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Israele si può criticare ma non delegittimare. Una risposta a Ivano Marescotti de Il Fatto Quotidiano

Confesso che l’articolo di Ivano Marescotti pubblicato da Il Fatto Quotidiano mi era sfuggito o, più probabilmente, era finito nel calderone delle decine di articoli pressappochisti su Israele che vengono scritti volta per volta da chi vuole la ribalta mediatica. Generalmente non mi piace criticare articoli scritti da altri ma per questo voglio fare una eccezione.

Il perché è presto detto: è un articolo intelligente, pressappochista ma intelligente in quanto è decisamente subdolo e proprio per questo degno di nota. Di primo acchito non si può dire che sia un articolo antisemita ma lo è, con intelligenza, con furbizia, persino con cose ovvie e piuttosto farlocche, ma è decisamente antisemita e spiego subito perché.

L’articolo di Marescotti fa parte di quella famiglia di scritti che punta dritto a delegittimare Israele, a negare o a mettere in dubbio la sua democrazia insinuando nel lettore l’idea che in realtà si sia di fronte a uno Stato teocratico, nato senza averne il Diritto e portando via la terra ad altri (Marescotti dice testualmente: creare uno Stato in pochi mesi (con una direttiva ONU, dopo la guerra) in territorio altrui, assumendo la caratteristica di una classica occupazione coloniale, probabilmente è stato un errore fatale). Questa forse è la delegittimazione più importante e subdola. Secondo il Marescotti la nascita di Israele sarebbe stata quindi un “errore fatale”. Lasciamo perdere il contorto discorso sul fatto che un popolo millenario non abbia il Diritto di tornare alla sua terra di origine (l’esempio con i neri d’America è davvero il massimo del contorsionismo), il messaggio che si vuol mandare è devastante e decisamente antisemita.

Ma il massimo Marescotti lo raggiunge quando afferma: “molti Stati del Medio Oriente, Iran e Siria soprattutto, hanno caratteristiche profondamente antidemocratiche e mentalità medievali, sono pericolosi, razzisti e tirannici. E fin dalla sua nascita Israele, lì in mezzo, costituisce un magnifico pretesto per la loro odiosa politica oppressiva. Ma Israele non fa nulla per evitare le tensioni”. Insomma, Israele ormai c’è (anche se per un errore fatale) ed è in mezzo a paesi razzisti, tiranni e pericolosi che ne bramano l’annientamento, però non fa niente per evitare le tensioni con questi paesi. Per esempio potrebbe permettere ai suoi nemici di infiltrarsi in Israele e compiere attentati. La costruzione del muro di protezione, secondo questa contorta teoria, sarebbe quindi un atto antidemocratico in quanto ha impedito ai terroristi di farsi esplodere negli autobus israeliani e questo, naturalmente, alza la tensione. Il fatto che Israele sia preoccupato per il nucleare iraniano (viste le intenzioni di Teheran) innalza le tensioni. Insomma, Israele per non innalzare le tensioni nell’area dovrebbe permettere ai suoi nemici di fare ciò che vogliono.

Che dire poi di quando il Marescotti afferma con sicurezza che Israele tiene i suoi cittadini arabi “in subalternità politica, economica e sociale”, dimostrando non solo di non conoscere affatto la realtà israeliana ma di inventarsi si sana pianta affermazioni ridicole e mendaci al solo fine di squalificare e delegittimare lo Stato di Israele e con esso i suoi cittadini.

Vede sig. Marescotti, in Israele tutti possono criticare il Governo e lo fanno. Ci sono Ong pagate profumatamente con soldi pubblici che lavorano esclusivamente contro il Governo israeliano, di qualsiasi colore esso sia. Ci sono manifestazioni e persino scioperi. Il tutto nella massima libertà. I blogger che contestano il Governo non vengono arrestati a differenza di quello che avviene i Cisgiordania o a Gaza. Chi contesta il Governo non viene ammazzato come è avvenuto a un noto “attivista” italiano da anni residente a Gaza e strangolato perché si era permesso di contestare Hamas (lo ha fatto una sola volta e gli è stata fatale). Anche all’estero tutti possono contestare le decisioni israeliane, ma cercare di delegittimare lo Stato di Israele come fa lei, a partire dalla sua creazione che lei giudica un “errore fatale”, è il peggiore degli antisemitismi perché nascosto dietro a ragionamenti che potrebbero anche avere un senso se non fosse che sono pretestuosi e unicamente volti alla pura e semplice delegittimazione. Ecco perché io ritengo che il suo sia un discorso antisemita, perché punta a delegittimare un popolo, quello ebraico, facendo però credere (o cercando di farlo agli allocchi che non mancano mai) che le sue sono contestazioni nel merito. E no, questo si che è “ipocrita e vigliacco” e pure in malafede. Mi chiedo, ormai invano da tanto tempo, come mai illuminati personaggi come lei o altri (mi vengono in mente i Lerner, i Vauro ecc. ecc.) non spendono mai una sola parola per criticare Hamas o i regimi sanguinari che circondano Israele. Perché per una volta non si parla dei curdi massacrati dai turchi, dei siriani o dei ragazzi del Movimento Verde iraniano. Certo, i vari Assad, Erdogan o Ahmadinejad massacrano migliaia di persone ma non sono “aggressivi” e certamente non contribuiscono ad innalzare la tensione in Medio Oriente al contrario di quel “errore fatale” di Israele. Vede quanta ipocrisia c’è in lei e in tutte le persone come lei?

Nel mondo non esistono democrazie perfette e Israele non fa eccezione. Non esistono governi perfetti che indovinano ogni decisione e Israele non fa eccezione. Ma in Israele criticare il Governo e cercare di migliorare le cose è possibile a differenza di tutto il resto del Medio Oriente e di molte altre parti del mondo. A persone come Marescotti non interessa criticare Israele o il suo Governo, a loro interessa unicamente delegittimare e insinuare dubbi sulla legittimità di un popolo intero. Questo, cari amici, è antisemitismo senza se e senza ma. Sarà più intelligente, forse più forbito, ma è antisemitismo allo stato puro.

Franco Londei