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Immigrazione: il messaggio svizzero

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La Svizzera decide di fermare l’immigrazione selvaggia e lo fa con un referendum popolare, il tutto mentre da noi la sinistra radicale vorrebbe frontiere aperte e lo Ius Soli. Sono rovesci della stessa medaglia, da un lato la destra xenofoba che si chiude a riccio, dall’altra la sinistra radicale che aprirebbe le frontiere a chiunque.

In realtà ambedue le posizioni sono sbagliate. La tendenza emersa negli ultimi anni a rendere l’Europa un colabrodo aperta a tutti, il tutto unito a una crisi economica senza precedenti, ha rafforzato le destre xenofobe in tutto il continente e ha portato a una reazione contraria, cioè alla volontà di chiusura totale e a episodi di forte ostilità verso gli stranieri.

Il messaggio che arriva dalla Svizzera e che preoccupa l’Europa va proprio in questo senso, è una reazione al liberismo incontrollato sulla immigrazione, un messaggio che non andrebbe affatto sottovalutato.

Una immigrazione senza regolamentazione o con regole troppo permissiviste non solo è un errore clamoroso per tanti motivi, ma finisce per favorire gli estremismi di destra di cui, francamente, nessuno ne sente il bisogno.

E’ un errore che sta facendo anche la sinistra italiana, sia con la proposta sullo Ius Soli che con questo continuo battere sulla necessità di “accoglienza” che spesso si trasforma in una legalizzazione della immigrazione clandestina. Sulla Bossi/Fini poi ci sarebbe da aprire un dibattito a parte. Certo è una legge con parecchie magagne ma cancellarla completamente senza mettere un tetto preciso e senza distinzione tra immigrato clandestino e immigrato legale non mi sembra proprio una buona idea.

Insomma, sulla immigrazione ci vuole il giusto equilibrio altrimenti si finisce per fare regali alla frangia xenofoba della destra più estrema, e lo dice uno che di certo non si può definire di sinistra.