Immigrazione: accoglienza ma non sudditanza

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Lo ammetto, non sono un grande fautore dell’accoglienza e della immigrazione, ma non per ragioni riconducibili a qualche forma di razzismo, come qualcuno si affretterà a pensare, ma per una ragione molto più complessa che ho già spiegato e che riguarda la mia ostilità verso l’assistenzialismo e la conseguente predilezione dello sviluppo nei Paesi del Terzo Mondo come forma per limitare le migrazioni.

Tuttavia penso che la migrazione sia nel DNA dell’essere umano e che quindi un Paese civile dovrebbe dotarsi di apposite leggi che favoriscano entro certi precisi limiti l’accoglienza dei migranti regolamentandola con precise leggi. Ebbene questo in Italia non sta avvenendo. In Italia non è in corso un fenomeno legato alle tradizionali migrazioni, in Italia è in corso una invasione del tutto incontrollata di gente che pensa di arrivare da noi in maniera del tutto irregolare e di poter pretendere ogni tipo di assistenza. Il fenomeno che sta avvenendo in Italia non si può definire con il termine immigrazione, è un vero e proprio caos.

immigrazione-2Ma se ci pensiamo un attimo, cos’altro possiamo aspettarci se non una vera e propria corsa all’Italia quando mandiamo segnali del tutto sbagliati e fuorvianti come lo Ius Soli, come la concessione delle pensioni ai genitori ultrasessantenni degli immigrati e come, l’ultima trovata, la pensione di invalidità persino agli immigrati irregolari? Cosa possiamo aspettarci se garantiamo agli immigrati delle somme mensili che superano persino le pensioni minime dei nostri pensionati (per non parlare poi degli invalidi totali costretti a vivere con meno di 300 euro al mese).

Ma se fosse solo questo il problema ci si potrebbe ragionare, basterebbe mettersi a tavolino e ridisegnare le regole, cosa che bisognerebbe fare comunque e alla svelta. Il problema non è questo ma il concetto strampalato che un nugolo di buonisti vorrebbe farci entrare in testa, quello della sudditanza. Oggi non è più possibile criticare un immigrato o una legge che favorisce gli immigrati (spesso a discapito nostro) che si viene subito tacciati di razzismo. E allora succede come è successo a me pochi giorni fa quando, in fila dal dottore, mi vedo un nugolo di donne marocchine passare davanti a tutti saltando la fila e, quando le ho riprese, mi hanno quasi aggredito fisicamente definendomi “razzista” e dicendo che quello era un loro Diritto perché loro sono immigrate. E quando gli ho fatto notare che proprio perché immigrate dovevano rispettare le nostre regole mi sono sentito rispondere che noi dovevano adeguarci non loro. Qualcuno dirà che è un semplice episodio che non dice niente. Non è vero, parlando con i dipendenti dei poliambulatori mi hanno detto che è nella normalità una cosa del genere. E se lo è in una piccola città come la mia, non oso pensare come sarà in una grande città dove è più facile intimorire la gente. E non parlo poi di altri episodi accaduti nel mio piccolissimo paesello.

Beh, se permettete questo non mi sta bene. Non mi sta bene che una persona entri in casa mia e pretenda di fare da padrone, pretenda che gli dia da mangiare e che la mantenga. Se voglio lo faccio, ma che tu debba pretenderlo non mi sta bene. Se quello che è successo a me fosse successo in Svizzera o in Germania, paesi civilissimi, quelle persone sarebbero state espulse in meno di un’ora. Chiedete agli immigrati italiani che sono stati (o sono ancora) in Svizzera se potrebbero fare una cosa del genere.

E’ chiaro che così non va. In Italia si sta trasformando il concetto di immigrazione e accoglienza nel concetto di sudditanza dove noi che accogliamo siamo obbligati a sottostare alle pretese di chi accogliamo. E’ una assurdità.

Mi sta bene che ci sia un certo grado di immigrazione, è fisiologico ed è del tutto naturale, non mi sta bene che questa immigrazione sia del tutto incontrollata e, soprattutto, che dia adito a pretese da parte degli immigrati. Voglio un paese civile dove chi entra lo fa in maniera regolare, dove quello che gli viene dato se lo guadagna e non che lo debba pretendere o che gli venga regalato per un falso e assurdo concetto di buonismo e di accoglienza incondizionata. Voglio che chi entra nel mio Paese rispetti le leggi che noi ci siamo dati, le nostre usanze e le nostre regole di convivenza. Chi non lo fa se ne deve andare e deve farlo veramente. Se lasciamo che questa gente cresca i suoi figli con la convinzione che possono fare tutto quello che gli pare non facciamo un buon servizio nemmeno al concetto di integrazione tanto caro alla Ministra Kyenge. E se questo non gli sta bene possono sempre starsene a casa loro.