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Obama e la politica da bar

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Parliamoci chiaro, sono contrarissimo a un intervento armato contro la Siria (l’ho spiegato ieri) ma quello che sta avvenendo intorno alla questione siriana rischia di rafforzare enormemente l’Iran e il suo programma nucleare in quanto dimostra la debolezza dell’occidente di fronte ai soprusi.

Non si può andare in giro a minacciare bombardamenti a destra e a manca per poi farci una bella risata sopra e sorvolare allegramente su decine di migliaia di morti. Ci si deve pensare bene prima di minacciare qualcosa o di mettere una “linea rossa invalicabile” per poi sorvolare su tutto. Non si è credibili.

Obama aveva messo due linee rosse, una sul programma nucleare iraniano (ampiamente superata) e una sull’uso di armi chimiche in Siria. Superate quelle linee rosse l’America sarebbe intervenuta militarmente. Ebbene, una minaccia ha senso solo se alle parole si fanno seguire i fatti, altrimenti diventa una buffonata, di quelle cose che si dicono al bar tra amici quando si parla di politica.

Come premesso sono contrario a un intervento in Siria, ma con questa faccenda Obama ha lanciato un messaggio inequivocabile anche all’Iran, ha detto che alle minacce non seguiranno mai i fatti.

E allora, che credibilità ha una minaccia di Obama lanciata all’Iran se tanto gli Ayatollah sanno benissimo che l’America non farà niente per dare seguito alla minaccia stessa? Chi glielo fa fare agli iraniani di interrompere la loro corsa al nucleare ben sapendo che Obama non ha le palle per bombardargli le centrali nucleari?

Quella di Obama è una politica da bar, quella tra due amici che litigano, si prometto le botte e poi vanno al bancone a bere insieme. Una politica che ha fatto enormi disastri in Medio Oriente e che con la Siria ha toccato il fondo dimostrando al mondo l’estrema debolezza di questo Presidente che credo, senza possibilità di essere smentito, sia stato il peggior Presidente americano della storia, un uomo i cui disastri li pagheremo pesantemente negli anni a venire.

L’unica speranza che abbiamo è ancora in quello staterello minuscolo che non lancia mai minacce a vuoto, che non si impone agli altri ma che non vuole imposizioni specie se a essere a rischio  è la propria sopravvivenza. Ancora una volta l’occidente deve sperare che sia Israele a togliergli le castagne dal fuoco, perché ad aspettare Obama si diventa vecchi.