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Medio Oriente: Wikileaks dimostra come Obama stia fallendo su tutta la linea

Tra le poche cose di buono che stanno facendo le rivelazioni di Wikileaks, c’è in particolare una serie di documenti che dimostrano come la linea adottata dal Presidente Obama in Medio Oriente sia del tutto fallimentare.

Ieri abbiamo accennato ai missili nord-coreani in grado di colpire l’Europa acquistati dall’Iran, oggi emergono altre rivelazioni che compromettono seriamente la credibilità di Obama come “persona adeguata a risolvere il problema medio-orientale”. Innanzi tutto viene confermato quello che Secondo Protocollo dice da mesi e cioè che per i Paesi Arabi (Arabia Saudita in testa) il problema non sono i palestinesi ma è l’Iran. Il Re Saudita ha chiesto a più riprese agli americani di attaccare l’Iran e si è sostanzialmente allineato a Israele andando persino contro la valutazione degli americani che invece volevano aprire una” nuova linea diplomatica con l’Iran” appoggiando addirittura un “programma nucleare a uso civile”. A rivelarlo è un documento riservato del 29 gennaio 2010 inviato dal Segretario di Stato, Hillary Clinton, alle ambasciate interessate nel quel si chiede di fare il possibile per “persuadere l’Iran a rivedere il suo programma nucleare”, dove la parola “rivedere” non è paragonabile a “rinunciare”. Infatti, dopo un riassunto degli eventi, al punto 11 si evidenzia la “disponibilità del Presidente ad aprire una nuova pagina nelle relazioni con l’Iran”. La strategia è quella denominata “incentivi e pressioni”, una sorta di versione diplomatica del bastone e della carota, cioè la stessa strategia che negli ultimi tre anni non ha portato a niente e che anzi ha portato Teheran a un passo dalla bomba atomica. Ebbene, tutto questo avveniva mentre l’Iran si impossessava dell’Iraq, ingoiava il Libano, portava la Turchia dalla sua parte e complottava con la Corea del Nord e con la Siria in campo nucleare. Ce ne sarebbe per chiedere l’arresto di Obama, altro che impeachment.

Per dar seguito a tutto questo il buon presidente Obama inseriva, tra gli “incentivi” da dare all’Iran, le pressioni su Israele sulla questione palestinese e su quella più spigolosa delle colonie. Povero Obama, era davvero convinto che agli iraniani interessasse qualcosa della sorte dei palestinesi e che la cosa potesse in qualche modo pesare. Invece Teheran è andata avanti per la sua strada riuscendo, nel frattempo, a trasformare il Libano in una provincia iraniana, a usare le pressioni americane su Israele e le conseguenti obiezioni di Gerusalemme come arma mediatica e infine, con l’aiuto della Turchia, a trasformare Hamas da oppressore terrorista a vittima. Insomma, Obama in pochi mesi è riuscito, da solo, a fare quello che in oltre sessant’anni  non erano riusciti a fare interi eserciti arabi, schiere di terroristi e il fior fiore della politica araba, cioè a mettere seriamente a rischio l’esistenza di Israele.

Il bello è che il Presidente Obama faceva tutto questo mentre il maggiore alleato arabo degli USA, l’Arabia Saudita, implorava Washington di “tagliare la testa del serpente iraniano prima che sia troppo tardi”, metteva a disposizione degli israeliani le sue basi aeree per un eventuale attacco alle centrali nucleari iraniane (fatto del tutto inedito) e faceva di tutto per bloccare l’espansionismo iraniano (e turco n.d.r.).

I risultati purtroppo li stiamo vedendo oggi. La Turchia è un membro della NATO solo sulla carta (e speriamo che non gli diano i piani di difesa dell’Europa) perché in pratica è passata con il nemico (l’Iran). Teheran ha missili in grado ci colpire l’Europa. L’Arabia Saudita si sta scontrando militarmente con l’Iran ormai da mesi anche se tutti si guardano bene dal parlarne (in Yemen l’esercito saudita è impegnato contro le Guardie della Rivoluzione iraniane che sostengono i ribelli sciiti). Il Libano sta per crollare definitivamente. In Iraq gli sciiti legati all’Iran sono al governo e controllano militarmente tutta la zona sud del Paese. Hezbollah ha migliaia di missili puntati su Israele. Hamas controlla sempre di più la Striscia di Gaza mentre l’ANP non controlla più nemmeno la Cisgiordania. Infine, la ciliegina sulla torta, in Afghanistan le Guardie della Rivoluzione iraniana addestrano ,armano e finanziano i talebani che poi ammazzano i soldati della NATO.

Spero di aver fatto un quadro esaustivo della politica del Presidente Obama in Medio Oriente e se ho lasciato qualcosa fatelo sapere. Questo è veramente uno dei pochi lati positivi delle rivelazioni di Wikileaks, mette a nudo un Presidente americano incapace di fare qualcosa di buono e che, al contrario, sta mettendo in gravissimo pericolo tutto il mondo. Non c’è che dire, un grande Presidente.

Miriam Bolaffi