La vigliacca strategia del terrore iraniano. E adesso reagire in maniera adeguata

E’ sempre difficile scrivere qualcosa a mente lucida dopo fatti gravissimi come il vigliacco attentato di ieri contro inermi turisti israeliani in Bulgaria. L’istinto spinge ad aggredire la tastiera e dare sfogo alla propria rabbia contro questi assassini islamici. Ma credo che non sia il momento della rabbia cieca, al contrario, credo che sia il momento della lucida risposta, una risposta adeguata al vile attentato, una risposta mirata a colpire i mandanti di questo pluri-omicidio, perché questa volta non la devono passare liscia.

Partiamo proprio dai mandanti. A dispetto dei detrattori e odiatori (alcuni commenti di ieri sull’articolo de il Fatto Quotidiano che riportava la notizia dell’attentato erano davvero immondi, tanto che c’è da chiedersi chi sia che amministra quel sito) ci sono pochi dubbi sulla matrice iraniana. L’unico dubbio è se a portare a termine l’attentato siano stati ancora una volta gli assassini di Hezbollah oppure direttamente l’unità Qod delle Guardie della Rivoluzione Iraniana. Saranno i servizi israeliani a stabilirlo. Non dico questo perché ieri era drammaticamente l’anniversario di un altro attentato, quello contro l’Asociacion Mutual Israelita Argentina, avvenuto il 18 luglio del 1994 su ordine di Teheran e per mano di Hezbollah, un attento che fece 85 morti e centinaia di feriti. Certo la casualità con quell’attentato è impressionante, ma sono i tentativi di colpire cittadini israeliani che gli iraniani portano avanti da mesi che ci dicono che a organizzare l’attentato di ieri è stata Teheran. Ci hanno provato in tutti i modi a colpire i civili israeliani. In Thailandia, in Georgia, in  India, in Kenya, in Azerbajian e solo pochi giorni fa a Cipro. Era prevedibile che prima o poi ci riuscissero. In tutti questi attentati falliti si è sempre dimostrato che c’era l’Iran dietro e che era intenzione degli iraniani colpire i civili israeliani. Non militari, non basi militari o apparecchiature e strutture usate da Israele a scopi militari, quelli sono obbiettivi che richiedono un certo coraggio. No, i vigliacchi puntano a colpire i civili inermi perché sono più facili da ammazzare e il rischio è basso, praticamente nullo. Questa volta l’intelligence israeliana che era riuscita a sventare i precedenti attentati (più tutti quelli di cui non si è a conoscenza) non è riuscita a impedire la strage. E’ questa la vigliacca strategia del terrore iraniano e dei suoi lacchè libanesi di Hezbollah: colpire i civili inermi. Non è una nuova strategia, è la solita usata da questi vigliacchi islamici che vivono rintanati sotto terra (Nasrallah) per uscire una volta l’anno dai loro buchi e minacciare improbabili azioni militari. Alla fine l’unico coraggio che hanno è quello di ammazzare civili disarmati. D’altra parte per loro è normale ripararsi dietro ai loro stessi civili, farsene scudo, figuriamoci ammazzare un po’ di ebrei.

Cosa fare adesso con l’Iran? Ieri qualcuno su Facebook aveva proposto di chiedere all’Onu una ferma condanna. Figuriamoci, all’Onu non gliene frega niente dei morti israeliani. Se a morire, magari cadendo da solo e sbattendo la testa, fosse stato un palestinese si sarebbe scatenato l’inferno. Ma a essere ammazzati sono stati dei civili israeliani e l’Onu queste “sciocchezze” non le tratta. Qualcun altro aveva proposto di coinvolgere Obama e di chiedere un ulteriore inasprimento delle misure contro l’Iran. Ma chi? Obama, quello della politica della mano tesa con Teheran? Quello che sta portando l’Iran alla bomba atomica? Ma fatemi il piacere. A livello internazionale domani nessuno ci penserà più ai morti israeliani e alle responsabilità iraniane. Faranno finta di niente e continueranno nella loro solita politica accondiscendente con Teheran. Hanno messo quattro sanzioni e si credono che questo convincerà gli assassini iraniani ad arrendersi. Come possiamo affidare la nostra risposta a gente del genere? No, Israele dovrà studiare la risposta da dare all’Iran da solo. Non è una novità e di certo non spaventa gli israeliani. Loro il coraggio di agire ce l’hanno, non sono mica iraniani o di Hezbollah. E dovrà essere una risposta adeguata, decisa, rapida e dolorosa, che punti direttamente al cuore del regime iraniano e a quello dei suoi lacchè libanesi. Niente sconti questa volta.

Non si può permettere ad uno Stato di organizzare un attacco del genere e rimanere impunito come se niente fosse successo. Non si può più permettere ad un regime come quello iraniano di minacciare di estinzione un intero popolo e prendere la cosa come se fosse “un modo di dire”, perché non lo è affatto e i fatti di ieri lo dimostrano. Questi assassini vogliono uccidere gli ebrei. E’ questo il loro obbiettivo. E non riuscendoci (ancora) con mezzi militari usano il terrorismo per farlo, per sconvolgere la vita degli israeliani.

Qualsiasi decisione prenderà il Premier israeliano, il Ministro della Difesa, quello degli Esteri e il gabinetto di guerra, convocato ieri sera, dovrà essere qualcosa di cui questi assassini iraniani si ricordino, un esempio anche per tutti coloro che vogliono la distruzione di Israele e l’annientamento del suo popolo. Questa volta no, non la devono proprio passare liscia.

Miriam Bolaffi