola
    Credo che Gentiloni sia una emerita nullita' come la Mogherini, messi li dall '"amico di Israele"(leggi Matteo Renzi) per fare le belle statuine e le comparse, dato che in politica estera(come in quella monetarie e quella militare e in altro) non contiamo una mazza. Tutti i paesi europei stanno sbavando al pensiero dei miliardi di dollari che un altro campione di incapacita':Barack Obama ha liberato dall'embargo, utilissimo per piegare l'arroganza iraniana.Auguriamoci che Israele, possa far fronte al NAZI-ISLAMISMO degli ajatollah, e tenga duro fino a che tutte queste mezze cartucce capaci solo di prostrarsi di fronte ai soldi iraniani, si tolgano dalle palle a cominciare proprio dal presidente americano e poi di seguito Renzi Hollande etc etc
  2. Elisabetta
    Gentiloni non è nè pragmatico nè tantomeno machiavellico. Churcill era pragmatico. Questo è solo una delle tante mezze tacche della politica italiana, che si è sempre distinta con una politica estera raso terra. Agli esteri dovrebbero stare i cervelli migliori

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