Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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2 Comments

  • Sembra proprio che la realtà stia sfuggendo sempre più dalle mani di Obama, il quale si era forse convinto che il Nobel per la Pace fosse il segno di un apprezzamento universale, con cui alimentare una politica di “dialogo”.
    E invece no.
    Gli altri vanno avanti sulla base di forti interessi tattico-strategici, mentre il Presidente USA recita sempre più la tipica parte di una carica morale.
    Una specie di Pontefice laico che si affaccia settimanalmente da un balcone per esortare e ammonire in nome di valori, che non é però tenuto né può far rispettare a trecentosessanta gradi.
    Tra l’altro,di fronte ad un simile Pontefice certamente anche un Paese come Israele farebbe bene ad usare tutti i riguardi formali, che si devono ad una carica onorifica, ma senza cedere in nulla sul fronte degli interessi.
    Non credo per niente che Obama debba rischiare dei conflitti globali – non sia mai !- ma forse gli conviene smetterla con l’ecumenismo di Oslo e puntellare le posizioni difensive reali degli interessi americani, che in questo momento facciamo tutti fatica a definire sulla base della sua politica.
    In sostanza gli altri rispettano solo coloro che dimostrano di avere una chiara nozione dei propri interessi, con relative alleanze, anche sulla base di criteri di reciprocità.
    Tale rispetto si sostanzia in forme di autolimitazione, indispensabili alla coesistenza, tra soggetti che si temono e di cui si riconoscono reciprocamente gli interessi non negoziabili.
    Questa preoccupazione costante di tutti gli statisti, mi fa venire in mente la preoccupazione che aveva Kennedy al momento della crisi dei missili: di non fare delle mosse irrevocabili che superassero dei punti di non ritorno.
    Senza per ciò stesso perdere di credibilità dissuasiva.
    In questo, nella capacità dissuasiva, Obama sembra in difficoltà, forse perché sembra più impegnato a difendere dei principi puri , piuttosto che degli interessi, regolati magari anche da criteri valoriali
    Ora , la capacità dissuasiva non deriva necessariamente da interventi militari o simili, ma dal timore e nel rispetto razionalmente elaborato che si ispira negli altri con una varietà coerente di comportamenti e atteggiamenti.
    Vale un po’ il motto caporalesco in merito al modo migliore per imporre la disciplina:
    fatti la fama e vivi da puttana.

    • a parte l’ottima analisi (come sempre, del resto) quella del pontefice laico è fantastica, rende perfettamente l’idea

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