Ieri, parlando di sanzioni all’Iran, il portavoce del Ministero degli Esteri, Maurizio Massari ha sottolineato che l’adozione di nuove sanzioni dovrà essere presa sempre ”nel quadro della politica del doppio binario: pressioni da una parte, ma porta aperta al dialogo dall’altra”. Ci piacerebbe sapere di che porta aperta parla il Ministero degli Affari Esteri (MAE) italiano.

La politica del doppio binario così come rappresentata da Massari, che immaginiamo abbia parlato per nome e per conto del Ministro Frattini, è una colossale presa in giro per il mondo libero e, soprattutto, per la dissidenza iraniana che durante questi mesi ha dovuto sopportare la durissima repressione del regime fascista e assassino di Teheran.

Non solo, è un insulto all’intelligenza di chi in tutto il mondo si è reso conto degli obbiettivi che si è prefisso il dittatore iraniano, Ahmadinejad, cioè procurarsi l’arma atomica con la quale minacciare tutto il mondo arabo e, soprattutto, Israele.

Se non si riesce, come ormai appare evidente da diversi mesi, a raggiungere un accordo su nuove sanzioni all’Iran, per cortesia, evitiamo di insultare le intelligenze di tutto il mondo con dichiarazioni del tipo di quella rilasciata ieri all’ANSA da Maurizio Massari. La politica del doppio binario menzionata da Massari favorisce solo l’Iran e il suo piano genocida. Non può esistere un doppio binario con l’Iran. O Teheran si ferma immediatamente oppure il regime va abbattuto. Non ci sono vie di mezzo. Non ci sono trattative da fare. Non ci sono alternative. Poi, su come farlo si può discutere, ma lo si deve fare prima di tutto per evitare un conflitto globale di cui, oggi, non si conoscono le conseguenze. Poi lo si deve fare per restituire al popolo iraniano quella libertà che per troppo tempo è stata repressa dal regime fascista degli Ayatollah.

Dichiarazioni come quella di Massari non fanno altro che “rassicurare” Teheran e far pensare agli Ayatollah e al loro fantoccio Ahmadinejad, che quello che fanno può godere di una sostanziale impunità. Come si può credere di fermare una guerra ormai pressoché certa con dichiarazioni di questo tipo? Sono questi atteggiamenti, uniti alla politica sterile di Obama, che spingono la situazione verso il precipizio, verso quel punto di non ritorno che nessuno si augura ma che è sempre più vicino.

Noi chiediamo al Governo italiano di prodigarsi seriamente per evitare una guerra ormai alle porte, una guerra che sconvolgerà tutto lo scacchiere medio-orientale. Non abbiamo bisogno di queste dichiarazioni ambigue. Abbiamo bisogno di fatti concreti volti a fermare l’Iran e il suo programma nucleare. Diversamente prepariamoci alla guerra.

Sharon Levi


1 Comment

  1. Paolo S

    completamente d’accordo. Teheran gioca con queste cose e intanto, mentre i politici mondiali stanno al gioco, sta costruendo l’atomica. Comunque tranquilli, con questi politici è pressoché certo che L’Iran avrà la bomba