E’ stato rilasciato ieri l’estratto del rapporto “Gaza 2010” dedicato al pubblico, un riassunto del più corposo e dettagliato rapporto destinato alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e a diversi Paesi donatori. Quello che ne emerge è un quadro decisamente diverso della realtà che molti media sono consueti descrivere quando parlano della Striscia di Gaza.

Innanzi tutto quello che appare evidente è la connessione tra Hamas e diverse ONG deputate alla distribuzione degli aiuti umanitari, aiuti che non vengono affatto distribuiti alla popolazione come dovrebbero, ma finiscono per la quasi totalità nelle mani di Hamas che li commercializza facendoli pagare anche a caro prezzo. Gli aiuti umanitari entrano a Gaza (5.300 camion nel 2009 contro i 606 del 2008 con un incremento del 900%) ma non finiscono al popolo. Questo è molto grave.

La seconda cosa evidente è che Hamas non ha alcuna intenzione di veder cambiare lo stato delle cose. Ostacola qualsiasi progetto di sviluppo a lungo tempo che potrebbe cambiare in meglio la situazione della popolazione della Striscia di Gaza per fare in modo che rimanga un perenne “stato di emergenza”, uno stato di cose che chiaramente fa comodo al movimento terrorista, soprattutto perché da di Gaza una immagine di un territorio povero e afflitto da incredibili difficoltà dove manca di tutto. Ma se da un lato questo può essere vero la responsabilità di questo ricade completamente sulla testa di Hamas e di alcune ONG compiacenti con il gruppo terrorista. Nazioni Unite, Unione Europea, Paesi donatori finanziano diversi progetti di sviluppo ai quali nemmeno Israele si oppone, eppure questi importanti progetti non vengono implementati per la ferma opposizione di Hamas.

Da questo ne deriva una situazione economica che noi abbiamo definito “sdoppiata” cioè a Gaza esiste una “doppia economia”. La prima è “l’economia di Hamas”, un sistema ricco che si avvale sia del contrabbando che degli aiuti umanitari che non vengono distribuiti alla popolazione ma che della quale ne beneficia solo una ristretta fetta di persone riconducibili alla nomenclatura di Hamas e a loro affigliati. La seconda è “l’economia di Gaza”, ben diversa da quella di Hamas, una economia fatta di povertà e privazioni dove l’unica fonte di supporto alle famiglie arriva da piccoli lavori o, per le più fortunate che non abitano a Gaza City e negli altri agglomerati, da una rudimentale agricoltura di sussistenza, il tutto perché non viene permesso da Hamas alle ONG deputate di implementare progetti di sviluppo nel lungo periodo e, soprattutto, perché gli aiuti umanitari destinati a questa fascia di popolazione non vengono distribuiti.

Il rapporto non si spinge in spericolate analisi politiche ma cerca di focalizzare l’attenzione sulla situazione umanitaria della Striscia di Gaza e sul totale controllo che ha sulla stessa il gruppo terrorista che tiene in ostaggio il territorio palestinese. Purtroppo il rapporto focalizza l’attenzione anche sul un problema che a nostro avviso va risolto nel più breve tempo possibile: il totale asservimento di alcune ONG nei confronti di Hamas, una situazione che finisce per danneggiare proprio il popolo palestinese che queste ONG dicono di voler aiutare. Infine il rapporto affronta un tema dimenticato troppo in fretta: il matrimonio collettivo del 30 luglio 2009 al quale hanno partecipato bambine in tenera età. Hamas non ha fornito alcuna delle molte spiegazioni che gli erano state richieste dalla comunità internazionale e dalla società civile e non ha mai dimostrato che le cosiddette “vedove di guerra” non fossero invece “orfane di guerra”.

[dm]10[/dm]

[dm]11[/dm]

20 Comments

  1. Antonio Di Salvo

    Grazie ragazzi, un lavoro eccellente e coraggioso che finalmente fa luce sul mondo oscuro delle pseudo ong che operano a Gaza. Complimenti

  2. WOW c’è di che rimanere di sasso. Ma come mai le “grandi” organizzazioni queste cose non le raccontano? Non le sanno o fanno finta di non vedere? Comunque complimenti, un gran bel lavoro

  3. Alessandro

    Bel lavoro. @ Marta, le “grandi organizzazioni” prendono milioni di dollari dai paesi arabi e, nel migliore dei casi, usano terroristi talebani come uomini simbolo. Come vuoi che facciano a riferire una cosa del genere?

  4. Giuseppina Salvatori

    Concordo con Alessandro. Gli interessi dietro a questa faccenda sono talmente alti che non frega niente a nessuno di dimostrare come stanno veramente le cose. Anzi ci guadagnano a lasciare tutto così. Brave le mie pantere, siete grandi

  5. Bel rapporto. Molto dettagliato e preciso. Finalmente smascherato il vero obbiettivo di certe organizzazioni finto-pacifiste

  6. Questa è pura e semplice propaganda sionista. A voi quanto vi pagano i sionisti?

    • Miriam Bolaffi

      ah ah ah ti pareva….. me lo aspettavo che prima o poi arrivasse qualcuno con questo ritornello omai putrefatto. Come attacchi Hamas e i suoi amichetti fai “propaganda sionista”. Prova a confutare quanto affermato dal rapporto invece di sparare cavolate. Noi, a differenza di altri “illustri” (sob) colleghi non pendiamo soldi da nessuno, meno che meno da regimi arabi noti solo per le violazioni dei diritti umani e non usiamo terroristi per propagandare le nostre campagne. In compenso cerchiamo con le nostre pochissime possibilità di riportare i fatti così come stanno, esattamente come abbiamo fatto in questa occasione. Magari, voi filo-palestinesi (ri-sob) fareste meglio a interessarvi del bene dei palestinesi piuttosto che di quello di Hamas

      • adriano

        Brava Miriam, seemplicemente ” pane al pane e vino al vino”!

  7. rinascita radicale

    lascia stare Miriam, questi sono personaggi cui hanno fatto il lavaggio del cervello. Ottimo rapporto, molto argomentato. Bravissimi

  8. simonetta

    sono d’accordo con rinascita, questi sono solo disturbatori che hanno il cervello spiattellato da una politica antisemita assurda. A loro non frega niente del destino del popolo palestinese, a questi frega solo che Israele venga distrutta. Per questo quando vai ad attaccare Hamas non lo possono sopportare. Interessante piuttosto il punto toccato dal rapporto sul matrimonio collettivo dello scorso anno con delle bambine veramente piccole. Sulla vicenda è sceso un silenzio mediatico molto sospetto.

  9. Maurizio T

    lo stesso discorso che fate voi per burt vale per voi stessi. Anche voi avete il cervello appiattito su posizioni anti-palestinesi e non accettate nessuna critica a riguardo. Chi critica viene subito etichettato come antisemita, razzista ecc. ecc. Secondo me Hamas è l’unica via d’uscita per i palestinesi, e allora? Cosa sono, antisemita? Controllano con rigore la Striscia di Gaza e fanno benissimo.
    W HAMAS

    • Sharon Levi

      andiamo bene. Se Hamas è l’unica via d’uscita per i palestinesi farebbero bene a gettarsi tutti nel Mediterraneo. Guarda che pure i palestinesi sono stufi di Hamas, non ne possono più di quegli trogloditi barbuti. E poi chi sostiene Hamas sostiene la distruzione di Israele quindi non è affatto scorretto definirlo un antisemita

      • adriano

        è triste leggere da un italiano che l’unica via d’uscita per il popolo palestinese sia un gruppo terrorista e addirittura leggere “w hanmas”è come scivere ” W le SS” purtroppo i filo islamisti che aiutano a far si che che la civiltà Europea sia cancellata in nome di allah non si accorgono che stanno scavando, anche loro, una fossa comune dove i seguaci di allah vorrebbero seppellerci quanto prima, loro compresi!

  10. Francesca

    Non curatevi di elementi tipo il sig. Maurizio T, avete fatto un gran bel lavoro. Complimenti

  11. adriano

    un rapporto molto interessante,che dice cose molto diverse dalla stampa assogettata al … pensiero corrente filo palestinese…… altro che ” povero popolo palestinese angariato dalla belva sionista”

  12. Che Hamas ci guadagni da questa situazione, mi sembra evidente, non da questo rapporto… ma dall’uso del cervello.
    E chi crea il potere di Hamas?
    Le ONG?
    I fondi degli stati canaglia?
    I pacifisti?
    No, la situazione di assedio della striscia e dei palestinesi.
    I Palestinesi vivono in uno stato pietoso, senza niente, sotto le bombe, estranei in casa loro… e quindi si attaccano al potere di turno che “combatte” per loro.
    C’è poco da fare, se ci fosse una condizione migliore, Hamas non esisterebbe e non avrebbe questo potere!
    Il problema è che Israele (i capi ovviamente, non la gente che subisce le decisioni) questo lo sa (non sono mica scemi), ma gli fa gioco avere un nemico da combattere, avere un perenne stato di guerra, altrimenti i falchi non volerebbero!

    L’unica soluzione è creare un stato palestinese vero, distinto da quello Israeliano e dove Israele non può permettersi di chiudere varchi, bombardare, razionare il cibo e via dicendo, ma uno stato sovrano con tutela dell’ONU, poi dopo qualche anno di “normalità” vedrete che i palestinesi sfanculeranno Hamas a calci nel sedere!

    Giusto per curiosità… ma l’originale del rapporto come lo avete avuto e dove si trova?

  13. Sharon Levi

    @ Tetsuo, la tua è una visione decismente distorta. Che la presenza di Hamas faccia il gioco di Israele è una cavolata colossale. Hamas ha tolto il potere ad Al Fatah con una azione militare anche se seguita a elezioni. Da allora è corretto affermare che la Striscia di Gaza sia “occupata da Hamas” e non che sia “assediata da Israele”. La Cisgiordania sta vivendo un magnifico momento di sviluppo, come te lo spieghi? Sono invece d’accordo su uno stato palestinese separato da quello israeliano, ma che lo facciano questo stato e alla svelta.

  14. Ho visitato Gaza prima e dopo la carneficina sionista e voglio rilevare che avete dimenticato di scrivere chi ha redatto questa specie di “rapporto”, ma sono certo che una ONG ne proverebbe vergogna.
    Il buon senso basterebbe a smascherarte la “bufala”: se arrivano tante merci, pechè i gazawi dovrebbero scavare quei tunnel, che Israele ed Egitto fanno spesso esplodere?
    Perchè i pescatori e gli agricoltori si fanno sparare dai soldati sionisti pur di pescare nel proprio mare e di coltivare le proprie terre?
    Non vi risulta che in Egitto, su pressione degli sciagurati che governano Israele, nello stadio di Al Arish siano state bruciate migliaia di tonnellate di aiuti umanitari, mai entrati a Gaza?
    Perchè se Israele vuole nutrire i gazawi assediati, ha bombardato e distrutto i magazzini alimentari dell’ONU? Perchè Israele non lascia entrare i soccorsi per ricostrure le imprese, le case e le strutture distrutte dai suoi aerei e dai suoi missili? Perchè non lascia curare i tumori e le malattie vascolari, cardiache e renali causati dalle nuove orrende armi usate contro la popolazione e vietate dalle convenzioni internazionali? Perchè Israele non comincia con il rispettare la vita dei palestinesi, di Gaza come della Cisgiordania (ho visto anche quella, e forse siete voi a non averla vista).
    Ora parto per tornare da quelle persone che amo e che meritano il rispetto di ogni essere umano, essendo sopravvissute alla Nakba ed ai massacri e ingiustizie dei 62 anni successivi; se lo vorrete, al ritorno, sarò a vostra disposizione per un incontro/confronto, c/o la redazione di uno dei giornali che continuano a seguire e proteggere la politica sionista.
    Fernando Rossi
    http://www.perilbenecomune.net

  15. Franco Londei

    beh, sig Rossi, non è che da lei ci aspettassimo qualcosa di diverso. E’ evidente che lei il rapporto non l’ha nemmeno letto se ha affermato che “ci siamo dimenticati di dire chi l’ha scritto”. La situazione che lei ha descritto è il frutto della occupazione di Hamas, un gruppo terrorista che ha come principale obiettivo (per sua stessa ammissione) la distruzione di Israele, cosa che magari ha lei farà pure piacere, ma non a noi. Lei parla di aiuti umanitari. La invito a leggere gli altri articoli che parlano di quanti aiuti entrino nella Striscia di Gaza e di come non finiscano mai nelle mani della gente. la invito a leggere delle tasse che Hamas sta applicando e delle case che distrugge. La invito a leggere delle uccisioni sommarie e delle incarcerazioni di chi dissente. Lei sarà anche stato a Gaza (così come è stato in Iran a sostenere il macellaio di Teheran) ma è evidente che ha occhi per vedere solo quello che le fa comodo in totale sfregio dei Diritti dei palestinesi che così tanto lei si affanna a difendere. In realtà lei difende Hamas che con i Diritti dei palestinesi non c’entra proprio niente. Infine, io fossi in lei mi preoccuperei di quelle ONG che invece che distribuire gli aiuti cedono tutto ad Hamas. Non è un caso che le migliori Ong non operino a Gaza. O sono anche loro sioniste?