Per colpa di Salvini sto diventando radical chic

Mi tocca prendere l’appellativo di “radical chic” perché in questo Paese dove ormai la politica si fa con l’aggressione a chi contesta la politica di Salvini, essere chiamati radical chic è quasi una medaglia

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Sotto certi aspetti Salvini mi ricorda Erdogan. Furbissimo a creare sempre un nemico mortale da dare in pasto al popolo affamato di sangue. Oggi, a seconda del momento e dell’evenienza, sono gli immigrati, i Rom, Macron, Saviano, le ONG, Soros, l’Europa, domani chissà a chi toccherà.

Il sottoscritto non è certo uno favorevole alla immigrazione selvaggia e più di una volta ho criticato la politica della sinistra su questo fenomeno epocale (alcuni esempi li potete trovare qui, qui, qui e qui ma sono tanti gli articoli in cui critico la sinistra su questo argomento). Però vedere come Salvini ha usato questo argomento, per di più in un momento in cui finalmente la sinistra si stava muovendo in modo coerente con il Ministro Minniti e aveva ridotto gli sbarchi di moltissimo, e come gli italiani siano caduti e stiano cadendo in questa “cultura del nemico” molto consona ad Erdogan ma poco ad un paese sviluppato, mi lascia francamente perplesso.

Vedere l’odio squadrista su internet verso chi critica Salvini e le sue scelte mi sta trasformando sempre di più in un radical chic di sinistra piuttosto che in un osservatore e in un critico politicamente imparziale come mi piacerebbe essere.

La politica della paura e la cultura del nemico

Per capire meglio quanto sia falsa la politica di Salvini dobbiamo andare a vedere una po’ di numeri ufficiali, quelli del Viminale, cioè di quel Ministero dell’Interno di cui proprio Salvini è ministro. Gli sbarchi nel primo trimestre del 2018 (cioè prima dell’avvento di Salvini) si sono ridotti del 75%. E che dire della cosiddetta “emergenza sicurezza”? Guardiamo i numeri del 2017, gli ultimi disponibili. Lo scorso anno sono stati denunciati 2.232.552 reati, il 10,2% in meno dell’anno prima. Gli omicidi sono calati sensibilmente e nel 2017 sono stati 343, le rapine passano da 45.857 a 28.612 e i furti scendono da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (dati Censis). Quindi l’emergenza sicurezza c’è veramente oppure è solo percepita, magari ben aiutata da una campagna mediatica molto aggressiva?

Intendiamoci, Salvini fa il suo lavoro di politico di destra, ed è bravissimo a farlo, è bravissimo nello sfruttare le paure (vere o indotte) della gente e quindi a individuare ogni giorno un nemico nuovo da combattere. Tuttavia quella di Salvini è una politica così “di pancia” che rischia di diventare indigesta e, soprattutto, poco utile al Paese. Rischia seriamente di spezzarlo in due.

E’ stato bravissimo a capitalizzare l’odio verso le ONG (che poi ci sarebbe parecchio di cui discutere sulle ONG, perché mica sono tutte uguali) e praticamente a costo zero lo ha saputo strumentalizzarle per ottenere consenso praticamente in ogni fascia. Gli è bastato indicare un paio di barchette come il nemico da abbattere e tutti gli sono andati dietro come se da quello dipendesse la fine dei flussi migratori, che invece chiaramente continuano a prescindere dalle barche delle ONG nel Mediterraneo.

I più svegli diranno che «intanto ha fermato il mercimonio del soccorso in mare», i più radicali diranno che «ha fermato i traghettamenti dei “vice-scafisti”». Lo vedremo. Intanto le navi militari italiane continuano a soccorrere (giustamente) i migranti in mare e a portarli in Italia. A proposito, con la “grande vittoria di Conte in Europa” non solo quei migranti rimarranno completamente a carico nostro ma quasi certamente ci dovremo riprendere anche quelli che nel corso del tempo hanno lasciato l’Italia per Austria e Germania, i cosiddetti “movimenti secondari”. Veramente un grande risultato (ma ne scriverò a parte e con calma).

Ora, siccome tutti coloro che contestano la politica della paura implementata da Salvini vengono considerati radical chic è evidente che pure io mi sto trasformando in questo strano essere a metà tra il piddino e la zecca di sinistra (usando le amorevoli parole che usano i salvinisti). Me ne dovrò fare una ragione. Resta il fatto che a mio modestissimo parere e pur riconoscendo a Salvini una grandissima dote oratoria che finisce per convincere la massa, la sua politica fa davvero paura. Non so nemmeno se augurarmi che la smetta di fare dirette Facebook e Twitter e cominci ad affrontare i veri problemi dell’Italia che non sono certo i migranti ma si chiamano burocrazia, mafia e corruzione, oppure se è meglio augurarsi che rimanga immobile per non far danni.