Guerra all’Iran: quali piani ha l’Italia per il recupero rapido dei cittadini italiani nel Golfo Persico?

Contrariamente a quello che si pensa in Italia e a quello che scrivono i giornali italiani, tutti concentrati sulla politica interna, il mondo non finisce ai confini territoriali italiani. Vi sono in giro per il mondo diverse aree di crisi più o meno importanti che possono riguardare anche diversi cittadini italiani, in alcuni casi si parla di centinaia di unità. Una di queste, forse la più importante, è quella che riguarda il Golfo Persico.

Nei giorni scorsi alcuni giornali inglesi hanno rivelato che la Gran Bretagna ha recentemente messo a punto un piano per evacuare i cittadini britannici dal Golfo Persico in caso di guerra con l’Iran. Il piano è stato ordinato dal Premier britannico, David Cameron, in seguito a precise notizie di intelligence. Quali siano queste notizie e cosa riferiscano non è dato sapere, tuttavia il fatto che sotto le festività natalizie il Premier di uno stato così importante come la Gran Bretagna abbia annullato le vacanze per coordinare un piano di evacuazione rapida dei cittadini inglesi dal Golfo Persico non fa presagire nulla di buono.

Ora, per chi come noi si interessa dei cittadini italiani all’estero e dei loro Diritti la domanda sorge spontanea: quali piani ha l’Italia (se li ha) per l’evacuazione rapida dei cittadini italiani presenti a vario titolo nel Golfo Persico? La domanda è seria e va posta al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini. Lungi da noi voler rovinare le vacanze del Ministro degli Esteri, ma le notizie che arrivano dall’Iran e da Israele non sono affatto rassicuranti. La guerra sotterranea a colpi di omicidii mirati e di azioni di intelligence che va avanti ormai da mesi è arrivata a un punto in cui è difficile tornare indietro mentre si fa sempre più probabile una escalation.

Le nostre fonti si dicono molto allamate dagli avvenimenti che si susseguono in Medio Oriente. Due giorni fa Hamas ha convocato tutti i rappresentanti delle varie fazioni (ad esclusione di quelli di Al Fatah) per mettere a punto un piano d’azione contro Israele in caso di conflitto con l’Iran. Hezbollah ha spostato negli ultimi giorni i suoi reparti d’elite a ridosso del confine con Israele mentre è confermato che almeno 40 elementi dei Guardiani della Rivoluzione iraniana sono presenti nel Sud del Libano. Ieri Ahmadinejd ha accusato Israele di aver assassinato l’ex vice-ministro della Difesa iraniano, Alireza Asgari, scomparso quattro anni fa da un hotel di Istambul dove passava la notte dopo un viaggio in Siria e del cui rapimento sono stati accusati agenti della CIA e del Mossad. Secondo il Ministro della Difesa iraniano, Gen. Ahmad Vahidi, l’ex vice-ministro sarebbe stato ucciso nel carcere israeliano di Ayalon.  Vahidi ha detto di avere le prove di questo omicidio. L’accusa è gravissima e porta la tensione tra Israele e Iran alle stelle. Se a tutto questo aggiungiamo la decisione del Governo britannico e le voci su un piano del genere anche di altre nazioni, il quadro che ne esce non può che essere allarmante.

Per questo motivo chiediamo al nostro Ministro degli Affari Esteri se l’Italia ha approntato un piano per l’evacuazione rapida dei cittadini italiani presenti a vario titolo nel Golfo Persico e se non lo ha fatto se intende approntarlo, magari in collaborazione con il Ministero della Difesa. E’ lampante che la situazione tra Iran e Israele sta velocemente scivolando verso il conflitto aperto. Per questo chiediamo massima attenzione e un piano che possa velocemente portare via i cittadini italiani da una zona che potrebbe diventare improvvisamente incandescente.

Secondo Protocollo