Il paradosso israelo-palestinese

Ormai da anni nella storia israelo-palestinese e nel conflitto che contrappone israeliani e palestinesi si assiste ad uno dei più grandi equivoci che la storia moderna ricordi, quello di due popoli nemici dove uno (i palestinesi) pretendono di essere aiutati dagli altri (gli israeliani) pur rimanendo nemici.

Il bello (o il brutto, a seconda da che parte la si guardi) è che a sostenere questo enorme equivoco che non ha precedenti nella storia del mondo antico e moderno, è la cosiddetta “comunità internazionale” la quale pretende da Israele che consegni milioni di dollari ai nemici e che porti aiuti umanitari a Gaza dove, oltretutto, a comandare è la fazione più nemica di Israele, Hamas, la stessa organizzazione terroristica che ha nel suo statuto l’obbiettivo di distruggere Israele e di sterminare gli ebrei.

Ora, è bene che ci si renda conto di quanto ridicola sia questa assurda situazione. Se Israele chiude le frontiere con il territorio nemico e cerca di evitare che giungano armi al nemico stesso, commette un abuso. Ma se il nemico spara decine di missili su Israele nessuno dice niente.  Non solo, si pretende da Israele che consegni beni di prima necessità proprio ai quei nemici che vogliono lo sterminio ebraico.

Capirete che questo è un enorme paradosso. Proprio ieri leggevo un commento di una lettrice che commentando un articolo su Free Italian Press diceva: «Quando finalmente Israele toglierà i piedi dal collo della Palestina i palestinesi ricchissimi di talento, cultura, capacità e ingegno non avranno più bisogno di dipendere da soldi altrui. Come scrive Amira Hass,” Israele ha fatto di un popolo intelligente e sviluppato un popolo di mendicanti,” e poi glielo rimprovera, aggiungo io». Ecco, secondo questa paradossale lettrice Israele avrebbe dovuto aiutare i nemici e non, come avviene in tutto il resto del mondo, cercare di difendersi. Questa assurda mentalità è purtroppo molto diffusa in occidente, una mentalità che però si afferma solo nei confronti di Israele e di nessun’altra  Nazione. Mi chiedo come mai…..

In effetti lo so benissimo: per qualche assurdo motivo l’occidente è convinto che una volta risolta la questione israelo-palestinese il Medio Oriente vivrà assolutamente in pace. Peccato che dopo la questione israelo-palestinese ci sarà da risolvere la questione tra Hezbollah e Israele, e poi quella tra la Siria e Israele e ancora, la questione delle questioni, quella tra Iran e Israele. E badate bene, non sono questioni da poco perché Hezbollah, Siria e soprattutto l’Iran, esattamente come i palestinesi, vogliono cancellare dalla faccia della terra il piccolo Stato ebraico. E se qualcuno pensasse che questi signori cambieranno idea perché è scoppiata la pace tra i palestinesi e Israele si sbaglia di brutto. Per i nemici di Israele cancellare lo Stato ebraico dalla faccia della terra è una guerra di conquista oltre che un fatto di pura moralità islamica, per Israele è invece una questione di sopravvivenza. Davvero qualcuno pensa (o spera) che il popolo ebraico si farà cancellare senza fiatare?

E allora finiamola con questa assurdità dei due popoli vicini e in pace tra loro. Non ci potrà essere mai nessuna forma di pace se prima i nemici di Israele non riconosceranno lo Stato Ebraico. Diversamente Israele ha tutto il Diritto di difendere la propria sopravvivenza da qualsiasi pericolo e non ha nessun dovere verso coloro che sono, a tutti gli effetti, dei veri e propri nemici.

Miriam Bolaffi

  1. Io credo che la questione mediorientale – nella fattispecie il conflitto tra palestinesi ed israeliani – trovi le proprie radici in un grande errore commesso alla fine della seconda guerra mondiale.
    Potrei anche essere d’accordo sul fatto che è paradossale pretendere che uno Stato sovrano, quale è Israele, abbia il dovere di aiutare un’altro stato che nella “lista delle cose da fare” abbia al primo posto l’eliminazione del vicino da cui pretende persino cibo e sostentamento economico; ma sono pienamente convinto che il governo israeliano ha commesso e continua a commettere gravi abusi nei confronti del popolo palestinese, utilizzando nella stragrande maggioranza dei casi una forza sproporzionata.
    La cosa che mi fa bolllire il sangue è che il popolo israeliano ha presto dimenticato ciò che ha subito per mano di quell’accozzaglia di folli che costituivano il partito nazionalsocialista tedesco ed ha usurpato, con il benestare dei governi vincenti di Europa e Stati Uniti, ciò che apparteneva ai palestinesi.
    Le vere domande che sarebbe giusto porsi, ma che forse poche persone hanno la faccia tosta di rivolgere ad altri, sono queste: perché al termine della seconda guerra mondiale non è stato restituito agli ebrei ciò che loro apparteneva prima di essere rastrellati? Perché a ciascuno di loro non è stata resa giustizia restituendo loro la cittadinanza, una casa, un lavoro, dei beni materiali? Perché all’Europa non è parso nemmeno vero poterli caricare tutti quanti sulle navi e trasportarli in quello che, seppure protettorato britannico, era comunque il paese di gente che vi lavorava, che lì viveva e che aveva ormai costituito le proprie radici? Perché nessuno getta maggiore luce su questo aspetto? Capisco che sono stati gli ebrei a chiedere la concessione di un territorio in cui fondare un proprio stato, in cui trasferire la loro nazione, ma nessuno si è posto il problema che la costituzione dello Stato di Israele sarebbe andato a discapito di chi in quella terra ci viveva?
    Anche in questo caso la risposta è ovvia: Europa e Stati Uniti si sono ovviamente posti il problema, ma essendo i palestinesi, in quel momento storico, gente di serie b a confronto degli ebrei, che avevano appena subito una delle massime atrocità che la storia abbia mai potuto conoscere (ma non dimentichiamo i “meno importanti” massacri subiti in passato dagli armeni, dai bosniaci, dai cittadini ruandesi e burundesi, ecc., che in nome della superiorità della razza hanno subito un trattamento uguale a quello riservato dai nazisti agli ebrei), la questione era talmente semplice da risolvere che il punto di domanda è stato raddrizzato fino a divenire un punto esclamativo. Nessun problema a togliere la terra e le case ai palestinesi per darle al popolo di Israele.
    Popolo di Israele che ha ritenuto opportuno occupare ulteriori territori, generando il già esistente rancore dei paese vicini.
    In conclusione, a mio parere, la questione israelo-palestinese è una responsabilità esclusiva di Europa, Stati Uniti e in ultimo, ma non per questo di minore importanza, del comportamento messo in atto dal governo dello Stato di Israele.
    Per il resto, invito coloro che hanno letto l’articolo della signora Miriam Bolaffi (la quale, dal piglio con cui affronta l’argomento, mi sembra essere un tantino di parte) a documentarsi, ad esempio, riguardo alla vicenda di Khan Younis, tenendo conto, parallelamente, della appena trascorsa (in quel momento storico) persecuzione subita dagli ebrei per mano dei nazisti.
    Con questo ho concluso.

    Con molta cordialità,

    Massimiliano Comito

  2. 1° – il popolo paletinese non è mai esistito. E’ una invenzione di quel genio criminale di Arafat. la Palestina è sempre stata (dalla notte dei tempi) terra ebraica.
    2° – al popolo ebraico è stato restituito quello che era suo e…nemmeno tutto
    3° – tu dici “La cosa che mi fa bolllire il sangue è che il popolo israeliano ha presto dimenticato ciò che ha subito per mano di quell’accozzaglia di folli che costituivano il partito nazionalsocialista tedesco ed ha usurpato, con il benestare dei governi vincenti di Europa e Stati Uniti, ciò che apparteneva ai palestinesi.” Ebben, proprio perché il popolo ebraico non ha dimenticato quello che hanno fatto i tedeschi che non commetterà lo stesso errore si sottostare alle prepotenze di chi lo vuole distruggere

  3. Il popolo palestinese non è mai esistito? Ma hai riletto a mente fredda ciò che hai scritto? Sai che stai parlando di esseri umani? Ti rendi conto che le tue parole risuonano esattamente come quelle di chi afferma che il popolo di Israele non esiste e, proprio per questo, intende cancellarlo dalla faccia della terra? Non credi di essere un tantino estremista? Ai miei occhi lo sei. Comunque, gentili Miriam e Aaron, il commento che ho postato io viene da un uomo che non è né ebreo né arabo, ma semplicemente un essere umano. Per rendervi l’idea, sono siciliano di Palermo e a proposito di dominazioni, usurpazioni e umiliazioni da parte di bestie assetate di potere posso dire qualche cosa, seppure nel mio piccolo.
    Senza rancore, desideravo soltanto esprimere la mia idea. Se sono stato inopportuno, fatemelo sapere. Eviterò in futuro il confronto.

    Cordialmente,

    Massimiliano Comito

  4. caro Massimigliano, non prendere la cosa come una discriminazione, ti assicuro che non lo è. Quando affermo che il “popolo palestinese non è mai esistito” non intendo discriminare la popolazione araba, intendo dire che prima del 48 non si parlava di palestinesi ma generalmente di arabi. Fu Arafat a introdurre per primo il concetto di “palestinese” oltretutto inizialmente non riconosciuto nè dalla Giordania (dove l’OLP tentò un colpo di stato) nè dal Libano. Anche ora sono gli stessi paesi arabi a discriminare maggiormente i palestinesi che non hanno alcun diritto in Giordania, in Siria, in Libano, in Irak ecc. ecc. Il mio era un discorso “storico”. Per quanto mi riguarda, per esempio, sono più popolo i Kurdi o gli Armeni piuttsto che i palestinesi che invece dovrebbero essere giordani o libanesi oppure siriani ecc. ecc. Ma è giusto che i “palestiensi” abbiano il loro stato. Ad Arafat fu proposto il 99,99% delle terre palestinesi ma rifiutò perché voleva anche Israele e, forse, già allora c’era quel obrobrioso pensiero dello stato unico binazionale. Perché nessuno ricoda questo? Perché l’utilizzo che la gente in genrale fa dei palestinesi è strumentale all’annientamento di Israele, esattamente come fanno i paesi arabi e i persiani. Di loro, fondamentalmente, non frega niente a nessuno. Però fanno comodo. Questa è la realtà caro Massimigliano. E per quanto mi riguarda io sono contentissimo di confrontarmi anche se, a dire il vero, sono un po’ stanco di ripetere sempre le solite cose come se mi dovessi difendere. Io e come me tutti gli israeleiani non ci dobbiamo difendere se non dagli attacchi armati di chi ci vuole annientare. Questo volta non permetteremo a nessuno di sterminarci. Su questo ci puoi contare caro Massimigliano

  5. Grazie, Aaron! Sono davvero contento di avere letto l’articolo di Miriam stamattina (le do del tu, forse in maniera abusiva dato che non la conosco personalmente), di averlo commentato e di aver risposto al tuo sintetico post che hai poi voluto arricchire con questa tua nuova risposta.
    Sperando di non apparire ai tuoi occhi povero di contenuti, posso affermare di essere cresciuto ulteriormente, oggi.
    Di nuovo grazie del confronto!

    Senza rancore,

    Massimiliano Comito

  6. non capisco perché alcune volte e senza motivo ci mette i commenti in moderazione. Chiediamo scusa e cercheremo di risolvere il problema quanto prima

  7. La ragione dell’avversione di buona parte dell’Occidente nei confronti di Israele e’ legata innanzitutto ad una eredita’ della Guerra Fredda, in cui l’ex URSS appoggiava i Paesi Arabi, mentre l’America sosteneva Israele. Una mera questione di strategia geopolitica.
    Israele era ed e’ ancora visto come “l’avamposto imperialista in Medio Oriente”, la forza malvagia che ha impedito, grazie anche ai fondi del capitalismo americano, la creazione di stati socialisti in Medio Oriente negli Anni ’70.
    Ancora oggi sui volantini della Sinistra radicale si leggono assurdità come “Noi appoggiamo la fine dello stato di Israele, dopo il quale una repubblica socialista laica per tutti, Arabi e non, potrà essere finalmente creata in Palestina”.
    Ma ci pensate? Hamas, un’organizzazione con quel po’ po’ di statuto e di finalità che si ritrova, che crea una repubblica socialista laica in Palestina… 🙂

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