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La Turchia antisemita in Europa? Ma lo sapete cosa succede in Turchia?

E’ curioso come in Europa ci sia ancora qualcuno che dia credito alle parole di Recep Tayyip Erdogan, il Premier turco sempre più vicino alle posizioni integraliste di Iran e Siria e sempre più lontano dal rappresentare uno stato laico che fino a pochi mesi fa si proponeva come “ponte tra occidente e Islam”. Ma lo sa questa gente cosa sta avvenendo in Turchia? No? Allora forse faremmo un lavoro utile nel ricordarlo.

Questione dei rifugiati politici iraniani: la Turchia è, purtroppo, il terreno di passaggio obbligato per chi vuole fuggire dall’Iran e rifugiarsi in Europa. Sono centinaia i ragazzi e le ragazze iraniane che tentano di arrivare in Europa dove intendono chiedere  asilo politico. Per fare questo attraversano la Turchia per arrivare in Grecia. Solo che la polizia speciale e l’esercito turco danno a questi ragazzi iraniani in fuga una caccia spietata. Solo nel 2010 sono stati fermati e arrestati in Turchia 913 (fonte dissidenza iraniana) ragazzi e ragazze iraniane, rinchiusi in carceri di massima sicurezza, torturati e deportati in Iran dove si perdono le loro tracce. La deportazione in Iran avviene in base ad un accordo tra Ankara e Teheran firmato nel 2008 che in teoria dovrebbe riguardare solo le persone di etnia kurda che cercano di raggiungere l’Europa, ma che in effetti  viene applicato principalmente ai dissidenti iraniani membri del cosiddetto “movimento verde”. In sostanza dopo le manifestazioni di protesta post-elettorali in Iran, la Turchia si è concentrata esclusivamente sull’arresto dei dissidenti iraniani allo scopo di deportarli a Teheran in violazione di qualsiasi trattato internazionale sull’assistenza ai rifugiati politici.

Questione del Kurdistan turco: negli ultimi mesi Ankara è tornata a bombardare i villaggi kurdi in territorio turco. Secondo diversi testimoni attendibili l’aviazione turca avrebbe più volte usato armi chimiche per bombardare questi villaggi. Negli ultimi mesi l’esercito turco è tornato a incarcerare cittadini turchi di etnia kurda solo perché questi ultimi parlano in kurdo applicando una vecchia legge che sembrava abrogata nel 2009. Attualmente sono decine di migliaia i profughi curdi che vivono nei campi profughi allestiti intorno alle città di Diyarbakir e Batman. Persone che vivono in tende durante il rigidissimo inverno kurdo. Altro che Gaza.

Minori kurdi incarcerati come terroristi: secondo un rapporto dell’Osservatorio Iraq diffuso lo scorso mese di ottobre sarebbero centinaia (forse migliaia) i minori kurdi incarcerati in strutture di massima sicurezza a causa di una controversa legge antiterrorismo che in pratica consente l’arresto anche di minori di 18 anni sorpresi (si fa per dire) a parlare in lingua kurda. In sostanza questa controversa legge permette all’esercito turco e alla polizia di arrestare anche i minori che partecipano a manifestazioni di protesta, che cantano slogan in lingua kurda o che lanciano pietre contro le forze di polizia, assimilandoli di fatto a “membri di un’organizzazione terroristica”.

Questione del Kurdistan iracheno: da molti mesi l’esercito e l’aviazione turca sconfinano regolarmente in Iraq attaccando e bombardando diversi villaggi kurdo-iracheni. Ankara sostiene di voler colpire unicamente i ribelli del PKK. In effetti l’esercito turco cerca di scatenare una reazione da parte dei kurdo-iracheni per giustificare una invasione del Kurdistan iracheno. In questi mesi sono centinaia i civili iracheni uccisi dall’esercito turco, il tutto nel più assoluto silenzio della Comunità Internazionale.

Appoggio ad Hamas: il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, lo ha detto apertamente: la Turchia considera Hamas un gruppo di resistenza e non, come il resto della Comunità Internazionale, un gruppo terrorista. Questo significa che la Turchia appoggia direttamente un gruppo terrorista che ha come obbiettivo statutario la distruzione di Israele e l’esportazione della Jihad in tutto il mondo. Per questo motivo il Governo turco finanzia profumatamente pseudo Ong come la IHH, sospettata di avere contatti con Al Qaeda, e missioni come la famigerata “freedom flotilla”.

Appoggio ad Hezbollah: nel contesto della guerra turca a Israele voluta dal Premier turco rientra anche l’appoggio indiretto ad Hezbollah, il gruppo terrorista sciita legato all’Iran che tiene in ostaggio il Sud del Libano. Per questo ha permesso il passaggio di armi e missili iraniani diretti in Libano attraverso il suo territorio.

Ci sarebbero tante altre cosucce da dire sulla Turchia del nuovo “imperatore ottomano”, Recep Tayyip Erdogan, amico di assassini come Ahmadinejad, Meshaal e tutti gli altri. Ci sarebbe da raccontare come negli ultimi anni la Turchia si sia del tutto islamizzata, come i Diritti Umani siano progressivamente regrediti con l’avanzare dell’islamizzazione e di come quello che una volta veniva visto come il “ponte tra occidente e Islam” si sia trasformato in una testa di ponte dell’Islam integralista. Ma non le diremo qui, lo faremo in altra occasione. Vorrei solo ricordare ai fautori dell’ingresso della Turchia in Europa (tra i quali un certo Barack Hussein Obama) a cosa si va incontro.

Sharon Levi