Iran: ultimo balzo verso l’atomica ma la Ashton tergiversa

Secondo fonti di intelligence israeliane l’Iran starebbe preparando l’ultimo balzo verso la costruzione della prima bomba atomica. A riferirlo sono importanti fonti del Mossad che nei giorni scorsi ne avrebbero parlato con il Premier, Benjamin Netanyahu, con il Ministro degli Esteri e con il Ministro della Difesa.

Secondo queste fonti Teheran avrebbe approfittato del fatto che la NATO è stata impegnata in Libia e che il mondo è “distratto” da quello che sta avvenendo in Siria e in altri Paesi arabi, tanto che il forte richiamo della Agenzia Atomica internazionale (AIEA) lanciato due settimane fa dal suo Direttore Generale, Yukiya Amano, in merito al pericolo reale che l’Iran si starebbe dotando di armi nucleari, è passato praticamente sotto silenzio.

A destare maggiore preoccupazione è l’impianto di Qom, tenuto segreto fino a pochi mesi fa e al quale gli ispettori internazionali non hanno accesso. L’impianto avrebbe a disposizione un software nuovissimo e non intaccato dal virus Stuxnet oltre a nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio molto più veloci e tecnologicamente avanzate rispetto a quelle usate fino ad oggi. Ad aumentare la preoccupazione ci sono alcune informazioni riservate avute dai servizi segreti israeliani secondo le quali Teheran avrebbe comprato dalla Corea del Nord alcuni elementi di fondamentale importanza per le ultime e definitive azioni nella costruzione di un ordigno nucleare. Queste informazioni fanno pensare che l’Iran si appresti a compiere gli ultimi passaggi verso il punto di non ritorno, cioè l’assemblaggio di uno o più ordigni nucleari.

Ma, né queste informazioni né l’allarmante rapporto della AIEA, sembrano spaventare la rappresentante europea per la politica estera, la Baronessa Catherine Ashton, che proprio ieri ha fatto sapere all’Iran di “continuare ad aspettare una proposta concreta sul programma nucleare iraniano”, dopo che poche ore prima Teheran aveva ribadito all’inviato del gruppo dei 5 + 1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania) che non avrebbe fatto alcun passo indietro sul suo programma nucleare e dopo che, per molti anni, gli iraniani hanno continuato a tergiversare e a prendere tempo mentre continuavano a costruire il loro programma nucleare.

Obbiettivamente, solo la Ashton poteva dire di “continuare ad aspettare una proposta iraniana” dopo che per anni Teheran ha preso per i fondelli la comunità internazionale. Oggi l’Iran è veramente a un passo dalla costruzione di un ordigno nucleare e la rappresentante europea per la politica estera manda segnali di pace e tranquillità agli Ayatollah che, naturalmente, ringraziano.

Per troppo tempo il mondo libero ha distratto la sua attenzione da quello che senza dubbio è il pericolo più grande che la comunità internazionale sta correndo. Un Iran dotato di armi nucleari non sarebbe solo un pericolo per Israele, come la Ashton crede e spera, ma sarebbe un enorme pericolo per tutto il mondo libero. Questo deve essere chiaro, altrimenti si continuerà a sottovalutare il rischio che l’umanità sta correndo fino a quando non sarà troppo tardi per porvi rimedio.

Miriam Bolaffi