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Il “metodo Grass” e il complice silenzio della sinistra israeliana

Ho voluto aspettare alcuni giorni prima di scrivere qualcosa sulla cosiddetta “poesia” scritta da Gunter Grass nella quale l’ex appartenente alle Waffen-SS ribaltava di fatto la realtà e trasformava l’aggredito (Israele) in aggressore, il carnefice (l’Iran) in vittima. Ho aspettato per due motivi: il primo era vedere la reazione degli antisemiti alla legittima presa di posizione di Israele, mentre il secondo, più importante sotto certi aspetti, era vedere la reazione della sinistra israeliana, dei Gideon Levy, delle Amira Hass e di tutti quelli che si basano sul “modello Haaretz”.

Ebbene, se nel primo caso non sono stata delusa, anzi, si è andato ben oltre ogni più rosea immaginazione con gli antisemiti e i nazisti di ogni dove a prendere le parole di Gunter Grass come fossero state dette dal Profeta, nel secondo caso l’attesa di una risposta della sinistra israeliana è stata del tutto vana.

Non che la cosa mi meravigli, anzi, a dire il vero mi aspettavo addirittura qualche bel editoriale a difesa delle parole dell’ex nazista. Ci ha provato malamente Ari Shavit sul solito Haaretz (ormai diventato la voce araba in lingua ebraica)tentando invano di stare in equilibrio tra la finta condanna e una malcelata soddisfazione  per la situazione di delegittimazione in cui, a suo dire, si troverebbe Israele in questo momento.

Ed è proprio sulla delegittimazione di Israele che punta il “metodo Grass”, ripreso a piene mani da gentaglia come Amira Hass, Gideon Levy (vergognoso il suo articolo sulla presunta “paranoia” dimostrata da Israele in occasione delle “flotilla volante” che si dovrebbe palesare domani) e Ong come Peace Now e altre ben finanziate organizzazioni sinistre israeliane. Lo scopo è quello di minare il concetto che Israele è l’unica democrazia in Medio Oriente e che ha tutto il Diritto di difendersi. Per farlo questa gentaglia non esita a usare la menzogna più bieca o, peggio, prova a capovolgere la verità invertendo i fattori. E allora Israele da democrazia diventa regime mentre l’Iran da regime totalitario qual è diventa la vittima della voglia espansionistica sionista. Poco importa che Israele non abbia mai minacciato nessuno di cancellarlo dalla faccia della terra come invece fanno continuamente gli Ayatollah con lo Stato Ebraico. Poco importa che, ammesso che Israele abbia un arsenale atomico, non lo abbia mai brandito contro nessuno. Poco importa che Israele sia sotto la continua minaccia dei missili di Hamas e di Hezbollah, se reagisce legittimamente ad un attacco, da aggredito diventa automaticamente aggressore.

E allora succede che la sinistra israeliana, non potendo palesare apertamente (per ragioni di opportunità, non certo perché qualcuno glielo vieti) la sua soddisfazione nel vedere cotanta dedizione nell’applicazione del “metodo Grass”, se ne stia in silenzio oppure faccia come Ari Shavit su Hareetz che quasi gongola nel constatare come “Israele sia indifendibile” visto che anche gli intellettuali  sinistri ebrei più famosi se ne sono stati in silenzio e non hanno nemmeno provato a contestare le parole dell’ex SS tedesco.

Qualcuno, poco tempo fa, diceva che Israele sta perdendo la guerra mediatica contro la disinformazione degli odiatori. Beh, quelle parole non andrebbero sottovalutate perché la realtà ci racconta proprio questo. Sul web la disinformazione regna sovrana e usa ogni sistema possibile per ottenere il suo scopo, da fotografie del terremoto turco attribuite a raid aerei israeliani a Gaza  a bambini iracheni feriti fatti passare per palestinesi a bambine con malattie della pelle fatte passare come vittime del fosforo bianco sparato dai soliti israeliani ecc. ecc. E’ il “metodo Grass” o, se volete, il “metodo Haaretz”, un metodo che punta direttamente alla delegittimazione di Israele come democrazia e come Stato democratico Ebraico che ha tutto il Diritto di difendersi e persino alla delegittimazione degli ebrei. E’ un modo subdolo di fare la guerra, un metodo che fa le sue vittime come una vera guerra, vittime innocenti dell’odio antisemita come le bambine e il padre di Tolosa o come le vittime di tanti attacchi antisemiti accaduti di recente in Europa. Per questo va fermato, per questo certe persone vanno perseguite legalmente. E chi tace su queste cose, come la sinistra ebraica, deve essere considerato complice dell’antisemitismo, perché il silenzio uccide le democrazie e la libertà.

Miriam Bolaffi