Franco Londei
Opinioni del tutto personali

Migranti: Renzi e l’Italia si giocano la credibilità

Tra una birra e una salsiccia bavarese con crauti, i “grandi della terra” sono riuniti a discutere su come fare a risolvere le questioni internazionali più spinose, per altro figlie della assurda politica del più “grande” di loro, Barack Hussein Obama. E mentre loro parlano e discutono, sulla vicenda dei migranti l’Italia si ritrova a essere lo zimbello internazionale, sotto i tacchi di tutti, un immenso parcheggio posto al di la del Mediterraneo nel quale confluiscono tutti e da ogni dove, ora traghettati gentilmente dalle navi di mezza Europa (perché le nostre ormai non bastavano più).

Non starò a discutere se sia giusto o meno traghettare i migranti oppure se sia etico destinare più risorse a un migrante straniero piuttosto che a un cittadino italiano bisognoso, su questo mi sono già espresso beccandomi l’accusa di essere “razzista” quando alla fine è emerso che le mie cifre erano esatte e che quello dei migranti è un vero e proprio business anche in Italia e non solo per i trafficanti di esseri umani. Ma lasciamo stare, non voglio entrare nel pantano degli estremismi (da una parte e dall’altra) che caratterizzano tutte le discussioni sui migranti, no, voglio parlare delle figura meschina che sta facendo la diplomazia italiana in questo contesto.

Prima di tutto una vicenda come quella della marea di migranti non si può affrontare aspettando le decisioni altrui (ONU, Europa e NATO) perché vuol dire perdere mesi e mesi di tempo per arrivare probabilmente alla fine senza aver deciso nulla. Certo serve come alibi ai politici inetti, ma non risolve il problema, anzi, lo aggrava. In secondo luogo si da all’uomo della strada l’impressione (giusta o meno) che noi italiani si sia i più “coglioni”, quelli che non sanno mai fare nulla e che non sanno prendere una decisione autonoma. Lo so che non è così semplicistico e che ci sono regole di Diritto internazionale da seguire, ma l’impressione che si ha è proprio questa. E non meraviglia che proprio questa “passività italica” abbia risvegliato mai sopiti istinti fascistoidi prontamente cavalcati dal ducetto di turno. E’ una conseguenza logica e per nulla inaspettata.

Ora però una verità bisogna dirla, il sig. Renzi e la sua allegra compagnia non possono parlare di demagogia ogniqualvolta qualcuno gli fa notare che quella italiana non è una “gestione” della crisi ma è una “sottomissione”, oppure tacciare di razzismo coloro che evidenziano come per quanto giusto sia non far morire questi poveracci in mezzo al mare l’Italia non è in grado da sola di sopportare l’urto sociale di questa marea di clandestini. Perché l’urto sociale adesso non si vede ma si vedrà in un prossimo futuro. E francamente se fosse confermata la notizia che in Libia l’ISIS permette di partire solo ai musulmani l’urto sociale sarà ancora più devastante. Insomma, il populismo è certamente sbagliato ma anche il buonismo a tutti i costi non è la soluzione.

E allora cosa fare? Prima di tutto uscire da quell’imbuto che è il sistema internazionale. Aspettare che ONU o Unione Europea si muovano significa solo perdere tempo, tanto tempo, e poi probabilmente non ottenere nulla. Occorre considerare la questione come una vera e propria crisi che mette a rischio la sicurezza del Paese e quindi agire di conseguenza. E siccome la sicurezza nazionale è attinente ai singoli Paesi e non alla comunità internazionale e ai suoi organismi, andare ad affondare i barconi in Libia non è una violazione del Diritto Internazionale ma una azione legale volta a tutelare la sicurezza nazionale. In secondo luogo smettere di dare fiumi di denaro a chi vive esclusivamente di crisi e rispolverare la vecchia e cara cooperazione allo sviluppo. Ne ho già parlato in altre occasioni, il primo errore che è stato fatto dai Governi che hanno preceduto quello di Renzi è stato tagliare quasi totalmente i fondi alla Cooperazione per dirottarli alle crisi che volta per volta si sono venute a creare. E’ stato un errore (non solo italiano) che oggi paghiamo con questa invasione di migranti per la maggior parte in fuga dalla povertà (non raccontiamoci la balla dei richiedenti asilo, nella maggior parte sono migranti).

Su questo problema il Governo Renzi si gioca la sa credibilità internazionale e continuare a essere presi per il naso dall’Europa o aspettare una risoluzione ONU che ci consenta di intervenire in Libia e affondare i barconi non è certo la soluzione. Oltretutto è ormai evidente che anche a livello di politica interna la cosa comincia a pesare e parecchio. Ormai anche i buonisti più estremi si sono resi conto che l’Italia non può reggere l’urto di questa marea umana senza mettere in conto sconvolgimenti sociali.

6 comments

  1. La corretta descrizione di quanto sta avvenendo è strettamente collegata al corretto comportamento etico, che ci riguarda anche come singole persone.
    Cosa dunque sta davvero avvenendo con questo flusso di migranti?
    Il governo dice:
    si tratta di gente che fugge dalla guerra e dalla fame.
    Risposta:
    non è corretto dire che sta «fuggendo». Nel caso di guerra il termine «fuga» potrebbe riguardare solo il primo tratto di percorso, non l’ arrivo nel Mediterraneo.
    La descrizione veritiera è che si tratta di gente che in entrambi i casi persegue il progetto di trasferirsi in Europa e per questo paga migliaia di dollari raccolti in un tempo lungo e probabilmente con il concorso di gente che è rimasta sul posto di partenza.
    Il governo dice:
    si tratta di adempiere all’obbligo giuridico di soccorrere in mare delle persone in difficoltà.
    Risposta:
    non é vero. L’obbligo giuridico riguarda solo il soccorso di chi si trova in difficoltà per un incidente, dovuto ad una tempesta o ad un’avaria.
    Per di più, anche se l’obbligo contemplasse anche questo caso, il soccorso dovuto può essere solo temporaneo e non comporta la necessità inderogabile di una accoglienza definitiva nel nostro territorio.
    Siamo in grado noi di adempiere anche nel modo più estensivo gli obblighi previsti, mantenendo il diritto a non accogliere in via definitiva questa gente?
    Sembra di no, perché non abbiamo le necessarie relazioni con i paesi africani per questo scopo e nemmeno i mezzi per trasferire in tutta sicurezza migliaia di persone in quel continente.
    Persone che comunque si opporrebbero con la forza e con ogni probabilità avremmo dei morti da entrambe le parti.
    Per di più il governo non ha mai pensato già dall’inizio che questa gente dovesse essere soccorsa e rispedita indietro. Al massimo ha pensato di scaricarla sui paesi europei in violazione del trattato di Dublino.
    L’ultima favola inventata di recente da aggiungere a quella della «fuga» di cui sopra è che attualmente staremmo togliendo della povera gente dalle mani dei «mercanti morte».
    Anche questo non è vero.
    In quelle mani si sono messi -seguendo un loro progetto- proprio le persone da salvare e a quelle mani noi invece stiamo fornendo ulteriori possibilità di accaparrare risorse.
    La risposta politico-etico-giuridica del governo non è inserita in un quadro di compatibilità, che presuppongono la possibilità di governare nemmeno al minimo la situazione.
    Per di più l’Europa in risposta ha deciso che al massimo può aiutarci a portare in Italia un maggior numero di migranti, aggravando la nostra posizione.
    Oltre il danno la beffa.
    A questo punto, cosa rimane del nostro obbligo morale di soccorrere ulteriori persone che si stanno muovendo per terra e lanciando in mare con mezzi inadeguati ad una navigazione sicura per venire da noi a godere di migliori condizioni di vita a nostre spese?
    Per rispondere bisognerebbe come minimo valutare queste spese.
    Tra queste – oltre quelle monetarie- vanno messe nel medio periodo la creazione di slums nelle nostre città, la ulteriore perdita dei caratteri della nostra vita urbana, l’aumento di comportamenti devianti e di conflittualità a tutti i livelli, che può perfino sfociare in un radicalismo politico-religioso di tipo islamista, con un degrado irreversibile.
    Davvero siamo ancora obbligati al soccorso senza un programma che preveda un limite?
    Ciascuno scelga, proprio interrogandosi moralmente e non delegando per “paura” questa risposta ad altri.

    1. Mi permetto di aggiungere alla sua analisi, in ogni caso perfetta(anzi complimenti!) che i Signori profughi in oggetto… Sono per il 90 per cento di Religione Islamica. Considerando che Islam non e’ propriamente una Religione di Pace e che tutti i Paesi in cui si e’ insidiata…Sono stati distrutti completamente in tutti i sensi, in modo irreversibile e per tutta l’Eternita’ …Considerando che, probabilmente i profughi in oggetto ce li mandano di proposito…Purtroppo non riesco a capire il perché o se dietro questa specie di invasione(forse il termine e’ un po’ eccessivo) ci sia una strategia magari di carattere militare…Messa in atto magari dall’Islam stesso chissa’ per quale motivo poi… Insomma per farla breve…Ci sarebbe da preoccuparsi un pochino…Invece noi cosa facciamo? Li mandiamo in Albergo…Ma quanto siamo stronzi!!? – Ai posteri ,se ci saranno, la facile sentenza.- Saluti

  2. Riflessione morale numero due.
    Lo statista nell’ esercizio delle sue funzioni deve necessariamente prendere in alcuni casi delle decisioni che potrebbero confliggere con le sue convinzioni morali, maturate nella sua esperienza da cittadino qualunque senza compiti di gestione politica.
    Questo significa che la morale del politico non può attingere solo alle sue particolari inclinazioni, in quanto deve considerare innanzitutto il bene comune della collettività di appartenenza.
    In caso contrario non deve fare il politico, o si deve dimettere.
    Va peraltro considerato che l’assunzione di rischi derivanti da decisioni politiche si riversa anche su chi non ha potuto decidere.
    E non credo che sia morale far valere la propria morale a spese altrui.
    Diversa è la posizione di chi per affermare la propria scelta morale paga di persona, senza far pagare ad altri.
    Naturalmente, anche nel perseguire il bene comune si può sbagliare nella ponderazione dei pro e i contro.
    Ma questo attiene a scelte da intendere come «razionali» e non a scelte dogmatiche , per quanto legittimissime in termini personali.

    Riflessione politica.
    Quale è la strategia politica di Renzi per l’Italia?
    Voglio ricordare che il primo atto di politica estera del premier è stato un viaggio in Tunisia e che più volte lo stesso premier ha affermato che l’Italia deve fare da ponte tra l’ Europa e l’Africa.
    Naturalmente a suo dire nell’interesse dell’Italia e di una visione aperta al futuro in un quadro di interdipendenza politica economica e di dialogo culturale.
    Messa così non sembra che la politica di accoglienza che lui e Letta hanno promosso gli abbia fatto vivere particolari conflitti ideologici e programmatici.
    Chi ascolta i suoi discorsi pensa magari che si tratti di retorica progressista senza effetti collaterali sconvenienti, ma con tanti vantaggi derivanti dall’ apertura con le culture altre in uno spirito di cooperazione e di ospitalità.
    Siamo sicuri che questa ideologia progressista – piuttosto che gli scrupoli morali – non sia uno dei fattori delle attuali scelte del Presidente del consiglio?
    Peccato che Renzi non abbia concordato per tempo con i partners europei queste scelte, che coinvolgono anche gli altri paesi nell’accoglienza, se non di diritto, di fatto.
    Almeno nelle intenzioni del premier.
    I partnes invece gli hanno ricordato che non gli avevano affatto dato questa delega.
    E in più che se lui vuole fare lo «spaccone» con mare nostrum e allineare le politiche dei loro paesi alle sue «spacconate» – perchè tali sicuramente le considerano- questi sono affari suoi, cioé dell’ Italia.
    Questa è una analisi – giusta o sbagliata- che vuole essere politica e che con la morale non
    c’ entra niente.
    Peccato che in Italia non si facciano mai dibattiti politici, ma solo morali.
    Oppure incentrati sul gossip.
    Tale evidentemente deve essere la cultura popolare più conveniente per chi governa e che si traduce anche nella nascita di nuovi partiti di successo- come il 5Stelle- che presentano caratteri ” morali” predominanti
    Forse perchè siamo un paese cattolico.
    Negli altri paesi sembra che le cose stiano diversamente.

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