Ieri pomeriggio, il responsabile del programma nucleare iraniano presso l’Agenzia Atomica internazionale (AIEA), Ali Asghar Soltanieh, parlando da Mosca dove si trovava per alcuni problemi sollevati dai tecnici russi sulla sicurezza del reattore di Bushehr (lo abbiamo denunciato il 17 gennaio corso) ha ammesso che l’Iran dispone di un sito nucleare “di riserva” per l’arricchimento dell’uranio non denunciato alla AIEA.

Il sito cosiddetto di riserva, in realtà un vero e proprio impianto che si voleva tenere segreto, è situato a Fardo vicino alla città santa di Qom. La notizia di un sito segreto vicino alla città santa per gli sciiti era in effetti trapelata qualche mese fa e gli iraniani avevano sempre impedito agli ispettori della AIEA di ispezionare la centrale nucleare segreta, smentendo persino la sua esistenza. Ora, dopo che il sistema nucleare iraniano è stato messo a dura prova dall’attacco informatico portato dal virus Stuxnet (qui e qui due articoli a riguardo) Teheran vuole rassicurare i suoi fan che proseguirà nella sua corsa all’arma atomica e annuncia l’esistenza di un sito “di riserva” lanciando nel contempo una chiara e aperta sfida alla comunità internazionale.

Secondo quanto affermato da Ali Asghar Soltanieh e dallo stesso dittatore iraniano, Ahmadinejad, il sito segreto sarebbe stato costruito proprio in caso di attacco alle altre centrali nucleari allo scopo di garantire la continuazione del programma nucleare iraniano. Non solo, in contemporanea con l’annuncio dato da Mosca è partita una vera e propria offensiva contro le nazioni Unite e contro l’Agenzia Atomica Internazionale. Da Teheran infatti nelle stesse ore arrivavano dichiarazioni di guerra da parte del dittatore iraniano il quale annunciava che “nemmeno 100.000 risoluzioni dell’Onu potranno impedire all’Iran di proseguire nel suo programma nucleare”. Una vera e propria sfida aperta alle Nazioni Unite e al mondo intero.

Crolla a questo punto definitivamente la politica attendista del Presidente americano, Barack Hussein Obama, il quale nonostante tutte le notizie di intelligence parlino di “corsa alla bomba atomica” da parte di Teheran (ma anche di un pesante coinvolgimento iraniano nei conflitti in Iraq e in Afghanistan), ha continuato a credere alle rassicurazione degli Ayatollah in merito al programma nucleare. Crolla anche l’appoggio (più o meno aperto) della Ashton che avrebbe voluto da parte dell’Europa un approccio “più morbido”.

Si apre intanto oggi a Istanbul, in Turchia, il secondo round di colloqui tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran proprio sul programma nucleare iraniano, una riunione del tutto inutile dato che Teheran ha fatto sapere che non tratterà su niente. La Turchia, divenuta il principale alleato dell’Iran, sta cercando di prendere tempo facendosi passare per un interlocutore neutrale (specie agli occhi pervasi di islamismo della Ashton) ma è chiaro che le dichiarazioni di ieri arrivate da Mosca e da Teheran, tagliano la strada a qualsiasi tentativo di mediazione turco (non sappiamo in effetti quanto in buona fede).

A questo punto le soluzioni a disposizione della comunità internazionale non sono più tante se non aumentare sensibilmente le sanzioni contro Teheran abbinate però ad una seria e concreta pressione militare contro gli Ayatollah, una pressione credibile che faccia capire al dittatore iraniano che il tempo sta per scadere.

Miriam Bolaffi

2 COMMENTS

  1. L’Iran non sta ingannando nessuno, sta solo perseguendo una politica energetica di tipo nucleare.
    Sono solo i delirie le frenesie di uno staterello impotente in questa circostanza molto piú al di sopra del suo spessore, che sta dando un’alone diverso a tutta la storia.
    Se Israele capisce la sua reale portata, quella di uno staterello sulla sponda sud del Mediterraneo, tutti contrasti ed i conflitti svaniranno.

  2. vedi caro tonto (formidabile questo continuo cambio di nickname), se anche gli altri capissero la vera portata di quello staterello probabilmente eviterebbero accuratamente di rompergli il cazzo

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