Gaza come non l’avete mai vista

Quando si parla di Gaza uno si immagina un posto angusto, si immagina distruzione, povertà, fame e sete, luoghi bui dove le persone sono costrette a usare lampade a petrolio per potersi guardare in faccia dopo il calar del sole. I racconti dei prodi ed eroici “inviati speciali” e di alcune Ong ci raccontano questo scenario ogni giorno. Peccato che non sia proprio così.

Dei mercati e dei negozi ricchi di ogni ben di Dio lo sapevamo già, quello che invece non sapevamo era tutto il resto. Per inciso, le immagini le ha diffuse un forum palestinese, quindi nessuna propaganda sionista. Anche le foto delle mega-ville dei boss di Hamas (come quella qui a lato) vengono da fonti palestinesi o da altri forum palestinesi. Come si può vedere la situazione non è proprio come ce la descrivono i prodi “inviati speciali”. E se siete “operatori umanitari” in viaggio nella Striscia di Gaza per scoprire la terribile situazione dell’area non esitate ad andare al Roots Club in Cairo Street, a Remail, dove troverete un locale di lusso, cucina tipica araba e tanto, tanto altro (imperdibile il video della pubblicità del locale e ricordate che siamo a Gaza). Il locale, a quello che dicono, è sempre pieno di “operatori umanitari”, funzionari dell’Onu e non mancano nemmeno le donnine per un buon “dopo cena”. Ma in fondo, l’accoglienza araba è rinomata in tutto il mondo, per cui non c’è da meravigliarsi. E poi, non si vorranno mica lasciare gli intrepidi “operatori umanitari” senza un minimo di confort e di “conforto”? Dopo durissime giornate passate a denunciare la terribile vita di Gaza, il minimo che uno possa fare è andare in uno di questi locali.

Ed eccoci a parlare dell’annoso problema dell’acqua a Gaza e di quello dell’elettricità, anche questi beni essenziali interdetti dal terribile stato sionista. Peccato che, a quanto si vede, a Gaza ci sono bellissime fontane (davvero belle, senza retorica) zampillanti acqua corrente e illuminate da splendidi giochi di luce. Le strade sembrano più quelle di Las Vegas piuttosto che quelle di una città che viene descritta al buio.

Adesso mi viene un dubbio: non è che tutti questi “operatori umanitari” che vanno e vengono da Gaza, tutti questi “inviati speciali”, si trovano meglio da quelle parti che nel costosissimo occidente? Il mare è bellissimo, la cucina ottima, la compagnia assicurata (per uomini e donne), i locali sono decisamente alla moda. Magari andando a fondo si potrebbe scoprire anche qualche boutique di lusso dove comprare abiti di marca e originali a prezzi stracciati (qui i cinesi non sono ancora arrivati). Vuoi vedere che tutti questi “operatori umanitari” vanno a Gaza per farsi una bella vacanza (e magari un nome) con pochi soldi saltando da un locale di lusso ad una boutique passando, magari, per qualche bella villa in riva al mare dove, di certo, non mancano deliziose festicciole per gli amici di Hamas?

Sharon Levi


Gaza come non l’avete mai vista from Secondo Protocollo on Vimeo.

7 comments
  1. hai capito i furbetti di Hamas? Interessante davvero quel ristorante… alla faccia dell’area depressa.
    Grazie delle info

  2. E si, bisogna ammettere che viste le foto postate da edmondo, visto il sito del ristorante, viste le foto del filmato, possiamo affermare che a Gaza ci sia un vero e proprio disegno sionista per affamare la popolazione.
    Mi viene un dubbio: non è che anche tutto quel ben di D..o sia solo per gli affranti “operatori umanitari”?

  3. ha ha ha Edmondo Dantes, sei il massimo della perfidia. Sono andato a vedere i link sicuro che tu fossi uno di quelli filo-pacifinti-palestinesi senza se e senza ma. Invece mi trovo quel popo di roba…..
    Una riflessione sul ristorante. Io sono calabrese e non mi sembra che da noi ci siano ristoranti così o almeno io non li conosco

  4. Quelle affermazione, non sono farina del mio sacco, ma molte volte mi sono state sbattute in faccia,  frequento un forum, con una grossa e grassa sezione politica, dove alcuni hanno, paragonato veramente gaza a staliangrado..

  5. La rete è strapiena di forum filo-palestinesi e di affermazioni del genere. Poi si scopre che nonè vero un caz..o e che a Gaza non manca proprio niente. Giuro che a volte, quando mi sento giù, faccio un giro per i siti filo-palestinesi per farmi due risate e poi finisco sempre per incazzarmi e ritrovarmi più depresso di prima per la caterna di bugie che dicono

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