Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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8 Comments

  • Il Vaticano potrebbe rispondere che lo Stato Islamico adotta politiche statuali di pulizia etnica e di amministrazione della giustizia troppo cruente per essere riconosciute idonee ad un eventuale riconoscimento e che pertanto preferisce aspettare i pronunciamenti internazionali di merito.
    Diversa sarebbe invece la situazione dello Stato Palestinese, che i riconoscimenti internazionali ha cominciato già ad averli.
    Per quanto concerne le forme di pulizia etnica e di amministrazione cruenta della giustizia, nonché i criteri «asimmetrici» nella distribuzione delle risorse internazionali attuate dalle autorità palestinesi, il Vaticano potrebbe obiettare che queste caratteristiche sarebbero ascrivibili a codici culturali riferibili alla distinzione familistiche e tribali tipiche della cultura palestinese.
    Pertanto sarebbero legittime perchè autoreferenziali in termini culturali.
    Una cultura genuina e popolare va ormai considerata ingiudicabile da terzi.
    Per quanto riguarda la pulizia etnica, questa concernerebbe soprattutto i cristiani – vedi Betlemme dove i cristiani sono passati da maggioranza a minoranza.
    Ma questa pulizia sarebbe graduale, frutto di ingiunzioni individuali, e spingerebbe più che altro ad una migrazione volontaria.
    Non va trascurato neppure che il Vaticano potrebbe ispirarsi in parte anche alle valutazioni espresse da alcuni vescovi arabi cristiani nel corso del sinodo sul medio oriente del 2010.
    In quella sede alcuni di costoro hanno giustificato il comportamento persecutorio dei musulmani verso i cristiani come frutto del «vulnus» che i musulmani e gli arabi in generale subiscono per l’esistenza dello Stato di Israele sulla «loro» terra.
    Naturalmente non mi aspetto dal Vaticano simili argomentazioni, che tuttavia sono nei verbali del Sinodo- anche se non nelle conclusioni- per quanto concerne l’ultimo punto trattato.
    Per gli altri punti devo per forza appellarmi alla necessità di comprendere in una qualche maniera il senso della comunicazione vaticana.
    Come è intuibile , senza comprensione non si può realizzare vera ed efficace comunicazione.
    E d’ altro canto il Pontefice ha già dimostrato di accettare nel suo ultimo pellegrinaggio in «Terra Santa» il concetto di pace in termini di relativismo culturale.
    Lo ha fatto quando ha assistito senza battere ciglio alla recita di poesie e testi cantati in favore della pace da parte di squadre di bambini palestinesi educati in scuole i cui programmi predicano l’odio verso Israele e la sua distruzione.
    Come si sa il linguaggio é solo un medium per consentire svariate e legittime «costruzioni”
    del mondo in funzione di una comunicazione dotata di «senso» per l’interno di una comunità.
    Il senso attribuibile dall’ esterno ovviamente conta di meno e in questo caso per niente.

  • A corollario di quanto rilevato nel mio precedente intervento, mi imbatto per caso in un’intervista odierna rilasciata dal Patriarca Latino di Gerusalemme (un episcopo cattolico) presente a Firenze al «festival delle religioni» ( festival?), tale Fouad Twal, che ovviamente è arabo.
    Questo signore invita naturalmente alla pace.
    Peccato però che nella sua intervista ignori del tutto l’esistenza degli ebrei, escludendoli di fatto sia dalla Storia di Gerusalemme che conseguentemente dalla sua idea di storia della salvezza.
    Infatti costui, che è rappresentante ufficiale in loco della Chiesa Cattolica, afferma tra l’altro che la prima titolarità di Gerusalemme è cristiana.
    I primi presenti in ordine di tempo sarebbero a suo dire i cristiani: gli altri sono venuti dopo.
    Per sapere questo – dice lui- basta tornare agli Atti degli apostoli.
    A me sembra invece che , se proprio seguiamo il suo consiglio e torniamo agli Atti degli apostoli, non possiamo non accorgerci che i primi cristiani sono ebrei di religione ebraica, nonchè di una società ebraica -e non palestinese nella odierna accezione della parola- e che le Sacre scritture sono ebraiche.
    Ma questo signore non si fa scrupolo di fare a meno degli ebrei e di «scippare» proprio le Sacre scritture agli ebrei facendole diventare cristiane ex abrupto fin dall’origine: quasi che voglia effettuare una grottesca appropriazione storica indebita sotto la forma di una postuma ermeneutica ricerca dell’ «archè», cioè dell’origine al di fuori del tempo.
    Con il che anche la visione storica lineare del Cristianesimo -incentrata sull’ingresso del Cristo nella Storia , va pure a farsi benedire.
    Meglio ridere per non piangere, ma ho sempre più la netta sensazione che se alcuni esponenti del clero – spero solo alcuni- sentono la necessità impellente di annullare o continuare ad annullare perfino l’esistenza storica degli ebrei per esigenze ermeneutiche, questo non può che esser coerente con la soluzione finale.
    Bravi questi preti però.
    Ciò detto da un non ebreo e nato cattolico.
    Per fortuna non sono stato l’ unico a notare occasionalmente queste primizie, che hanno evidentemente dei precedenti.
    Pochi minuti fa, durante una mia ricerca nel web su questo monsignore ho letto una lettera aperta di Silvana De Mari – nota scrittrice per l’infanzia-di un paio di anni fa a lui indirizzata, pubblicata a suo tempo nel sito di Magdi Allam.
    Io non so se Israele esista per volontà di Dio, come dice la signora De Mari, ma mi sembra opportuno riportare le sue stesse parole quando chiede al prelato se ha il coraggio di dire la verità:
    «la verità avete il coraggio di dirla? se non l’avete levatevi dalla via di Cristo perchè non siete degni di lui.»
    E ancora: « Lei è un sepolcro imbiancato e Le porto la voce, perché io posso udirla, della Collera di Dio.»

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      • Grazie dell’informazione, che non conoscevo.
        Tra l’altro confesso che ho tentato in modo empirico, senza alcuna istruzione preventiva, di inserire un link, in quanto è la prima volta che mi capita di farlo.
        Va precisato che ho digitato male il sussidiario.net, che invece risulta “sussidirio”, che non esiste.

        • In realtà sembra avere un problema anche il sistema dei commenti. Continua a mettere tutto in moderazione quando non dovrebbe

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