Quella assurda ossessione di Obama per i palestinesi

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Oggi voglio riprendere un articolo di Guy Bechor apparso su Ynet e intitolato indicativamente “Obama’s obsession”. Il giornalista israeliano è micidiale nella sua analisi e dice cose che tutti pensano ma lo fa in un modo talmente semplice che il risultato è una vera e propria sciabolata.

«Che cosa è una Ossessione?» scrive Bechor nella sua prefazione. «E’ atto compulsivo o un pensiero che si ripete in maniera incontrollata». Ecco, questa è la definizione più corretta di definire la politica estera del trio Obama-Kerry-Hagel nei confronti di Israele e dei cosiddetti “palestinesi”.

Poi Guy Bechor affonda il coltello. «Facciamo finta che la Corea del Nord non minacci di lanciare il primo attacco nucleare dalla fine della seconda guerra mondiale; fingiamo che le opposte fazioni in Siria non stiano usando armi chimiche e che non abbiano commesso crimini di guerra mai visti prima in Medio Oriente; facciamo finta che il Nord Africa, l’Egitto, il Libano e l’Iraq non si siano dissolti davanti ai nostri occhi e che non stiano nascendo tanti regimi salafiti; fingiamo di non vedere che la zona Euro non stia cadendo a pezzi con il rischio di trascinare con se tutta l’economia mondiale (compresa quella americana). Facciamo invece che tutti si concentrino sui cosiddetti “palestinesi”. Questa sembra essere la priorità di Kerry».

Traduzione approssimativa a parte, il punto della situazione fatto da Guy Bechor è semplice e micidiale allo stesso tempo e in sostanza evidenzia come in un momento in cui il mondo deve affrontare sfide durissime (e si è dimenticato dell’Iran) la politica estera di Obama sia concentrata sui cosiddetti “palestinesi” come se fosse il problema più grosso al mondo. Ed è per questo che il Presidente americano continua a mandare il suo Segretario di Stato in Medio Oriente. Ma è nel seguito che, a mio parere, Bechor individua il vero punto della situazione, quando si chiede da dove arrivi questa “ossessione” e ne individua la causa nella «incapacità di ammettere il crollo della tesi secondo cui Israele e Palestina sono il centro del conflitto in Medio Oriente e forse di tutti i conflitti mondiali», tesi peraltro ribadita davanti al Congresso americano dal nuovo Segretario della Difesa degli Stati Uniti, Chuck Hagel. Secondo questa assurda crisi se il conflitto israelo-palestinese venisse risolto il mondo verrebbe “attraversato da una incredibile pace cosmica”.

Che dire? La visione allucinata che ha Obama della politica estera è davvero surreale. Lo ha già dimostrato in passato e continua a confermalo adesso nel suo secondo mandato. In un momento in cui il mondo sta andando letteralmente a pezzi il suo problema principale sono i cosiddetti “palestinesi”, una realtà virtuale che nel corso degli anni ha succhiato alla comunità internazionale miliardi di dollari (di cui poi non se conosce la fine come evidenziato da Noemi Cabitza su Rights Reporter) e che gode di uno dei più alti standard di vita del mondo arabo a dispetto di quanto affermano i pacifinti.

Nessuno bombarda i cosiddetti “palestinesi”, non c’è una “emergenza Palestina” e se da qualche parte qualcuno prende di mira questo popolo virtuale non è certo in Israele o in Cisgiordania ma è in Siria, in Iraq, in Libano ecc. ecc. In compenso i cosiddetti “palestinesi” in Cisgiordania possono godere di molte cose precluse ai loro fratelli arabi e questo nonostante le ruberie di Abu Mazen e compagni.

Ma questa assurda ossessione che si chiama “Palestina” continua ad assillare più di mezzo mondo, una malattia apparentemente inguaribile che, a mio avviso, è direttamente legata ad una forma estrema di antisemitismo. A dimostrarlo c’è il fatto che se in Siria perdono la vita 4.000 cosiddetti “palestinesi” perché bombardati da Assad nessuno dice niente, se in Iraq migliaia di cosiddetti “palestinesi” sono costretti a fuggire dalle loro case e a rifugiarsi in Turchia e in Giordania perché perseguitati (avevano appoggiato Saddam Hussein) nessuno fiata, ma se il ramo di un albero cade accidentalmente in testa a un “palestinese” in Cisgiordania o (peggio) in Israele succede il finimondo. Poco importa se quel ramo lo aveva tagliato lo stesso “palestinese”, cioè poco importano i motivi per cui certi fatti tra israeliani e cosiddetti “palestinesi” avvengano (terrorismo, odio antisemita, ecc. ecc.),quello che conta è che i cosiddetti “palestinesi” abbiano sempre ragione e i cattivoni israeliani abbiano sempre torto.

Non so francamente quale sia il fine ultimo di Obama, quello che so per certo è che questa politica è del tutto irrealistica. Mettere la “questione palestinese” in cima alle priorità della politica estera americana come se tutto il resto dipendesse dalla soluzione di questo “non-problema” è semplicemente fuorviante per non dire ridicolo. E mentre Obama e Kerry giocano allegramente con queste stupidate la Corea del Nord carica i missili con testate nucleari e, probabilmente, l’Iran tarderà poco a farlo.

  1. E lei non si vergogna a ripetere ossessivamente cosiddetti palestinesi tra virgolette? Non si vergogna ad abbracciare le tesi negazioniste rigettate dalla maggior parte degli israeliani e care all’estrema destra e alla versione israeliana di hamas? Vergognoso, sia lei che il pezzo.

    1. veramente no. Il cosiddetto “popolo palestinese” è una invenzione di un egiziano, Yasser Arafat, fatta prettamente in configurazione anti-israeliana. Ergo, per ora sono “cosiddetti palestinesi”. In realtà sarebbero giordani ma la Giordania purtroppo non ne vuole sapere.

  2. Cosiddetti da tutto il mondo, compresi moltissimi israeliani. Definizione contestata solo dagli estremisti di destra israel e dai fascistelli nostrani.
    Se qualcuno dicesse cosiddetti israeliani apriti cielo! E giustamente sia chiaro! Il negazionismo qualsiasi cosa riguardi è un’aberrazione. E lei è un negazionista. Immagino il suo grande impegno per la pace…. eterna.

    1. guardi che non mi invento niente. Tecnicamente i veri palestinesi sarebbero gli israeliani. Quella del “popolo palestinese” è una invenzione di Arafat. Il negazionismo è ben altra cosa (negare l’olocausto, negare il diritto di esistere del popolo ebreo, di quello curdo, di quello del tibet, ecc. ecc. cioè di popoli millenari non inventati a uso e consumo degli arabi). Quando i cosiddetti “palestinesi” avranno un loro stato allora li chiameremo con il loro nome. Per ora sono “cosiddetti”.
      In merito alla pace credo convintamente che passi per il riconoscimento incondizionato di Israele da parte degli arabi (compresi i cosiddetti “palestinesi”) e che l’unico ostacolo siano proprio questi ultimi

  3. è imbarazzante la facilità con cui certi nazi-islamici appioppino l’etichetta di fascista agli altri. Lascia perdere Franco. Con questa gente è tempo perso. Lo sanno tutti che i palestinesi sono una invenzione di Arafat e che sono loro a fermare la pace in medio oriente. E ci guadagnano pure nel farlo. Finché ci sono idioti che credono alle loro cazzate

    1. Chi sarebbe il nazi-islamico xxxx? I palestinesi erano gli abitanti della palestina prima dell’immigrazione massiccia di europei americani e russi. In gran parte erano arabi musulmani ma c’erano anche minoranzeeree e cistiane. Lei è un negazionista esattamente come chi nega la shoah. Mi sto rivolgendo a franco londei, il minus habens non merita risposta.

      1. guardi, lei la può pensare come vuole, ma di farmi dare del negazionista da uno che pensa che i cosiddetti “palestinesi” vivessero in Palestina prima degli ebrei proprio non ci sto. E’ una discussione basata su un presupposto storico ridicolo che ho fatto proppe volte per ripeterla. E’ la solita solfa pallestinese (la doppia elle è voluta). Le consiglio siti più adatti al suo pensiero tipo Infopalla, Irib o cusucce del genere. Qui siamo faziosi (molto faziosi) su questi argomenti pur rispettando le idee altrui. Ma siccome vedo che lei (come molti altri) scivola facilmente sull’insulto gratuito nonostante, pur non condividendo niente, le abbia dato completa libertà di scrivere quello che vuole se ne vada in un’altro sito più consono alla sua persona

  4. Lei è rispettoso. Mi riferivo a quell’altro. L’epiteto di negazionista non è un insulto ma una constatazione: lei nega che in palestina sotto i turchi prima, sotto gli inglesi poi, prima delle migrazioni di massa degli ebrei, ci fosse una maggioranza araba musulmana che conviveva con minoranze ebraiche e cristiane. Questo fa di lei un negazionista, è una semplice constatazione.

    1. io non nego niente, anzi le do ragione. In effetti gli arabi musulmani (tutti giordani) erano in Palestina solo dopo l’occupazione ottomana e poi con gli inglesi, solo che quelle terre storicamente non erano loro, erano ebree o, se vuole, israelite. Il termine Palestina fu inventato dai romani e fu rispolverato poi da Yasser Arafat, cittadino egiziano che non aveva niente a che fare con gli abitanti della Cisgiordania, della Giordania, della Galilea e di tutta quell’area compresa tra Israele e Cisgiordania. Le ripeto il concetto, è errato chiamare “palestinesi” gli abitanti arabi della Cisgiordania. Storicamente parlando i palestinesi sarebbero gli attuali discendenti degli ebrei che occupavano le terre conquistate dai romani, cioè gli israeliani ebrei. Maometto ancora non era nemmeno nelle pieghe della storia

      1. Ok. Quindi siamo d’accordo che in palestina ci fosse una maggioranza araba. Ma questi non occupavano terra ebraica così come i francesi non occupano terra romana. Guardi, checchè lei ne pensi, io non ce l’ho con gli ebrei (che desideravano giustamente una patria) ma con gli inglesi. Erano invasori, e non avevano alcun diritto di dividere un paese che occupavano. Avrebbero dovuto abbandonare la palestina e lasciarla agli abitanti, e cioè la famosa maggior araba musulmana con minoranze integrate, non dividere una terra non loro e destinarne una parte a gente proveniente da tutto il mondo. Fu una cosa sbagliata, fatta a tavolino. Le faccio due domande:
        1) lei crede nel principio di autodeterminazione dei popoli?
        2) lei crede che gli inglesi applicarono questo principio in palestina?

  5. Gli inglesi hanno fatto il loro dovere, cioè hanno solo ridato la loro terra di origine al POPOLO ebraico, un terra invasa dai musulmani arabi (e non “palestinesi” ma giordani). Io credo nella autodeterminazione dei POPOLI. Credo che i curdi dovrebbero avere la loro terra dai turchi, giordani, siriani, iraniani e iracheni che la occupano illegittimamente. Credo che i tibetani debbano avere la loro terra dai cinesi. Ma i cosiddetti “palestinesi” ce l’hanno una terra (la Giordania) e li devono tornare e di certo non sono un popolo storico come lo sono ebrei, curdi, tibetani, italiani ecc. ecc. Se applichiamo il principio dell’autodeterminazione dei popoli a ogni alzata di ingegno di un pazzo sanguinario (perché questo era Arafat) siamo finiti. In Italia dovremmo cedere l’Alto Adige, la Sicilia e probabilmente anche la Val d’Aosta.
    Guardi, concludo qui questa interessante discussione facendole una domanda che dovrebbe farla riflettere sul perché oltre 60 anni fa si sono inventati il POPOLO “palestinese”. In qualsiasi parte del mondo un rifugiato (o profugo) è protetto dal Diritto Internazionale (non proprio ovunque ma così dovrebbe essere). Ebbene, per il Diritto Internazionale solo i profughi originali vengono considerati tali. I loro discendenti (figli, nipoti ecc. ecc..) NO. Vengono considerati cittadini dello stato ospite o quantomeno gli vengono dati determinati Diritti. Per i cosiddetti “palestinesi” questa regola che vale per tutti non vale. Loro, per una assurda invenzione del UNRWA (che non non è l’UNHCR) vengono tutti considerati profughi, cioè anche tuttii (e ribadisco TUTTI) i discendenti degli originali profughi arabi fuggiti alla nascita di Israele (loro la chiamano Nakba) sono considerati profughi. Risultato? Invece di qualche migliaia di profughi oggi sono ben 4,5 milioni. Nascono direttamente con lo status di rifugiato. PERCHE’? Perché quello che vale per tutto il mondo non vale per cosiddetti “palestinesi”? La risposta è drammaticamente semplice: perché verrebbe meno il motivo per cui i “palestinesi” sono stati creati, cioè contrastare Israele, essere il suo spino nel fianco.
    Quando ad Arafat fu offerto il 99% delle terre attribuite all’Onu agli arabi, lui prima accettò poi organizzò la seconda intifida. Perché? Perché a loro (gli arabi) non interessa avere la cosiddetta Palestina, loro vogliono tutto. E allora, di che autodeterminazione mi parla?
    E qui chiudo veramente perché sono discussioni trite e ritrite già fatte centinaia (forse migliaia) di volte e alla fine ognuno rimane della sua idea. Io non le voglio far cambiare idea e non intendo cambiarla.

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