I disabili italiani muoiono e noi pensiamo alla accoglienza degli immigrati

Non c’è più trippa per i gatti. Ora basta. Basta con le accuse di razzismo ogni volta che qualcuno fa notare che abbiamo bisogno di pensare a noi prima che agli immigrati. Basta stanziamenti per l’emergenza immigrazione quando da noi di malattia e malasanità si muore come fossimo un paese in via di sviluppo. Non è cattiveria, non è razzismo, è pensare per una volta che noi veniamo prima di tutti gli altri.

disabili-protesta-romaLo so, queste mie parole faranno infuriare i buonisti radical chic con l’Iphone, l’Iphad o il nuovo videofonino di Windows, quelli che sono di sinistra ma non troppo, quelli che i morsi della crisi li vedono in TV e che di problemi di disabilità se ne fregano, che non sanno che un invalido al 100% in Italia prende solo 297 euro al mese e che con quelli ci deve campare, quelli che non sanno che i disabili gravi non hanno assistenza domiciliare e che se la vogliono se la devono pagare di tasca loro.

Per combattere su questo, su pochi miserabili euro per l’assistenza domiciliare è morto Raffaele Pennacchio, un malato di SLA che da giorni stazionava davanti al Ministero dell’Economia per chiedere che i disabili avessero l’assistenza domiciliare, un Diritto non un lusso, un dovere per lo Stato che però fino ad oggi è stato negato (o quasi).

E francamente mi fa parecchio incazzare che mentre i disabili (e mi ci metto pure io) debbano combattere contro i mulini a vento, non per avere  un lusso ma una vita dignitosa, in Italia si parli solo di emergenza immigrazione, di stanziamenti milionari per questa emergenza. E non me ne frega da dove arrivano i soldi, le priorità sono altre. E’ una guerra tra poveri dove noi siamo più poveri di loro. Loro bruciano i centri di accoglienza e vengono ascoltati, cosa dobbiamo fare noi? Metterci a bruciare qualche casa, darci a fuoco? Dobbiamo dichiararci rifugiati e chiedere asilo alla Germania?

Non ho niente contro i disperati che cercano accoglienza nel nostro Paese e vorrei che questo mio sfogo non venisse strumentalizzato per campagne anti-immigrati che non mi appartengono, vorrei però ricordare che non esistono solo gli immigrati e i Diritti degli immigrati, ma che c’è una Paese che è in fortissima sofferenza di cui nessuno si cura. Vorrei che prima di destinare risorse agli immigrati,qualsiasi risorsa, si destinino risorse gli italiani, ai poveri italiani che non muoiono in un barcone nel Canale di Sicilia ma che comunque muoiono anche se la cosa sembra non faccia più nemmeno notizia.

Un commento su “I disabili italiani muoiono e noi pensiamo alla accoglienza degli immigrati”

  1. caro Londei, hai ragioni da vendere. Sembra che lamentarsi si possa purché non ci siano di mezzo gli immigrati. Si diventa subito razzisti. E se poi critichiamo la Kyenge o la Boldrini è reato di lesa maestà.
    Intanto da noi si muore di malattia e di povertà

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