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Qualcosa di importante sta avvenendo in Medio Oriente

In Medio Oriente sta avvenendo qualcosa che potrebbe rompere le uova nel paniere di quella grande massa di odiatori che da decenni vivono grazie al conflitto israelo-palestinese e che lavorano costantemente contro la pace ben consci che se proprio la pace dovesse scoppiare rimarrebbero senza lavoro. Gli Stati Arabi e gli israeliani si stanno mettendo d’accordo per una pace negoziata senza che né i palestinesi né tanto meno le cosiddette “potenze occidentali” ci possano mettere becco.

Le mutate condizioni in Medio Oriente e la consapevolezza acquisita dagli Stati Arabi che non è Israele il nemico ma è l’Iran stanno sconvolgendo i piani degli odiatori e di tutti coloro che lavorano contro la pace. Già da diverso tempo gli Arabi si erano stancati di sovvenzionare i palestinesi e sempre più insistentemente facevano inutilmente pressione su Abu Mazen affinché trattasse con Israele. Gli Stati Arabi non si possono più permettere il “lusso palestinese” con l’Iran che ha dato il via a una politica espansionista senza precedenti. Israele è l’unico baluardo serio tra i loro interessi regionali e l’Iran che ha messo le mani sull’Iraq, sulla Siria e sul Libano. Così negli ultimi mesi si è assistito a un progressivo “incrocio di interessi” tra gli Stati Arabi e Israele, una convergenza strategica che solo la questione palestinese si ostina a rovinare. La Palestina per gli arabi è diventata un peso insostenibile e quindi la questione andava risolta. Falliti tutti i tentativi attraverso gli organismi internazionali, che per altro proprio gli arabi controllano, falliti anche quelli negoziati da Obama e dagli altri “amici” l’unica alternativa era mettersi d’accordo con Gerusalemme cedendo su quelle che gli israeliani considerano linee rosse. Ed è quello che sembra stia accadendo.

Per capirlo dobbiamo ripercorrere gli avvenimenti degli ultimi tempi. Prima Al-Sisi pronuncia un discorso di apertura verso le ragioni di Israele giudicato “storico”, poi lo stesso Al-Sisi dice che l’Arabia Saudita è disposta a venire incontro alle richieste israeliane, infine esce la notizia che Egitto, Arabia Saudita e Giordania starebbero pensando di fare la scarpe ad Abu Mazen. In mezzo c’è la conferma che arabi e israeliani stanno trattando segretamente in Egitto. Ma la ciliegina sulla torta è l’apertura di Netanyahu al piano saudita pronunciata non a caso durante il giuramento del “falco” Lieberman, che poi tanto falco non sembra essere. Mettete insieme tutte queste cose e avrete un quadro più o meno preciso su quello che si sta preparando in Medio Oriente.

Un vero sconvolgimento che sta mettendo in difficoltà gli odiatori più acerrimi di Israele che da profondi “amatori” degli arabi stanno passando in massa nelle fila dei sostenitori degli Ayatollah iraniani. Cosa più che normale visto che la pace non è nel loro DNA e i palestinesi vanno bene solo fino a quando possono essere usati come carne da macello contro Israele, ma se diventassero inutili gli unici rimasti per le loro speranze sono gli iraniani che minacciano un giorno si e l’altro pure di voler distruggere Israele.

Ora, purtroppo la storia ci ha insegnato che in Medio Oriente nulla è mai come appare, come ci ha insegnato a non fidarci degli arabi, quindi prendiamo tutto questo con il beneficio del dubbio. Tuttavia questa volta le cose sono differenti proprio perché la situazione è differente. E’ una questione di interessi strategici e gli arabi adesso hanno tutto l’interesse strategico di avere un amico come Israele (o quanto meno di non averlo come nemico) quindi credo che siamo alla vigilia di cambiamenti storici. Vedremo come andrà a finire anche perché sembra che la cosa non piaccia per niente a Obama e ai francesi, oltre che naturalmente ad Abu Mazen. Ma questa volta gli arabi che contano sono dalla parte opposta della barricata e non so sinceramente quanto potranno fare Obama e i francesi per impedire questo vero e proprio sconvolgimento.